Cresce la pressione sulle autorità egiziane e marocchine perchè non agevolino la spedizione di acciaio di tipo militare destinato a Israele, paese responsabile di genocidio.

24 giugno 2026

Pressure intensifies on authorities in Egypt and Morocco over facilitating military-grade steel shipment destined for genocidal Israel. | BDS Movement

dal sito bdsmovement.net

Il movimento BDS chiede un’intensificazione della pressione popolare per #BlockTheBoat (Bloccare la nave).

Dopo la storica iniziativa italiana di bloccare il transito di acciaio militare attraverso i suoi porti, impedendone il trasferimento verso Israele, responsabile di genocidio, la pressione del movimento BDS nel Mediterraneo per fermare tali trasferimenti continua a crescere. Le ultime notizie confermano che un’altra spedizione dello stesso acciaio di grado militare, destinato a Israele, è stata scaricata nel porto di Port Said, in Egitto, il 17 giugno.

La spedizione di acciaio militare, proveniente da R L Steels & Energy Limited (Aurangabad, India) e trasportata a bordo della nave Angelica Maersk (IMO 9948798), era precedentemente transitata per il porto di Tanger Med, in Marocco.

In base a un allarme ricevuto da No Harbour for Genocide, e confermato dai dati commerciali disponibili, la destinazione finale di questo carico militare è la società israeliana IMI Systems (Elbit Systems Land). Elbit Systems è il più grande produttore privato di armi in Israele e il principale fornitore dell’esercito israeliano responsabile del genocidio. Trae profitto diretto e contribuisce a perpetuare l’apartheid e il genocidio in corso contro i palestinesi, nonché la continua aggressione criminale contro le popolazioni della regione.

Si prevede che il carico scaricato a Port Said proseguirà il suo viaggio attraverso il territorio egiziano, e le informazioni attuali indicano il coinvolgimento della nave Maersk Wakayama (IMO 9550357), arrivata a Port Said il 19 giugno.

dal sito bdsmovement.net

Al momento della stesura di questo documento, 27 container, con lo stesso carico e provenienti dallo stesso fornitore, sono stati fermati per un’ispezione ufficiale da parte delle autorità italiane. Le interrogazioni parlamentari (su 11 container) e le udienze ufficiali (su tutti i 27 container) in Italia hanno confermato che questo carico non può proseguire il suo viaggio verso Israele senza un’autorizzazione specifica da parte dell’Autorità per il controllo delle armi e dei materiali a duplice uso (AICMC). Queste spedizioni di acciaio potrebbero produrre fino a 15.000 proiettili di artiglieria da 155 mm.

Questi proiettili da 155 mm possono essere caricati con diverse testate, dagli esplosivi convenzionali alle bombe a grappolo e al fosforo bianco. Sono ampiamente utilizzati nei bombardamenti israeliani delle aree densamente popolate di Gaza. Solo nelle prime sette settimane del genocidio, Israele ha sparato oltre 90.000 proiettili di artiglieria su Gaza. Inoltre, proiettili da 155 mm sono stati utilizzati nell’attacco chimico israeliano contro Yohmor, in Libano.

Il 1° aprile, il Vice Ministro dei Trasporti italiano ha risposto ad alcune interrogazioni parlamentari in merito, dichiarando:

“I materiali in questione sono attualmente stoccati temporaneamente in un’area portuale idonea sotto l’autorità del servizio doganale e vi rimarranno in attesa delle decisioni dell’Autorità di controllo delle armi e dei materiali a duplice uso (UAMA), l’organismo nazionale responsabile della vigilanza sull’esportazione, l’importazione e il transito di materiali militari e prodotti a duplice uso.”

Consentire l’attracco e il ricarico del carico militare destinato a Israele, pur essendo a conoscenza della “plausibilità” del genocidio perpetrato contro i palestinesi, dell’occupazione illegale e dell’apartheid, costituisce una chiara violazione degli obblighi derivanti dalle decisioni emesse negli ultimi due anni dalla Corte Internazionale di Giustizia, dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 18 settembre 2024 e dalla Corte Penale Internazionale in merito al coinvolgimento dei leader israeliani nella commissione di crimini internazionali.

 Il movimento BDS, guidato dai palestinesi, si appella ai sindacati, ai gruppi di solidarietà e alla società civile in generale:

  • In Egitto, intensificare la pressione sulle autorità egiziane affinché indaghino immediatamente sul carico scaricato a Port Said, ne impediscano il trasbordo verso Israele, responsabile di genocidio, e impongano rigorose misure di due diligence per fermare il flusso futuro di materiale militare (compresi articoli a duplice uso) verso Israele attraverso l’Egitto.
  • In Marocco, intensificare la pressione sulle autorità affinché pongano fine a ogni forma di cooperazione militare, di sicurezza e logistica con il regime israeliano, responsabile di genocidio, in linea con le decisioni della Corte Internazionale di Giustizia e con il rifiuto, da parte della stragrande maggioranza del popolo marocchino, della normalizzazione dei rapporti con Israele, responsabile di apartheid.
  • In India, esercitare pressione sul governo affinché interrompa la cooperazione militare con Israele, indaghi e adotti misure efficaci per prevenire ulteriori esportazioni di materiale militare illegale (compresi articoli a duplice uso) verso Israele, responsabile di genocidio.
  • In Danimarca e Singapore, esercitare pressione sulle autorità affinché indaghino sulle navi battenti la loro bandiera per accertare il loro coinvolgimento nel trasporto di materiale militare illegale verso Israele e adottino sanzioni e misure correttive efficaci qualora ciò si rivelasse vero.
  • Attraverso il Mediterraneo e tutti gli altri mari, fare pressione sulle autorità affinché fermino il trasferimento illegale di materiale militare e a duplice uso verso Israele, indagando e adottando le misure appropriate, compresa la confisca del carico militare e a duplice uso illegale diretto in Israele.
  • Attraverso le reti globali, continuare a fare pressione sui colossi del trasporto marittimo Maersk, MSC e tutte le altre compagnie di navigazione affinché pongano fine alla loro criminale complicità nel facilitare la fornitura di materiale militare al regime israeliano, nonostante il genocidio, l’apartheid e l’occupazione illegale.
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