14 Marzo 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Kafr Qaddum, Palestina Occupata
La manifestazione di oggi, venerdì 14 marzo, a Kafr Qaddum è stata dedicata ai sette martiri uccisi dall’esercito israeliano durante il mese scorso nella West Bank.
I manifestanti hanno tenuto in mano dei poster di uno dei martiri, Moataz Washaha, assassinato dalle forze israeliane il 27 febbraio, nella casa della sua famiglia, a Bir Zeit. Foto: manifestanti accerchiati dai gas lacrimogeni. 
Prima dell’inizio della manifestazione settimanale l’esercito e la polizia di frontiera erano già posizionati sulla strada chiusa che passa attraverso l’insediamento illegale di Kedumim e la collina che si affaccia du Kafr Qaddum.
Quando la manifestazione stava sfilando lungo la strada, l’esercito ha lanciato granate assordanti e ha sparato grosse quantità di candelotti di gas lacrimogeni contro la gente.
Diverse persone hanno sofferto a causa dell’ inalazione dei gas lacrimogeni e altre quattro sono state colpite da candelotti di gas lacrimogeni sparati direttamente contro di loro. Durante la manifestazione i soldati israeliani hanno tentato di raggiungere i manifestanti nascondendosi tra le case, ma sono stati respinti con successo dagli abitanti del villaggio.
Dal luglio 2011, il villaggio di Kafr Qaddum svolge delle manifestazioni settimanali contro l’occupazione della Palestina e la chiusura della strada che collega Kafr Qaddum a Nablus.
La strada è stata chiusa nel 2003 in seguito alla costruzione dell’insediamento illegale di Kedumim. Ora gli abitanti di Kafr Qaddum devono fare una deviazione di 15 minuti per arrivare a Nablus.
L’insediamento di Kedumim, assieme ad altri quattro insediamenti, ha confiscato 4000 dunum di terre del villaggio. I contadini che tentano di recarsi sulle proprie terre devono far fronte alle minacce, agli attacchi e agli arresti dei coloni e dell’esercito.