L’assedio nel mare. Accompagnando i pescatori di Gaza sotto l’attacco della marina israeliana

Dal blog di rosa Schiano: http://ilblogdioliva.blogspot.it
Accompagnare i pescatori di Gaza sulle loro imbarcazioni, ponendosi a loro protezione come scudi umani, consente non solo di riportare le violazioni dei diritti umani, ma anche di sentire sulla propria pelle che cosa significa vivere sotto assedio nella Striscia di Gaza.
Dal gennaio 2009, Israele ha unitelarmente imposto un limite di 3 miglia all’interno delle acque di Gaza, che, invece, secondo gli accordi di Jericho del 1994, dovrebbero estendersi fino a 20 miglia nautiche dalla costa.  Un limite di 3 miglia che è a tutti gli effetti illegale. Le navi della marina israeliana sono appostate lungo questo limite, attaccando chiunque tenti di oltrepassarlo, e spesso attaccando le imbarcazioni dei pescatori anche all’interno di questo limite. Come osservatori internazionali della barca Oliva CPS Gaza, il cui è scopo è di monitorare le violazioni dei diritti umani da parte della marina israeliana nelle acque di Gaza, siamo stati testimoni di molti attacchi avvenuti anche a due miglia nautiche dalla costa.
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Appello in seguito all’aumento ed inasprimento delle misure contro gli internazionali da parte delle forze di occupazione israeliane.

Nell’ultimo periodo le forze di occupazione israeliane hanno aumentato il numero degli arresti nei confronti di attivist@ internazionali, ed anche l’intensità delle pene. In meno di 15 giorni ci sono stati 7 arresti, tra cui un arrestato non ha ancora la possibilità di avere il suo passaporto (e quindi non può muoversi da Tel Aviv), due sono stati trattenuti per 24 ore senza una reale ragione. Gli ultimi due arrestati sono stati accusati di manifestazione non autorizzata (non era in corso alcuna manifestazione, stavano solo tornando da una pausa pranzo), ed è loro stato dato il rimpatrio forzato. Uno di questi due, Marco, sta resistendo al rimpatrio chiedendo un processo. Durante una biciclettata in una delle strade riservate agli israeliani, una donna palestinese e due attivisti internazionali sono stati portati in ospedale per le ferite, ed un altro internazionale è stato fermato ed ammanettato per un’ora prima di essere rilasciato senza accuse.

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Ricordo di Vik.

Dalla pagina facebook di Vik. Lo scritto è anonimo e bellissimo.
“Ciao Vittorio,
tante volte ho provato a scrivere qualcosa per unirmi a tutte le manifestazioni di affetto nei tuoi confronti. Lo sai quanto sia difficile trattenere le emozioni e quanto spesso ci si ritrovi sconfitti dal bisogno di un momentaneo oblio, proprio come succedeva a Gaza quando alcuni momenti erano talmente dolorosi da doverli nascondere e da non poterli neanche condividere, perchè siamo fatti così.
Provo rabbia, dolore e forza, una tenerezza mai conosciuta prima, tutto nello stesso istante.
Rabbia perchè hanno tolto a Gaza uno di quei segni di resistente bellezza, come li chiamavi tu. Rabbia perchè le è stato inferto un altro colpo, l’ennesima violenza verso quella terra già così tanto martoriata non solo dalle bombe ma nell’anima, l’ennesima violenza fine a se stessa, di nuovo volta unicamente alla punizione e all’umiliazione. Rabbia perchè ho visto un altro profondo segno di dolore negli occhi degli amici palestinesi. Chi ti ha ucciso sapeva bene che avrebbe tolto a Gaza qualcosa di unico e prezioso e che saresti mancato in ogni angolo, a tutti. Continue reading
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Biciclettata

AIUTATECI

Questo è quello che succede quando palestinesi e internazionali vogliono fare una gita in bicicletta.
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Attivisti in West Bank e Gaza ricordano Vittorio Arrigoni

by Sydney

16 April 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

Palestinesi e attivisti internazionali hanno celebrato con lo spirito di Vittorio Arrigoni questa settimana in tutta la Palestina. Manifestazioni commemorative si sono svolte per celebrare il primo anniversario del suo omicidio: due eventi in Al-Khalil (Hebron) con i membri del Comitato Difesa di Hebron e con la Gioventù contro gli insediamenti. E una settimana di iniziative tra cui una video conferenza con l’Italia, la realizzazione di un murales e una manifestazione conclusa ieri a Gaza.

