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17 aprile 2026
Oltre 9.600 palestinesi sono incarcerati, mentre gli abusi si aggravano e molti detenuti di Gaza non vengono conteggiati e il loro destino rimane sconosciuto.

Una foto recente di detenuti di Gaza rilasciati da Israele, tra cui un uomo cieco. Migliaia risultano ancora dispersi, il loro destino è incerto. (Foto: QNN)
Dati chiave
– Secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 9.600 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane.
– Almeno 350 bambini e 86 donne sono tra i detenuti.
– 3.532 palestinesi sono detenuti in regime di detenzione amministrativa senza accusa né processo.
– 1.251 detenuti sono classificati come “combattenti illegali”, il che consente la loro detenzione senza le normali tutele legali.
– Un gran numero di detenuti provenienti da Gaza non viene conteggiato ed è detenuto in strutture militari al di fuori del sistema carcerario ufficiale.
– I rapporti documentano l’uso diffuso dell’isolamento, abusi fisici e psicologici e negligenza medica.
– Le visite dei familiari e le comunicazioni sono spesso limitate o negate, soprattutto dall’escalation della guerra a Gaza.
– La questione dei prigionieri è rimasta centrale nella lotta palestinese per decenni e viene commemorata ogni anno il 17 aprile.
I palestinesi hanno celebrato la Giornata dei Prigionieri Palestinesi il 17 aprile, in un contesto di rinnovati allarmi sul peggioramento delle condizioni carcerarie e di crescente preoccupazione per i detenuti provenienti da Gaza, il cui numero e la cui ubicazione rimangono sconosciuti.
La giornata, celebrata ogni anno il 17 aprile, è stata istituita dal Consiglio Nazionale Palestinese nel 1974, in seguito al rilascio di Mahmoud Bakr Hejazi nel 1971, avvenuto nell’ambito di uno scambio di prigionieri.
Mahmoud Bakr Hijazi fu il primo prigioniero palestinese a essere rilasciato in uno scambio di prigionieri con Israele nel 1971. La sua liberazione divenne una pietra miliare simbolica nella lotta palestinese, segnando l’inizio degli sforzi organizzati per garantire la liberazione dei prigionieri.
Da allora, è diventato un momento centrale nel calendario politico palestinese, ponendo l’accento sulla questione dei prigionieri come tema centrale della più ampia lotta.
Secondo l’Ufficio di Informazione sui Prigionieri Palestinesi, oltre 9.600 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane, mentre le condizioni di detenzione continuano a deteriorarsi e le segnalazioni di abusi si intensificano.
Violazioni in aumento
In una dichiarazione rilasciata in occasione dell’evento, l’ufficio ha affermato che i detenuti sono sottoposti a gravi torture fisiche e psicologiche, oltre a deliberate negligenze mediche descritte come parte di una politica di “uccisione lenta”.
I prigionieri sono inoltre soggetti a prolungati isolamenti e maltrattamenti quotidiani, in un contesto di livelli di repressione senza precedenti all’interno delle strutture detentive israeliane.
Secondo i dati aggiornati all’inizio di aprile 2026, il numero di prigionieri palestinesi superava i 9.600, tra cui 86 donne e 350 minori.
Le cifre includono anche 3.532 detenuti amministrativi senza accusa né processo, nonché 1.251 individui classificati come “combattenti illegali”, una categoria che consente la detenzione senza le normali tutele legali.
Tuttavia, queste cifre non includono tutti i detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza, in particolare quelli reclusi nei campi militari israeliani.
Detenuti di Gaza
Le organizzazioni per i diritti umani che si occupano di prigionieri palestinesi segnalano un forte aumento dei casi di sparizione forzata, soprattutto tra i detenuti provenienti da Gaza.
Molti sono detenuti senza possibilità di comunicare con le proprie famiglie e senza che venga loro ufficialmente comunicato il luogo in cui si trovano o il loro status giuridico.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato che i detenuti provenienti da Gaza sono spesso reclusi al di fuori del sistema carcerario ordinario, il che rende difficile determinarne il numero esatto.
Di conseguenza, si ritiene che il numero totale di palestinesi in custodia israeliana sia superiore alle cifre pubblicamente disponibili.
L’ufficio ha lanciato l’allarme su una crisi sanitaria sempre più grave all’interno delle carceri, citando la diffusione di malattie, la mancanza di assistenza sanitaria adeguata e il continuo diniego di cure.
Ha inoltre evidenziato l’intensificarsi delle restrizioni, tra cui il divieto di visite familiari, di comunicazione e la grave carenza di cibo e beni di prima necessità.
Legge sull’esecuzione dei prigionieri
L’ufficio ha avvertito che la cosiddetta “legge sull’esecuzione dei prigionieri” costituisce una grave violazione del diritto internazionale e potrebbe aprire la strada alla legalizzazione delle uccisioni.
Ha inoltre respinto le politiche che riducono gli assegni di mantenimento ai detenuti, definendole un attacco diretto alle famiglie dei prigionieri e ai loro diritti fondamentali.
L’ufficio ha chiesto un’azione nazionale urgente per fermare le misure repressive, ripristinare il sostegno finanziario e intensificare gli sforzi legali e mediatici per chiedere conto a Israele delle sue azioni.
Ha inoltre segnalato la crescente solidarietà a livello internazionale, con attivisti che continuano a denunciare la questione dei prigionieri palestinesi e a smascherare le violazioni.
La dichiarazione si conclude affermando che la questione dei prigionieri rimarrà centrale nella lotta palestinese fino al raggiungimento della loro piena libertà.