Un Human Rights Defender testimonia sul caso dell’esecuzione a Hebron di Abdel Fattah al-Sharif

8 giugno 2016 |International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Mercoledì 8 giugno 2016, il difensore dei diritti umani Imad Abu Shamsiyah  ha testimoniato in un tribunale israeliano sul caso di esecuzione extragiudiziale di Abdel Fattah al-Sharif il 23 marzo 2016 nella zona occupata di al-Khalil (Hebron).
Abdel Fattah al-Sharif e Ramzi Aziz al-Qasrawi sono stati entrambi freddati dalle forze israeliane al Gilbert check point  nel quartiere Tel Rumeida di al-Khalil il 24 marzo 2016. Imad Abu Shamsiyah ha fatto filmati del medico dell’esercito e soldato Elor Azraya sull’esecuzione di al -Sharif con un colpo alla testa mentre giaceva immobile a terra dopo essere stato colpito già in diversi momenti.

Imad Abu Shamsiyah when entering the court-house

Imad Abu Shamsiyah quando entra alla corte 

Il filmato è diventato virale e ha portato Imad e la sua famiglia a ricevere minacce di morte da coloni, che hanno ‘promesso’ che gli avrebbero riservato la stessa sorte della famiglia Dawabsheh che è stata bruciata viva nella propria casa in un attacco dei coloni, con un incendio doloso nel villaggio cisgiordano di Duma. Le forze israeliane non sono riuscite a fornire alcun tipo di protezione per la famiglia, che è stata più volte attaccata. Invece, alcune organizzazioni per i diritti umani stanno fornendo una presenza protettiva.
Recenti dichiarazioni dei testimoni sostengono che non solo al-Sharif, ma anche al-Qasrawi è stato giustiziato a sangue freddo con colpi al collo o alla testa a distanza ravvicinata quando non rappresentava alcuna minaccia ed era incapace di nuocere. Il fatto che la sorveglianza video dell forze israeliane  non è ancora stata pubblicizzata, non può che portare alla conclusione che queste affermazioni sono molto probabilmente vere e il rifiuto di pubblicare il video di sorveglianza è un tentativo di nascondere la verità dei fatti reali.

Allo stesso tempo, gran parte della società israeliana protestava per il rilascio di Elor Azraya, e lo celebra come un eroe che non ha fatto nulla di male o tanto meno ha commesso un crimine. Invece, i partecipanti sono stati visti con striscioni che chiedono  ‘Uccideteli tutti’ – apertamente chiedendo la pulizia etnica di tutti i palestinesi. Per le festività ebraiche di Pessach, è stato poi rilasciato e mandato a casa ‘per celebrare la festa con la sua famiglia’ e è stato ricevuto nella sua città natale come un eroe.
Oggi,  grandi gruppi di coloni protestavano davanti al tribunale di Tel Aviv, secondo Human Rights Defenders  alcuni di loro provenienti dagli insediamenti illegall di al-Khalil.

Demonstrators outside the court-house in Tel Aviv Photo credit: Human Rights Defender Group

I manifestanti al di fuori del tribunale  a Tel Aviv Photo credit: Human Rights Defender Group

In una società in cui l’esecuzione di una persona indifesa, ferita e resa incapace che non ha la possibilità di rappresentare una minaccia per nessuno, è accettabile – come indicato nelle manifestazioni a sostegno di Elor Azraya, e il semplice fatto che egli non è nemmeno accusato di omicidio ma semplicemente di omicidio preterintenzionale,  non riesce a creare una protesta pubblica, resta da vedere, se ci sarà una giustizia per questo omicidio a sangue freddo.

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