L’International Solidarity Movement continua a piangere la perdita di un collega così incredibile e che è stato un partecipante reale in questi eventi commemorativi. Continue reading

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Escalation di arresti

direttamente dagli attivisti ad Al-Khalil:

Dalla Giornata della Terra, 30 marzo 2012, ad oggi abbiamo assistito ad una escalation di arresti da parte del IDF (Israeli Defence Force) nei confronti di attivisti internazionali a difesa dei diritti umani.

In particolare questi sono alcuni casi risalenti a queste ultime due settimane, sono state arrestati sette attivisti: Continue reading

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ISRAELE E’ PARANOICO SUGLI ATTIVISTI PROPALESTINA

by Gideon Levy

12 April 2012 | Haaretz

Israele non resterà a guardare mentre migliaia di attivisti si preparano ad arrivare domenica, non perderà l’occasione di essere ridicolo agli occhi del mondo. Continue reading

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Marco ha deciso di resistere

Marco, uno dei due arrestati ad Hebron dei giorni scorsi, ha deciso di resistere al reimpatrio forzato. Non seguirà gli ordini delle forze di occupazione israeliane quando vorranno che lui si imbarchi su un aeroplano che lo porti fuori dalla Palestina, e farà ogni cosa in suo potere per poter avere almeno il processo che gli è stato negato dall’entità occupante, pur sapendo che non sarà affatto equo.
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Marco, Giorgio, Abdellah e Issa liberi subito – stop illegal deportation

Aggiornamento importante riguardo gli arrestati ad Hebron:

Alle ore 13.15 la console Anna Pappalardo ha telefonato alla moglie di Giorgio dicendo che Marco e Giorgio verranno deportati in Italia con il primo volo, senza processo.

Arrestati con l’accusa di partecipazione a manifestazione illegale, quando in realtà non c’era nessuna manifestazione in corso, e violenza sui militari quando invece sono stati solo i militari ad usare violenza sugli internazionali ed i palestinesi che erano di ritorno dalla pausa pranzo in occasione della Conferenza Internazionale.. 

Il fatto che non vengano sottoposti a giudizio rende il fatto ancora più grave, vi invitiamo a continuare a mandare mail e telefonare. Ringraziamo per la solidarietà espressa e per le mail inviate.

Il numero da chiamare sul posto (in italiano) per ricevere ultieriori informazioni è +970 59 2364644

 

 

Ieri, 11 aprile 2012, sono stati arrestati Marco e Giorgio, cittadini italiani, dalle forze di occupazione israeliane nella città di Hebron. Domani avrà luogo il processo e sembra molto probabile l’espulsione forzata in Italia, con l’accusa di manifestazione non autorizzata, sebbene non fosse in atto alcuna manifestazione.

Si tratta di un attivista impegnato in azioni nonviolente, che stava partecipando alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare. Gli arresti sono avvenuti durante la pausa pranzo. Nella stessa operazione militare sono stati arrestati Issa Amro, noto attivista nonviolento del gruppo “youth against the settlements” di Hebron, e Abdellah Abu Rahma, coordinatore della conferenza.

Riteniamo che l’avvenuto sia esemplificativo del comportamento delle forze di occupazione all’interno dei territori palestinesi, come si permettano di arrestare torturare ed ammazzare gli abitanti locali al fine di sottrarre loro la loro terra.

L’accusa di partecipazione a manifestazione non autorizzata è quantomai ridicola, infatti gli imputati si trovavano in pausa pranzo durante un’iniziativa di portata internazionale, cui erano presenti anche cariche istituzionali di livello europeo; e la possibilità che gli attivisti subiscano il rimpatrio forzato è inquietante.

Gli arresti hanno avuto luogo nella zona H2 della città, dove la schiacciante maggioranza di palestinesi vive sotto completo controllo israeliano, in balia delle angherie dei coloni ultrasionisti.

Per informazioni chiamate il numero: +970 59 2364644 oppure +970 59 7453221 oppure scrivete a italianism@inventati.org

vi chiediamo di:

– diffondere quanto più possibile, attraverso mails e social media la notizia

– chiedere il rilascio immediato degli attivisti telefonando ai seguenti numeri:

Unità di crisi

Tel. 06 36225

Farnesina

Tel. 06 36911

Ambasciata israeliana in Italia

Tel. 06 36198500

Consolato israeliano in Italia

Tel. 06 3221541

– scrivere agli indirizzi sottoelencati chiedendo il rilascio immediato ed incondizionato dell’attivista, inoltrando se volete questo modello di mail (ovviamente aggiungendo il vostro nome) altrimenti scrivendone un altro:

(versione italiana)

indirizzi:

Unità di crisi

unita.crisi@esteri.it

Ambasciata israeliana in Italia

amb-sec@roma.mfa.gov.il

Consolato israeliano in Italia

cons5@roma.mfa.gov.il

Mi chiamo… e scrivo la presente perchè Marco e Giorgio, due attivisti italiani, sono stati incarcerati con due palestinesi dalla polizia israeliana in territori palestinesi senza nessuna specifica ragione.

