Un drone e un paio di missili: semplice e conveniente

28 Giugno 2014 – Charlie Andreasson – Gaza, Palestina occupata

 Fonte: http://palsolidarity.org/2014/06/death-in-shati/
e https://m.facebook.com/notes/arcadigaza-gazasark/morte-a-shati/257931647739374
Ieri [27.06.14, ndt] poco dopo le 03:00 ora locale, due uomini sono stati uccisi nella loro auto. Due missili l’hanno colpita, a soli 100 metri dalla residenza dell’ex primo ministro Ismail Haniyeh, nel campo di Shati (“Beach”). Sono arrivate subito le ambulanze, che hanno trasportato i due uomini all’ospedale al-Shifa, dove entrambi sono stati dichiarati morti.

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Erano Muhammad al-Fasih e Osama al-Hassumi, entrambi membri del braccio armato del Comitato di Resistenza Popolare. Questa è la prima uccisione mirata da parte di Israele, dopo la formazione della nuova coalizione di governo palestinese. Alla fine è successo.

L’uso di droni in uccisioni extragiudiziali, in una zona densamente popolata, mostra chiarmente la mancanza di preoccupazione della potenza occupante per la sicurezza dei civili.

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Intervista con il 15enne Awne Shamsiyeh: “la macchina fotografica è come un arma, in questo modo posso resistere in maniera non violenta”.

29 Giugno 2014 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Tel Rumeida, Palestina Occupata 
http://palsolidarity.org
In Al-Khalil (Hebron), nella zona di Tel Rumeida, il 15enne Awne Shamsiyeh vive con la sua famiglia.
Dopo l’accordo di Hebron (1997), la città è stata divisa in due zone, H1 (teoricamente sotto completo controllo civile e di sicurezza dell’Autorità Palestinese) e H2, (sotto il pieno controllo civile e di sicurezza dell’esercito israeliano). Dal 1974, molti insediamenti illegali hanno occupato terreni nella zona ora conoscita come H2. 

Awne è uno dei tanti palestinesi che vivono all’interno di H2, fianco a fianco con coloni israeliani, posti di blocco, basi militari, e l’esercito israeliano. 

Nel corso degli anni, gli attivisti dell’ISM hanno lavorato con la famiglia Shamsiyeh e trascorso del tempo con Awne a Tel Rumeida, che sperimenta molti problemi sia con i coloni che con l’esercito israeliano. I volontari del ISM hanno incontrato Awne per intervistarlo, e sentire la sua storia di crescita sotto un’occupazione militare.

Come descriveresti la tua vita quotidiana in H2? 

Vivere nella zona H2 di al-Khalil è molto difficile. L’esercito e i coloni israeliani cercano di impedirci di vivere una vita normale. Interrompono la nostra vita ogni giorno e rendono pericoloso per noi vivere qui. Non mi sento mai sicuro in H2. 

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IL 15ENNE AWNE (FOTO DI ISM)

Quali esperienze hai avuto, vivendo fianco a fianco con i coloni israeliani? 

All’inizio non sapevo come comportarmi vicino a loro. Ora ho 15 e ho avuto un sacco di esperienza e so come comportarmi con loro. Ho avuto così tanti problemi con loro (i coloni), ma ho imparato da questi e so come combatterli. Ho anche imparato l’ebraico solo dai miei scontri con i coloni e parlando con i soldati israeliani. 
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Pastore palestinese detenuto da militari israeliani. Rilasciato grazie a un’azione di lotta popolare.

Il pastore, ammanettato, è stato obbligato ad aspettare per ore sotto il sole per l’arresto ufficiale.

Fonte: http://www.operationdove.org/
29 giugno 2014

At Tuwani – Venerdì 27 giugno un pastore palestinese proveniente dal villaggio di Saddith Talha è stato detenuto dall’esercito israeliano con l’accusa di aver lanciato delle pietre contro una macchina israeliana che stava transitando sulla bypass road. E’ stato rilasciato in mancanza di prove grazie ad un’azione di lotta popolare.

