Intifada Al-Quds: continuare sul cammino della liberazione

https://assawra.blogspot.it/2016/12/intifada-al-quds-en-palestine

domenica18 dicembre 2016

scontri con le forze di occupazione

“L’ombra dei martiri uscirà dalle rovine, come la fenice, e inseguirà l’occupante fino a che abbandoni la nostra terra. Il tentativo dell’occupante di indebolire la nostra determinazione è vana, per la profondità della nostra fede nella resistenza legittima e per l’attaccamento popolare intorno alle case dei martiri demolite”
(il padre del martire Ahmad Abu Rabb, della regione di Jenin, la cui casa è stata demolita)

Lo sciopero della fame condotto dai progionieri, detenuti amministrativi, contro il principio stesso della detenzione amministativa, continua senza sosta da parecchi mesi. Appena ottiene la liberazione, grazie alla sua lotta, altri riprendono la fiaccola, gettando i dirigenti dell’entità sionista nell’imbarazzo e nella confusione più totali.

Diventa sempre più evidente che i dirigenti sionisti non sanno come gestire la questione dello sciopero della fame, se non lasciar fare e lasciar morire, con tutti i rischi di infiammazione popolare che questo potrebbe comportare.

Infatti da parecchi mesi, ogni volta che uno o due prigionieri decidono di avviare la loro lotta, subito assemblee e iniziative di solidarietà con gli scioperanti della fame nascono in tutto il teritorio Palestinese, occupato nel ’67 o nel’48. La repressione dei servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese non possono fermare il movimento, neanche arrestando militanti un po’ dappertutto in Cisgiordania, soprattutto ex prigionieri, ùda poco liberati. Lo sciopero della fame portato avanti dai due prigionieri, Ahmad Abu Fara, del movimento della jihad islamica in Palestina, e Anas Shadid del movimento fatah a-intifada, da più di 85 giorni, mostra che i prigionieri politici possono resistere alle diverse pressioni esercitate su di loro e che sono armati soprattutto di una volontà implacabile. Già questo è una vittoria. L’occupante ha alzato il tono, a rischio della loro morte, e rifiuta di ascoltare la loro rivendicazione, la libertà. I due combattenti per la libertà erano stati arrestati nell’agosto scorso, e messi in detenzione amministrativa. Ahmad Abu Fara, di 29 anni, era già stato arestato per due anni, e Anas Shadid ha solo 19 anni.

Dal mese di novembre fino a oggi, gli scontri non sono cessati, tra l’occupante e i Palestinesi, dal nord al sud della Cisgiordania, passando dalla città di al-Quds. La repressione selvaggia, gli atti terroristici, le razzie quotidiane, la demolizione di case, la profanazione dei luoghi santi, in al-Khalil e ad al-Quds, e l’estensione della colonizzazione sono tutti cresciuti, con i sionisti che fanno profitto della situazione internazionale e regionale che vogliono far durare.

 

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