I due attivisti non erano assolutamente coinvolti in nessuna azione violenta o in qualsiasi altra azione che potesse mettere in pericolo la vita di qualcuno, erano semplicemente nella pausa pranzo della Conferenza Internazionale della Resistenza Popolare.

Al momento sono minacciati da un ordine di deportazione senza aver avuto la possibilità di conoscere i loro diritti e la loro situazione tramite un incontro con un avvocato ne’ la possibilità di informare persone che erano presenti durante l’accaduto e potrebbero partecipare a un’udienza del tribunale. Non sarebbe la prima volta che Israele applica un ordine di deportazione senza nemmeno un’udienza. Credo che questo genere di politiche che lo stato di Israele applica quotidianamente non rappresentano ciò che una democrazia dovrebbe rappresentare.

Sono sconvolt@ dal comportamento della Polizia e dello Stato di Israele e Vi raccomando caldamente di adoperarvi per la loro liberazione e per i Palestinesi arrestati senza ragione che sono con loro, senza nessuna condizione, perché non stavano commettendo nessun reato.

(verisone inglese)

indirizzi:

ambasciata italiana a tel aviv

amb.telaviv@cert.esteri.it

ufficioculturale.telaviv@esteri.it

stampa.telaviv@esteri.it

passaporti.telaviv@esteri.it

visti.telaviv@esteri.it

cittadinanza.telaviv@esteri.it

anagrafe.telaviv@esteri.it

consolato.telaviv@esteri.it

sportellounico.telaviv@esteri.it

info.telaviv@esteri.it

consolati israeliani

segreteria.gerusalemme@esteri.it

ministero degli affari esteri israeliano:

pniot@mfa.gov.il

mankal@mfa.gov.il

sar@mfa.gov.il

ministero del turismo:

webmaster@tourism.gov.il

info@goisrael.com

My name is … … and I am writing because Marco and Giorgio, two Italian activists, have been imprisoned with two Palestinians from the Israeli police in the Palestinian Territories without any specific reason.

They were not involved in any violent action or in anything who could put in danger the life of anybody, they were just in the lunch break of the International Conference for the Popular Resistance.

They’re now been threatened with a deportation order without giving them to know their rights and their situation from a meeting with a lawyer and the right to inform people who witnessed the event and can participate to a court hearing. It will not be the first time that Israel applies a deportation order without a court hearing. I think that these kind of policies that Israel applies daily do not represent what a democracy should look like.

I am really shocked from the behavior of israeli Police and israeli Government, and I strongly recommend you to endeavor for their liberation and for the Palestinians arrested who were also arrested without any reason with them, without any condition, because they were not doing anything illegal.

… … (nome cognome)

Raccomandiamo vivamente, quando scrivete agli indirizzi delle ambasciate e ministeri israeliani, di mettere in cc i seguenti indirizzi di giornali per aumentare la pressione:

quotidiani@rcs.it

lettere@ilfoglio.it

redazione@ilmanifesto.it

redazione@ilsecoloxix.it

larepubblica@repubblica.it

lettere@lastampa.it

aise@uni.net

info@agenews.it

webinfo@adnkronos.com

franca.ferri@quotidiano.net

webnews24@rai.it

info@agopress.info

(nell’ordine: Corriere della sera, Il foglio, Il gazzettino, Il manifesto, Il mattino, Il Messaggero, Il secolo XIX, La repubblica, La sera, La stampa, ANSA Israele, AGI, AISE, AGE, ADNKRONOS, L’UNITA, Il resto del carlino, Liberazione, Rainews24, Agopress)

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DEIR YASSIN: LA PACE CHE NON C’E’ MAI STATA

10 April 2012  The Habal Factor

Due giorni fa, abbiamo visitato Deir Yassin, o per essere più precisi, ciò che resta di Deir Yassin, con Zochrot, un’organizzazione israeliana dedicata a informare ed educare il pubblico israeliano approposito della nakba. Il tour è stato organizzato per commemorare il massacro di Deir Yassin. Continue reading

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