Alcuni bambini palestinesi stavano attingendo l’acqua a un pozzo di proprietà palestinese in una zona antistante la colonia israeliana di Carmel. Mentre attraversavano la Bypass Road 316, alcuni coloni li hanno visti e hanno chiamato l’esercito. L’esercito ha fermato l’unico adulto presente con l’accusa di aver lanciato pietre verso la strada. All’arrivo dei palestinesi del Comitato Popolare delle colline a sud di Hebron e di volontari internazionali, alle ore 14, il pastore era ammanettato con una fascetta di plastica e già da un’ora attendeva sotto il sole cocente l’arrivo della polizia, chiamata dall’esercito. Continue reading

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Chiamata di ISM Palestina

Cari amici,
nelle ultime due settimane i militari israeliani hanno arrestato 566 palestinesi nella West Bank, hanno devastato abitazioni, occupato citta’ e assassinato 7 palestinesi.

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ISM sta urgentemente cercando volontari che si uniscano a noi in palestina.
Visitate la sezione join us dal nostro sito o contattate la nostra webmail palreports@gmail.com per maggiori informazioni.
Ahmef Arafat Sabareen 20 anni e’ stato colpito al petto da un proiettile nel campo profughi di Jalazoun, vicino a Ramallah, durante un raid dell’esercito israeliano.
Mohammed Dudeen,15 anni e’ stato ucciso da un proiettile durante un raid notturno nel suo villaggio natio a Dura, vicino a Hebron, il 20 giugno.
Hajj Jamil Ali Jaber Souf e’ stato colpito da un attacco di cuore durante un raid nel natio villaggio di Hares, ed e’ morto dopo poco.
Ahmad Sa’id Fahmawi (Abo Shanno) e’ stato colpito e ucciso il 22 giugno a Nablus. L’esercito israeliano gli ha sparato diversi colpi da breve distanza mentre si recava nella moschea vicino a casa per la preghiera mattutina, perche’ “non ha obbedito immediatamente all’ordine di fermarsi”. Continue reading

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In foto: Generazioni di esilio palestinese

Fonte: http://electronicintifada.net/content/photos-generations-palestinian-exile/13506

The Electronic Intifada  27 Giugno, 2014   Anne Paq

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Wajeeda, 62 anni, nel campo rifugiati di Aida, con una nipote

Ci sono più di cinque milioni di profughi palestinesi registrati presso le Nazioni Unite, che costituiscono il più grande gruppo di rifugiati nel mondo. Il BADIL  gruppo di pressione palestinese  per i rifugiati, stima che ci siano ulteriori 2,7 milioni di profughi palestinesi registrati, che costituiscono il 66 per cento della popolazione palestinese in tutto il mondo.

Essi hanno atteso più di 60 anni per esercitare il loro diritto al ritorno dal loro primo  spostamento forzato con la pulizia etnica della Palestina da parte delle forze sioniste nel 1948, quello che i palestinesi chiamano la Nakba o catastrofe, durante la creazione dello Stato di Israele.
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2 Palestinesi uccisi dal lancio di missili su una macchina nel campo al-Shati a Gaza

Aggiornamento alle 18.20 del 27/06/2014
GAZA CITY (Ma’an) — 2 Palestinesi sono stati uccisi e altri due feriti, venerdì pomeriggio dopo che l’aviazione israeliana ha bombardato una vettura che viaggiava vicino al campo profughi al-Shati, a Gaza city.

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Palestinesi si raccolgono vicino all'auto colpita nell'attacco aereo June 27, 2014.(AFP/Mohammed Abed)

Un reporter di Ma’an ha detto che un aereo israeliano ha centrato con due missili una auto Kia nera, uccidendo Muhammad al-Fasih e Usama al-Hasuni.
Ashraf al-Qidra, portavoce del ministero della Sanità,  ha dettomche i corpi dei due uomini, che erano residenti del quartiere di Sheikh Radwan di Gaza City, venivano portati al Shifa medical Center. Continue reading

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Incursione dell’esercito israeliano in una casa del villaggio di At-Tuwani, South Hebron Hills


L’operazione militare di ricerca, ancora in corso, raggiunge At-Tuwani 


http://www.operationdove.org/
25 Giugno 2014

At Tuwani – Il 25 giugno, intorno alle 01:30 della notte, l’esercito israeliano è entrato nel villaggio di At-Tuwani, colline a Sud di Hebron, per un blitz nella casa di Muhammad Issa Rabai. Nella casa vivono 9 persone, di cui tre minorenni.

