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5 febbraio 2021 Amjad Ayman Yaghi
Mays Abu Ghosh stava facendo una revisione per un esame universitario nell’agosto 2019, quando i soldati israeliani hanno fatto irruzione nella sua casa a tarda notte.

Mays Abu Ghosh è stata ripetutamente torturata nel centro di detenzione noto come Russian Compound. (Foto per gentile concessione di Mays Abu Ghosh)
Accompagnati da cani, i soldati dissero a suo padre di svegliare tutta la famiglia e riunire tutti in un unico posto. Poi sono entrati nella stanza di Mays e le hanno ordinato di accendere il cellulare e il computer. Ha rifiutato di farlo. Dopo aver disobbedito all’ordine, Mays ha dovuto vestirsi in presenza di alcune donne soldato. La sua camera da letto e quella dei suoi genitori sono state poi saccheggiate dalle truppe.
Ammanettata, Mays è stata portata dalla casa della sua famiglia nel campo profughi di Qalandiya al checkpoint militare sempre a Qalandiya, un’area che separa Gerusalemme est occupata dal resto della Cisgiordania. Da lì è stata trasportata al Russian Compound, un centro di detenzione israeliano a Gerusalemme.
Mays è stata detenuta in quel centro per più di un mese, durante il quale è stata ripetutamente torturata. Continue reading →