In questa giornata della Naksa, i palestinesi chiedono azioni concrete.

5 giugno 2026

This Naksa Day, Palestinians demand meaningful action | BDS Movement

dal sito bdsmovement.net

Naksa, che significa “battuta d’arresto”, segna la violenta conquista da parte di Israele, nel 1967, della restante parte della Palestina storica e l’inizio della brutale occupazione militare della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est.

Durante la Naksa, Israele ha perpetrato una pulizia etnica contro circa 400.000 palestinesi, quasi la metà dei quali sfollati per la seconda volta, essendo già sopravvissuti alla Nakba del 1948. Israele ha costantemente negato il diritto intrinseco e sancito dalle Nazioni Unite ai rifugiati palestinesi di tornare alle proprie terre e di ricevere un risarcimento.

Il genocidio perpetrato da Israele contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza, trasmesso in diretta streaming, rappresenta il capitolo più oscuro dell’oppressione e della pulizia etnica in corso da parte di Israele. Recidere ogni legame di complicità statale, aziendale e istituzionale con il suo regime genocida è diventato un obbligo legale, non solo morale, indiscutibile.

Solo attraverso una lotta popolare strategica e basata su principi solidi, sostenuta dal potere dei popoli di tutto il mondo, possiamo porre fine alla complicità e raggiungere la liberazione. La lotta odierna in Palestina, e negli spazi di solidarietà di tutto il mondo, è una lotta per l’umanità e per un ordine globale basato sulla giustizia, la libertà e l’uguaglianza per tutti. La Palestina è al centro dell’ondata globale di resistenza all’asse genocida israelo-americano, dove la forza fa il diritto.

Vi invitiamo a unirvi ai gruppi BDS e ai partner solidali nei vostri paesi per:

  1. Bloccare tutto – Interrompere pacificamente le attività delle aziende e delle istituzioni complici del genocidio israeliano. Organizzare scioperi (quando possibile), astensioni dal lavoro e sit-in. Non si può continuare come se non ci fosse in corso un genocidio.
  2. Espandere le Zone Libere dall’Apartheid – Chiedere alla propria università, al proprio luogo di lavoro, al proprio sindacato o alla propria città di interrompere i legami con Israele e di rispettare le linee guida del BDS.
  3. Esercitare pressioni sui governi per sanzioni legali – I governi devono adempiere ai propri obblighi legali, in particolare a seguito delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia, imponendo sanzioni mirate a Israele, incluso un embargo militare ed energetico completo.
  4. Costruire ampie coalizioni intersezionali – Delle coalizioni intersezionali antirazziste per la giustizia sono necessarie ora più che mai per salvare l’umanità.
  5. Adottare linee guida etiche per gli appalti e gli investimenti: chiediamo ai comuni, ai consigli comunali e agli altri enti pubblici di garantire che i fondi pubblici non vengano utilizzati per stipulare contratti o investire in aziende implicate in gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, ovunque, Palestina compresa.

Incanala la tua rabbia, la tua frustrazione e il tuo dolore in una pressione efficace e strategica a sostegno del movimento BDS per porre fine al genocidio e all’apartheid coloniale in corso in Israele.

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