Italia: la migliore amica di Israele

19 Novembre 2013 / Fonte: The Electronic Intifada, Stephanie Westbrook

Foto: il primo ministro Enrico Letta abbraccia Benjamin Netanyahu.

Quando i leader politici di Italia ed Israele si incontreranno per un summit il mese prossimo a Torino, celebreranno una fiorente amicizia, con cui l’Italia aiuta Israele a coprire la sua triste realtà macchiata di sangue.

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Le discussioni ufficiali fissate per il meeting del 2 dicembre verteranno su accordi politici, economici e culturali. Ma, sotto il tavolo, c’è l’intensa cooperazione militare tra i due paesi.

Un esempio simbolico dell’importanza di questa cooperazione è stata la visita recente in Israele del generale Pasquale Preziosa, capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, in qualità di ospite personale del Generale Amir Eshel, comandante delle Forze Aeree Israeliane (“Chief of staff of Italian air force visits Israel,” Palestinian Centre For Human Rights, 30 Ottobre).

Preziosa è arrivato in vista dell’imminente esercitazione «Blue Flag», la più imponente esercitazione aerea multinazionale nella storia di Israele, che vedrà la partecipazione di Italia e Grecia, due paesi europei in grosse difficoltà economiche, e del leale alleato di Israele, gli Stati Uniti. (“US to join largest aerial drill in Israel’s history, along with Italy, Greece,” Haaretz, 6 Novembre).

Durante le esercitazioni aeree, oltre 100 aerei da combattimento e circa 1.000 unità di personale militare prenderanno parte in missioni aria-aria e aria-terra pianificate da Israele nella base aerea di Ovda, nel deserto del Naqab (Negev)

– Letale

La visita di Preziosa a fine ottobre ha coinciso con la pubblicazione da parte dell’Israeli Air Force (IAF) di dettagli su un nuovo programma letale.

Conosciuto come Expanding Attack Capacity (EAC), questo nuovo programma è progettato per aumentare di dieci volte il numero di obbiettivi che Israele può individuare e distruggere.

Il Brigadiere Generale Amikam Norkin, il capo delle operazioni aeree dell’IAF, ha spiegato il funzionamento dell’EAC in un’intervista rilasciata a Defense News (“Israeli Air Force plan shoots for 10-fold boost in bombs on target,” 27 Ottobre).

Secondo Norkin, grazie a EAC, un uso «massiccio, persistente e punitivo» di potenza aerea di precisione ridurrà la durata delle guerre future e la richiesta di forze a terra. Ha affermato che Israele punta ad essere in grado di poter colpire molti più bersagli di quelli colpiti quando bombardò Gaza nel novembre del 2012.

Durante quell’attacco, durato otto giorni, Israele uccise oltre 170 palestinesi, distrusse oltre 450 case e ne danneggiò altre 8.000.

Secondo il report annuale del governo di Roma relativo alla esportazioni di armamenti nel 2012, Israele risulta essere il miglior cliente dell’industria degli armamenti italiana, per una spesa di 473 milioni di euro. Questo è largamente dovuto all’acquisto di trenta jet da combattimento M-346 dall’Alenia Aermacchi, parte del gruppo Finmeccanica, nell’ambito di un pacchetto di scambio reciproco in cui l’Italia ha acquistato da Israele dell’equipaggiamento militare e di sorveglianza per circa 1 miliardo di dollari. (“Finmeccanica wins $1 bn Israeli deal,” The Financial Times, 19 Luglio 2012).

– Facendo la corte ad Israele

Il summit di Torino sarà il quarto di questi incontri ad alto livello tra Italia ed Israele.

Negli ultimi anni, le relazioni tra i due paesi sono diventate talmente strette che Benjamin Netanyahu, primo ministri israeliano, nel 2010 ha affermato che non credeva che Israele avesse un «amico migliore» di Silvio Berlusconi, la sua controparte italiana. (“Netanyahu to Berlusconi: Israel lucky to have you as a friend,” Ynet, 1 Febbraio 2010).

Da allora ci sono stati due cambi di governo a Roma. Ma come Monti e Berlusconi, Enrico Letta, alla testa di un governo di coalizione, appare ansioso di intensificare le intense relazioni con Israele.

Ad appena due mesi dall’inizio del suo incarico, all’inizio di quest’ anno, nel suo primo viaggio fuori dall’Europa, Letta ha incontrato Netanyahu a Gerusalemme, affermando che le relazioni tra i due paesi non potrebbero andare meglio e che l’Italia ha molto da imparare da Israele. In ottobre, durante una conferenza stampa con Netanyahu, che si trovava a Roma per incontrare il Segretario di Stato statunitense John Kerry, Letta ha predetto che il summit di Torino avrebbe rafforzato le relazioni politiche, economiche e culturali con Israele.

Letta ha una lunga storia di corteggiamento nei confronti di Israele. Come Ministro dell’Industria, nel 2000 firmò un accordo per la cooperazione scientifica, tecnologica ed industriale tra Italia e Israele.

– Lucrativo

Tredici anni dopo, una nota dell’ufficio dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero italiano di Tel Aviv, fa sapere che la cooperazione tra Israele e l’Italia si è rivelata particolarmente lucrativa nell’industria aerospaziale e in quella della cyber-sicurezza. Quest’ultimo settore, che si può definire più precisamente come cyber-guerra, era anche all’ordine del giorno della visita in Italia del 5 novembre di Benny Gantz, capo dello staff dell’esercito israeliano, come pure durante una serie di conferenze annuali organizzate dalla firma israeliana Maglan all’Università della Sapienza di Roma.

Dei gruppi studenteschi, che oltre il velo della retorica della sicurezza intravvedono la prossima frontiera della guerra tecnologica, hanno protestato contro l’edizione di quest’anno.

In ottobre, nell’ambito della sua «missione per la crescita» per tentare di stabilire relazioni più strette tra Israele e l’Unione Europea, Antonio Tajani, il Commissario Europeo per l’industria e l’imprenditoria, si è portato appresso dieci aziende italiane. Due di esse, Selex e Global Services, fanno parte del gruppo Finmeccanica, un’azienda di proprietà parziale dello stato e uno dei dieci maggiori produttori di armi al mondo. Tajani, nominato alla Commissione Europea da Berlusconi, è da molto tempo un difensore di Israele.

Ma il vergognoso supporto dell’Italia all’apartheid israeliana non si svolge indisturbato. A Torino, sono in programma tre giorni di proteste, con una manifestazione nazionale il 30 novembre, a favore della sospensione di ogni tipo di accordo tra Italia e Israele.

Nonostante Netanyahu possa pensare di non aver una migliore amica dell’Italia, queste proteste dimostreranno che i suoi alleati rappresentano un élite, e non la popolazione.

Stephanie Westbrook è cittadina statunitense, vive a Roma. I suoi articoli sono stati pubblicati su Common Dreams, Counterpunch, The Electronic Intifada, In These Times e Z Magazine. Seguila su Twitter: @stephinrome.

Fonte: http://electronicintifada.net/content/why-israel-has-no-better-friend-italy/12934

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