Rafah e Khan Yunis sotto attacco: Israele collega i progressi del cessate il fuoco ai corpi dei prigionieri

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30 novembre 2025 

Israele continua a bombardare Gaza e a imporre la fame nonostante il cessate il fuoco, poiché le condizioni per i “prossimi passi” sarebbero legate ai resti dei prigionieri piuttosto che all’arresto del genocidio.

Le famiglie di Gaza salutano i loro cari, uccisi da Israele. (Foto: VIA QNN)

L’attacco israeliano alla Striscia di Gaza è continuato domenica mattina, con ripetuti attacchi aerei, demolizioni e raid terrestri contro le aree del sud, in particolare intorno a Rafah e Khan Yunis, nonostante il cessate il fuoco dichiarato.

Al-Jazeera ha riferito di almeno sei attacchi aerei a est di Rafah, insieme a grandi esplosioni causate dalle unità di demolizione israeliane a est di Khan Yunis, all’interno di quella che l’occupazione chiama la Linea Gialla, un’area conquistata durante l’ultima invasione terrestre.

Le forze di occupazione israeliane hanno anche colpito Bani Suheila, a est di Khan Yunis, nel mezzo di intensi bombardamenti di artiglieria.

Fonti locali hanno riferito che veicoli militari israeliani posizionati vicino all’asse di Morag a nord-est di Rafah hanno aperto un fuoco pesante durante i rastrellamenti, mentre navi da guerra hanno bombardato la costa occidentale.

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Più a nord, l’agenzia di stampa Anadolu ha riportato un attacco aereo nei pressi del campo profughi di Bureij, al di fuori delle aree in cui Israele avrebbe dovuto operare in base alla prima fase dell’accordo di cessate il fuoco. Sono stati segnalati attacchi aerei anche a est di Gaza City e gli elicotteri hanno sparato pesantemente su Jabaliya.

Violazioni in corso e obiettivi dichiarati

Il canale israeliano 12 ha citato una fonte di sicurezza che afferma che l’esercito intende completare il rastrellamento dell’area occupata della Linea Gialla nelle prossime settimane.

Il rapporto ha aggiunto che l’intelligence israeliana ritiene che Hamas stia ricostruendo le sue capacità militari, inclusa la produzione di esplosivi e il contrabbando di armi tramite droni.

L’emittente ha anche riferito che Israele ha riferito ai mediatori di ritenere che circa 50 combattenti della resistenza siano ancora presenti a est di Rafah e che potrebbero arrendersi. Coloro che lo faranno, secondo il rapporto, saranno trattenuti brevemente prima del rilascio a condizione che rinuncino alla lotta armata.

Israele continua a violare il cessate il fuoco del 10 ottobre, causando centinaia di morti e feriti nelle ultime settimane, oltre alle continue restrizioni su cibo, medicine e accesso umanitario.

Il genocidio israeliano ha già causato la morte di oltre 70.000 palestinesi e il ferimento di oltre 170.000 persone dall’ottobre 2023, la maggior parte delle quali donne e bambini.

https://www.palestinechronicle.com/gaza-death-toll-surpasses-70000-as-israeli-bombings-continue-despite-truce/

Pressioni sui termini del cessate il fuoco

Il sito di notizie israeliano Walla ha riferito che funzionari politici e di sicurezza hanno detto a porte chiuse ai funzionari statunitensi che Israele non procederà alla seconda fase del cessate il fuoco finché non saranno restituiti i corpi di tutti i prigionieri israeliani detenuti a Gaza.

Secondo il rapporto, Israele sta facendo pressione su Hamas – tramite Washington e mediatori regionali – affinché consegni i corpi. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno chiarito che non autorizzeranno nuovi attacchi israeliani su larga scala durante questa fase.

Il rapporto ha anche osservato che la leadership politica israeliana non ha discusso piani di emergenza nel caso in cui Hamas si rifiutasse di restituire i corpi, sebbene i funzionari israeliani ritengano che una crescente pressione politica potrebbe costringerli a conformarsi.

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