Israele rifiuta il rilascio anticipato del prigioniero Ahmad Manasra

29 giugno 2022

https://www.middleeastmonitor.com/20220629-israel-refuses-early-release-of-prisoner-ahmed-manasra/

Il palestinese Ahmed Manasra durante la sua audizione a Be’er Sheva, Israele, 13 aprile 2022 [Agenzia Mostafa Alkharouf/Anadolu]

La commissione per la libertà vigilata nella prigione israeliana di Ramla ha respinto ieri l’appello per la liberazione del prigioniero palestinese Ahmad Manasra, in un momento in cui la sua salute mentale sta peggiorando.

Il membro della squadra di difesa di Mansra, l’avvocato Khaled Zabarqa, ha detto che la commissione per la libertà vigilata ha rifiutato di discutere l’appello di Manasra per il rilascio anticipato.

L’appello è stato presentato dalla sua squadra di difesa a causa del grave deterioramento della sua salute fisica e mentale. Secondo Zabarqa, la commissione per la libertà vigilata ha affermato che il caso di Manasra era classificato secondo la “legge sul terrorismo”. 

Manasra è stato detenuto illegalmente per sette anni dall’occupazione israeliana in condizioni orribili, e attualmente soffre di gravi problemi di salute mentale. E’ stato arrestato a soli 13 anni e interrogato violentemente senza la presenza di un avvocato o dei suoi genitori. Gli è stata inflitta una pena detentiva di 12 anni – poi ridotta a nove – per il tentato omicidio di un ragazzo di 20 e di 12 anni in un insediamento ebraico illegale nella Gerusalemme Est occupata, nonostante non avesse preso parte all’attacco.

Ahmad Manasra è un giovane palestinese che è stato imprigionato 7 anni fa, all’età di 13 anni, dalle forze di occupazione. Da allora ha subito intense torture psicologiche incluso l’isolamento – Cartoon [Sabaaneh/Middle East Monitor]

Suo cugino è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da un israeliano nel 2015, mentre Manasra è stato brutalmente picchiato da una folla israeliana e schiacciato da un autista israeliano, l’attacco gli ha lasciato delle ferite alla testa. Al momento del suo arresto, la legge israeliana stabiliva che i bambini di età inferiore ai 14 anni non potessero essere ritenuti penalmente responsabili. Gli sono stati diagnosticati problemi di salute mentale dovuti a mesi di brutali interrogatori, torture e isolamento nei centri di detenzione israeliani.

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