La dichiarazione di una Refusenik: “Mi rifiuto di servire nell’esercito israeliano, perché mi rifiuto di far parte di un esercito che, fin dalla sua costituzione, è stato impiegato per dominare un’altra nazione, ha compiuto saccheggi e ha terrorizzato una popolazione civile che si trova sotto il suo controllo. La distruzione e l’espoliazione sistematica fanno parte di pratiche a lungo consolidate e che si manifestano nel trasferimento forzato di popolazioni, omicidi di manifestanti non-violenti, nel il Muro dell’Apartheid, in massacri venduti come “operazioni militari” che l’esercito israeliano decide di portare avanti, e nel resto delle quotidiane violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Queste pratiche hanno portato e continuano a portare ad un ciclo lungo, indefinito e prevenibile di spargimento di sangue.
Per anni mi è stato detto che queste politiche di controllo dovrebbero proteggermi, ma le informazioni riguardanti la sofferenza causata dal terrore inflitto alla popolazione palestinese vengono omesse dalla storia. La strada per smantellare quest’apartheid e di giungere davvero ad una pace reale è lunga e difficile, ma, per come la vedo io, i comportamenti dell’esercito israeliano la spingono solo più lontano. Durante questo decennio, il popolo palestinese ha scelto im maniera sempre più forte la strada della resistenza non violenta, e anch’io decido di aderire a questo percorso, unendomi alla lotta popolare non violenta in Palestina – questo, piuttosto che servire nell’esercito israeliano e alimentare la violenza.”
Naom Gur
Tradotto dalla versione inglese sul sito di mondoweiss (dove sono presenti anche altre interviste)