I soldati hanno perquisito la casa fino alle 2:00 del mattino, impedendo, senza alcuna spiegazione, ad osservatori internazionali di monitorare l’operazione militare. I soldati hanno impedito anche al palestinese di vedere quello che stavano facendo nelle stanze della casa, così, solo quando se ne sono andati, ha potuto vedere che tutti gli armadi erano stati aperti e perquisiti in casa sua.

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Secondo Ma’an News “martedì è stato il 12 ° giorno dalla scomparsa dei tre adolescenti israeliani dalla colonia di Gush Etzion, vicino a Betlemme. Continue reading

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Le forze israeliane invadono Madama

25 Giugno 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Madama, Palestina Occupata
Alle 12.30 a.m. del 22 giugno 2014, circa 50 soldati israeliani hanno invaso il villaggio di Madama. Madama, che si trova a 10 km a sud ovest di Nablus, nel nord della Cisgiordania, ha circa 2000 abitanti. I soldati hanno fatto irruzione in 100 abitazioni e hanno portato 80 uomini alla scuola elementare locale, dove li hanno trattenuti per diverse ore. Gli uomini sono stati bendati e ammanettati con le braccia dietro la schiena. I soldati hanno rilasciato tutti gli uomini alle 5 a.m. Continue reading

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Continua la Pressione sui residenti della Firing Zone 918

24 giugno 2014 | Christian Peacemaker Teams | Colline a sud di Hebron, Palestina Occupata
http://palsolidarity.org
Il 15 maggio 2014, i tribunali israeliani hanno esteso il processo di mediazione tra l’esercito israeliano e i villaggi compresi nella Firing Zone 918 per altri tre mesi. L’esercito israeliano vuole utilizzare questa area per le esercitazioni.

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Le organizzazioni israeliane, palestinesi e internazionali per i diritti umani hanno condannato la dichiarazione di estromettere gli abitanti del villaggio come violazione del diritto internazionale, la quale vieta il trasferimento forzato della popolazione autoctona di un territorio occupato a meno che la potenza occupante voglia preservarla da un pericolo immediato. Continue reading

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Undici case perquisite in Hares mentre continua la punizione collettiva

23 giugno 2014 | International Solidarity Movement, Nablus team | Hares, Occupied Palestine
http://palsolidarity.org
Durante le prime ore di Sabato 21 giugno, prima dell’alba, l’esercito israeliano ha invaso la città di Hares e fatto irruzione in 11 case. Le perquisizioni erano generalmente violente e le proprietà sono state danneggiate.

Durante il raid, Jamil Ali Jaber (60 anni di età) – la cui casa non sarebbe stata perquisita, secondo un testimone locale – ha subito un attacco di cuore mentre discuteva con i soldati durante l’invasione e è morto dopo. A differenza di altri abitanti del villaggio, gli fu permesso di ricevere cure mediche dai paramedici palestinesi, anche se le loro ambulanze non sono attrezzate per affrontare attacchi di cuore e non hanno  potuto salvarlo. Nessun arresto è stato segnalato quella sera.

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Una fonte locale ha dichiarato che ha sentito un elicottero nelle vicinanze che potrebbe avere trasportato i soldati per via aerea. L’esercito israeliano ha schierato circa 150 soldati caricati in 3 autobus. Poi all’1:30 le perquisizioni hanno iniziato, a partire dalla casa della famiglia di Dawood. In un primo momento si pensò che i rumori esterni avrebbero potuto essere gli animali selvatici, ma poi i soldati israeliani hanno bussato alla porta del signor Dawood e questi ha aperto al loro comando. Il resto della famiglia è stato tenuto all’esterno della casa mentre lui era in una delle camere. Continue reading

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