https://www.palestinechronicle.com/
27 luglio 2026
Il governo israeliano ha approvato, in via preliminare, una proposta per una forza internazionale e un’amministrazione tecnocratica palestinese in alcune zone di Gaza, mantenendo al contempo un ampio controllo israeliano.
Sviluppi chiave
– Israele ha approvato, in linea di principio, un piano pilota di governo incentrato su Rafah.
– Un comitato tecnocratico palestinese amministrerebbe aree selezionate con il sostegno di più nazioni.
– Le forze di occupazione israeliane continuerebbero a controllare le principali zone militari e manterrebbero l’autorità sul dispiegamento.
Secondo quanto riportato dai media israeliani, il governo israeliano ha dato l’approvazione preliminare a una proposta che consentirebbe a una forza internazionale e a un organismo noto come “Consiglio per la Pace” di iniziare a operare in alcune zone della Striscia di Gaza.
Il piano, tuttavia, lascerebbe a Israele il pieno controllo della sua attuazione e della sua presenza militare. Secondo quanto riportato, la proposta prevede una fase pilota a Rafah, dove le aree non controllate da Hamas sarebbero amministrate da un comitato tecnocratico palestinese supportato da una forza di stabilizzazione multinazionale.
Secondo funzionari israeliani citati dai media locali, l’esperimento potrebbe essere successivamente esteso ad altre zone di Gaza se la fase iniziale si rivelasse un successo.
Condizioni israeliane
L’approvazione del governo rimane condizionata.
Funzionari israeliani hanno affermato che l’esercito continuerà a controllare quella che definisce la “linea gialla” e non si ritirerà finché Hamas non sarà completamente disarmato in tutta la Striscia di Gaza.
La forza internazionale proposta richiederebbe inoltre un’autorizzazione separata da parte del primo ministro, del ministro della Difesa e del ministro degli Esteri israeliani prima del dispiegamento.
Le autorità israeliane manterrebbero inoltre il potere di determinare quali paesi potrebbero contribuire con truppe, e secondo alcune fonti sarebbero ammessi solo gli stati che mantengono accordi di normalizzazione con Israele.
Il dispiegamento iniziale sarebbe composto da circa 200 militari.
La forza multinazionale godrebbe inoltre dell’immunità legale ai sensi della Legge israeliana sull’immunità delle organizzazioni internazionali.
Progetto pilota di Rafah
Secondo la proposta riportata, Rafah diventerebbe la prima area amministrata da un comitato tecnocratico palestinese istituito nell’ambito dei piani promossi dal presidente statunitense Donald Trump.
Il comitato riceverebbe il supporto di quella che è stata definita una Forza Internazionale di Stabilizzazione, sebbene i media israeliani non abbiano specificato la portata della sua autorità né il rapporto pratico tra l’amministrazione civile e le forze militari israeliane.
Né i resoconti hanno chiarito il futuro status dei palestinesi residenti nelle aree selezionate per il progetto pilota.
In vista dell’incontro con Trump
La discussione del governo si svolge mentre il Primo Ministro Benjamin Netanyahu si prepara per un atteso incontro con Trump a Washington.
Secondo Israel Hayom, Netanyahu sta cercando di far progredire le discussioni sul futuro postbellico di Gaza prima dei colloqui.
Il giornale ha riferito che ai ministri è stato chiesto di esaminare la proposta presentata dal Board of Peace, sebbene il testo completo e i dettagli operativi non siano stati resi pubblici.
Chi c’è dietro la proposta?
L’emittente israeliana i24NEWS ha riferito che il direttore generale del Consiglio per la Pace, Nikolay Mladenov, e l’inviato speciale di Trump, Ari Lightstone, hanno incontrato Netanyahu e alti funzionari israeliani la scorsa settimana.
Secondo quanto riportato, hanno informato i funzionari israeliani sulle discussioni tenutesi al Cairo e hanno delineato le fasi successive dell’iniziativa.
Un funzionario del Consiglio per la Pace ha descritto gli incontri come “utili e produttivi”, sebbene non siano stati rilasciati ulteriori dettagli sui negoziati o sui partecipanti coinvolti.
Molte domande senza risposta
Sebbene i media israeliani abbiano presentato la proposta come un potenziale quadro di riferimento per la governance postbellica, rimangono aperte importanti questioni.
I poteri precisi della proposta amministrazione palestinese non sono stati resi noti, né Israele ha chiarito come verrebbe suddivisa l’autorità tra il comitato tecnocratico, la forza multinazionale e l’esercito israeliano.
Le discussioni si svolgono inoltre mentre Israele continua il suo genocidio a Gaza nonostante il cessate il fuoco, compresi ripetuti attacchi contro membri della polizia e dei servizi di sicurezza interni di Gaza, aumentando ulteriormente l’incertezza su come un eventuale futuro assetto di governo potrebbe funzionare sul campo.
