Ricordo a Nablus

28 dicembre 2023

Remembrance in Nablus – International Solidarity Movement (palsolidarity.org)

In un’epoca di disinformazione, spettacolo e cancellazione, la memoria è rivoluzionaria. La Palestina ha una ricca storia di 20.000 anni. Nel mezzo di una catastrofe in corso in Terra Santa che rivaleggia con la Nakba del 1948, le persone a Nablus sono custodi della memoria.

Uno di questi progetti è il Centro Culturale della Narrazione Palestinese che aumenta la consapevolezza sulla storia palestinese, inclusa la mappatura di come fosse la Palestina prima del 1948 e l’archiviazione di testimonianze di pulizia etnica.

Archivio interattivo della storia palestinese del Centro Culturale della Narrazione Palestinese

Tanweer, un altro centro culturale di Nablus, oltre agli attuali sforzi per introdurre arte, gioia e maggiore libertà nella sfera pubblica, ha scelto di scoprire gli antichi nomi delle sorgenti nella Città Vecchia di Nablus e nelle aree circostanti. Dopo aver riscoperto i nomi, creano e installano segni per collegare il presente con il passato e ricordare alle persone cosa è stato e cosa sarà. In arabo la parola sorgente significa anche via o sentiero. Nomi di parole e luoghi, come nomi di persone, sono spesso depositari di antica saggezza.

Segnale su una sorgente a Nablus (photo credit: ISM)

Fitra è una parola araba che significa “disposizione originaria” o “natura innata”. È convinzione comune in Palestina e in tutto il mondo arabo e musulmano che ogni persona nasce innocente con una bontà innata, e solo attraverso il condizionamento sociale le persone vengono condotte all’oppressione e all’ingiustizia. E quindi il lavoro interiore che deve essere fatto non è raggiungere qualcosa di molto lontano da sé stessi, ma riscoprire, riconnettersi e ricordare la propria natura originale.

Tra le persone onorate dai palestinesi al Centro Tanweer figurano attivisti dell’ISM uccisi mentre svolgevano attività di solidarietà (foto di ISM)

Proprio come gli ebrei negli Stati Uniti, in Europa e nel Medio Oriente ricordano gli orrori del loro passato e onorano coloro che hanno mantenuto la propria umanità in mezzo alla disumanità che li circonda, i palestinesi ricordano gli orrori del loro passato (e presente), onorano coloro che mantengono la loro umanità in mezzo alla disumanità che li circonda, cercano di creare una via dove non c’è via, e sperano che i popoli del mondo non assistano da lontano al loro sterminio, ma scelgano invece di ricordare la loro essenza originale, sepolta sotto le macerie dell’umanità.

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