Un altro crimine commesso nel campo di Tulkarem dalle forze di occupazione

15 November 2023 – International Solidarity Movement – Tulkarem

Diversi veicoli militari israeliani percorrono la strada a Tulkarem

Di Diana Khwaelid

Un altro crimine perpetrato dall’occupazione israeliana nel campo profughi di Tulkarem. Il sangue dei quattro palestinesi uccisi circa una settimana fa non si era ancora asciugato quando le forze di occupazione israeliane hanno commesso un nuovo crimine che è costato la vita a 7 civili palestinesi.

La sera dello scorso lunedì 13 novembre le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto la città di Tulkarem. Intorno alle 22 le forze speciali israeliane hanno tentato di infiltrarsi anche nel campo profughi di Tulkarem, ma inizialmente hanno fallito dopo aver incontrato la resistenza dei giovani palestinesi.

Decine di veicoli militari israeliani, tra cui trasporto truppe e bulldozer D9, hanno preso d’assalto la città di Tulkarem e il campo, durante il quale le FOI hanno demolito le strade principali che collegano il campo.

Il quartiere di Balawneh è stato particolarmente colpito. Le Foi hanno anche distrutto e demolito il simbolo commemorativo all’ingresso del campo, dedicato ai due martiri Samer Al-Shafi’I e Hamza Al-Khoshafqi.

Una strada a Tulkarem pesantemente theneggiata

Un’altra strada distrutta da un bulldozer D9

7 civili palestinesi sono stati uccisi nelle 13 ore in cui è durata l’operazione militare. 2 di loro sono stati uccisi dalle forze speciali israeliane e 4 di loro sono rimasti uccisi nel bombardamento dei 3 edifici residenziali, compreso un edificio di 3 piani. Sono state distrutte anche decine di auto civili appartenenti ai residenti del campo.

Due case le cui facciate sono crollate a causa dei bombardamenti

Le conseguenze del bombardamento di una zona residenziale

Ai residenti del campo è stata tagliata l’elettricità e la rete idrica è stata distrutta nelle prime ore dell’invasione. Le forze di occupazione israeliane hanno impedito al personale medico di svolgere il proprio lavoro, rifiutandogli di entrare nel campo per trasportare i feriti all’ospedale o addirittura di fornire i primi soccorsi.

Durante questo, gli addetti stampa sono stati presi di mira con bombe lacrimogene. 14 ore continue di ansia e paura vissute dai residenti della città di Tulkarem e in particolare del campo profughi di Tulkarem.

Macerie riempiono le strade del campo di Tulkarem dove diverse case sono state bombardate

Diversi residenti camminano lungo una strada non asfaltata dopo l’invasione

 

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