Sebastiya non sarà rovinata

24 GENNAIO 2017 | International Solidarity Movement | Palestina occupata

Le forze israeliane hanno reso la loro presenza visibile a Sebastiya quasi ogni giorno; a volte solo per lo spettacolo, altre volte con i bulldozer e il pretesto di ‘manutenzione e pulizia’. Ma, quando esattamente un bulldozer ha mai ripulito un sito? Invece, quello che stanno facendo sta distruggendo queste reliquie della storia, rovesciando pilastri, spostando le rocce da una zona all’altra, e con l’aggiunta di una recinzione per ‘proteggere’ la zona. Negli ultimi mesi, sono venuti e hanno distrutto case e negozi in tutta l’ Area C.Mentre si cammina attraverso le antiche rovine nell’Area C, si può vedere a 360 gradi, e in quella vista ci sono sei villaggi palestinesi, oliveti, e pezzi di insediamenti che li circondano da tutti i lati. Pochi mesi fa, l’insediamento Salva Shamron ha bruciato un campo di ulivi appartenenti a due diversi villaggi, Sebastiya e Dershab nelle vicinanze. Nel 2013, c’è stata una manifestazione contro i problemi di depurazione nella zona a causa di questo insediamento. La gente del posto con il sostegno di ISM e altri gruppi internazionali hanno protestato fino a quando hanno tolto il liquame dalle acque. (Link)

Bulldozer rovescia antiche rovine in nome della ‘manutenzione’

negozio palestinese vicino alle rovine demolito

pietre per prevenire l’entrata delle forze israeliane

Sebastiya è una bella cittadina a nord est di Nablus in collina. E’ un sito di molte antiche rovine romane, provenienti dalla dinastia di Erode, i siti di Alessandro Magno, e una cappella e la moschea di Nabi Yahya (Giovanni Battista) che rimane oggi un luogo di pellegrinaggio per cristiani e musulmani. Il terreno risale ai Cananei e agli ebrei, e quindi è un luogo di cui il governo israeliano vorrebbe avere il controllo. La città è divisa per aree A, B, e C. La maggior parte degli abitanti vive nella zona B, e la maggior parte di questi importanti siti archeologici cade nella zona c.

bandiera palestinese rimossa dai militari


Il comune riceve minacce che i bulldozer ritorneranno, e per fortuna la città sta lavorando bene insieme per resistere contro la militarizzazione della loro terra. E’ attualmente in corso un processo nei tribunali per rendere la zona ‘patrimonio mondiale’ sotto l’UNESCO. Ciò proteggerebbe l’area da parte del governo di Israele, se andasse sotto il controllo internazionale.

Circa un anno fa, un gruppo di persone del villaggio ha deciso di mettere una bandiera palestinese sulla collina delle rovine. Immediatamente, questa azione è stata accolta con forza da parte delle forze di occupazione israeliane attraverso lacrimogeni e arresto di sette giovani di età compresa tra 18 e 22 anni. Due di loro sono rimasti in carcere per quasi un anno intero, e sono stati appena rilasciati. Questo continua ad essere una battaglia, e il villaggio continuerà a lottare per il diritto alla loro terra, e a questi antichi luoghi.

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