26 marzo 2024
Another Israeli soldier admits to implementing the ‘Hannibal Directive’ on October 7 – Mondoweiss
Nella terminologia militare israeliana, la cosiddetta “Direttiva Annibale” è la politica di sparare sui propri soldati per evitare una potenziale situazione di prigionia. Vi è un numero crescente di prove e testimonianze che suggeriscono che il 7 ottobre la Direttiva Annibale sia stata attuata, almeno in una certa misura, nei confronti degli israeliani.
Inoltre, crescenti testimonianze indicano che questa politica è stata estesa ai civili israeliani sotto forma di fuoco indiscriminato da elicotteri e carri armati. La recente eccezionale indagine di Al Jazeera, “October 7”, affronta questa questione in modo piuttosto approfondito.
La settimana scorsa, un’altra testimonianza riguardante tali atti è apparsa su Canale 13 ed è stata ripetuta il giorno dopo su Ynet, in cui il comandante di una compagnia corazzata, il capitano Bar Zonshein, racconta di come ha sparato proiettili di carri armati contro veicoli che si dirigevano verso Gaza vicino a Kisufim – a circa 2 chilometri lontano dalla recinzione perimetrale di Gaza.
“Abbiamo identificato due pick-up alla guida di Toyota e su di essi c’era un gran numero di persone in piedi nella cabina, e c’era un mucchio di persone. Non so se fossero cadaveri o persone vive… E ho deciso di attaccare questi veicoli”, dice Zonshein.
Bisogna sottolineare che la descrizione di Zonshien di un “mucchio” di persone potrebbe essere sia militare che civile, ma queste distinzioni apparentemente non tenevano conto dei suoi calcoli. Ciò è, ovviamente, significativo in termini israeliani perché fino a quel momento la dottrina di Annibale era stata limitata solo ai soldati.
La parte successiva della testimonianza di Zonshein, tuttavia, offre una visione rivelatrice della motivazione per cui ha attaccato i camioncini: “Perché qualcosa nel mio istinto mi ha detto che potevano essere su di loro”. In altre parole, Zonshein pensava che i suoi commilitoni potessero essere tra i catturati – ed è proprio per questo che ha aperto il fuoco.
L’intervistatore incalza ribadendo che si parla della possibilità di prendere di mira i soldati. «Avresti potuto ucciderli. Sono i tuoi soldati”. “Giusto”, risponde Zonshien. “Ma decido che questa è la decisione giusta, che è meglio fermare i rapimenti e che non vengano presi”.
L’intervistatore poi chiede se, in retrospettiva, ha agito correttamente. “Sento di aver agito correttamente”, risponde. Poi la domanda ovvia e dritta al punto: “È questo l’ordine? Un ordine di Annibale?» sollecita l’intervistatore. Zonshein quasi lo conferma, usando un linguaggio fortemente allusivo. “Nell’ordinanza stessa devono essere adottate alcune misure operative”, afferma. “Bisogna sparare ai punti di raccolta centrali e ai punti di controllo [militari], e in caso di identificazione [dei propri soldati], bisogna fare anche quella cosa”. “Quella cosa”, ovviamente, è la direttiva Annibale.
