da @ WelshInGaza il 25 Giugno 2012
“State nella parte anteriore della barca … stiamo venendo a prendervi”.
Questo è tutto. Non è sufficiente a rompere la mia macchina fotografica e annegarmi in acqua salata e chimica, ora devono arrestare anche me.
Due settimane fa, sono salpato a bordo di una barca di osservatori dei diritti umani con un giornalista (è la nostra Rosa, n.d.t.)e un capitano. Ho fatto questo decine di volte prima. Filmo, fotografo e annoto gli attacchi che la marina israeliana compie a danno dei pescatori palestinesi. In passato era più facile per i pescatori pescare se rimanevano all’interno delle tre miglia nautiche che Israele impone loro come limite. Essi avevano inizialmente avuto garantite 20 m.n. con gli accordi di Oslo. E’ stagione di sardine, ma le sarde sono a sei miglia, fuori dalla portata dei pescatori.
Tornando a pensare a giorni più tranquilli, mi farei una nuotata in mare, una volta sono stato inseguito da un grande pesce, un’ altra ho dovuto fare una imbarazzante pipì di emergenza in mare. E spesso ho vomitato. Fondamentalmente, è un lavoro molto glamour.
Ma i pescatori sono sempre più attaccati, anche durante la pesca all’interno del limite di tre miglia. Nel solo mese di aprile, sono stati arrestati 12 pescatori in mare. Sono stati costretti a saltare in acqua per nuotare verso il loro sequestro.
Quella mattina, eravamo circa 300 metri più vicino alla costa rispetto al segnale delle 3 miglia che la marina israeliana ha posizionato in mare. Senza preavviso, una nave da guerra della marina viene verso di noi a tutto vapore in un’enorme nube di fumo. Ho visto un enorme getto d’acqua sparato fuori da un cannone laterale e, in un sol colpo, ha spinto la mia macchina fotografica in un sacchetto di plastica e automaticamente nel “nascondiglio” che abbiamo sulla barca per queste evenienze.
La cannoniera israeliana era sulla nostra linea, come se fosse intenzionata a “Titanicarci” il culo. E il motore della nostra minuscola barca si è messo a sbuffare quanto poteva per allontanarci il più velocemente possibile. Prima che me ne rendessi conto, stavo anche soffocando per spruzzi che arrivavano direttamente nelle mie narici e nella mia gola. L’acqua era gelida, ma mi bruciava il naso. Dopo l’attacco, puzzavo di prodotti chimici e mi è rimasta una tosse che perdura ancora oggi.
Ho continuato a sputare fuori l’acqua, ero appena in grado di vedere e ho spinto il capitano della nostra barca ad andare più veloce.
“Wagifoo” grida l’ufficiale che comanda la nave israeliana (“stop”, in arabo)
Non avevamo fatto nulla di male. Naturalmente non ci siamo fermati. Anche se avessimo sbagliato, non abbiamo ricevuto nessuna istruzione, avviso o indicazione che saremmo stati attaccati.
Abbiamo detto di lasciare la barca in pace, che non eravamo una minaccia, che eravamo all’interno del loro limite di tre miglia e comunque sulla via di casa. Non ci hanno dato conto. Ci hanno detto di tacere, mentre continuavano i getti ad alta potenza dei cannoni ad acqua proprio addosso a noi.
Così abbiamo cercato di tornare a Gaza. Ci siamo rivolti contro vento, così che l’acqua non ci venisse addosso, ma la marina è venuta a tagliarci fuori. Siamo rimasti con una sola via per tornare a riva a Gaza. Sono comunque riusciti a cannoneggiarci ad acqua altre quattro volte. Alternavano i getti un po’ a riempire le nostre facce con acqua e un pò a raggiungere i nostri nascondigli sulla barca.
La barca ha iniziato a riempirsi d’acqua, sempre più pesante e più lenta. Il livello era ben presto arrivata fino alle ginocchia. La nostra radio di bordo non funzionava, probabilmente a causa di tutta l’acqua, ma sono miracolosamente riuscito a inviare un sms a qualche amico mentre prendevo i getti del cannone ad acqua sulla schiena. Non riuscivo a vedere lo schermo del mio cellulare. Mi sentivo come se stessi lottando per la mia sopravvivenza. Stavo per essere kidnappato verso qualche cella e nessuno se ne sarebbe accorto per ore.
L’acqua stava scolando sul mio viso, sentivo ogni singola goccia coordinarsi per inghiottire tutto il mio corpo. Sul lato positivo, le mie scarpe avevano bisogno di un buon lavaggio, quindi grazie per questo. Se tu sei l’operatore del cannone ad acqua, sei pregato di metterti in contatto in modo da sapere dove inviare il cesto di frutta di ringraziamento.
Dopo circa 15 minuti di questo inseguimento in alto mare, il nostro motore si è spento.
Questo è tutto. Io mi aspetto che mi venga detto di saltare in acqua, ammanettato e bendato, mentre si apprestano ad arrestarmi. Nessun motore, nessuna possibilità di fuga.
Il portavoce israeliano della nave da guerra ha detto qualcosa in ebraico o arabo.
“Parli inglese?” Ho risposto
“Shut up!” Lui ha risposto, sempre in arabo.
“Inglese?”
“Zitto, zitto, zitto!”
Beh, se l’arresto pescatori innocenti non fa per voi, sono sicuro che i Black Eyed Peas potrebbe avere un corista extra.
Il capitano dice di spegnere il motore e di stare nella parte anteriore della barca. Quando il motore è spento, posso sentire le onde che lambiscono il fianco della nostra barca. Sembrano rumori da vacanze.
“Parli inglese?” dice l’ufficiale israeliano.
Um. Chiaramente le sue orecchie hanno bisogno di un test.
“Sì”, risposi
” Vedi quel segnale giallo?”, ha detto e punta verso la propria linea segnaletica che delinea il limite settentrionale per i pescatori di Gaza, “Ora sei al di fuori di 500m da dove dovresti essere, sei in una zona proibita.”
Dimenticava il fatto che gli abitanti di Gaza non sono ammessi nelle acque territoriali di Gaza e che Israele attacca pescatori mentre sono a meno di un miglio dalla costa. Questa ultima affermazione era così ridicola che mi sono messo a ridere. E poi ho applaudito piano.
“Naturalmente siamo qui! Tu ci hai inseguito spingendoci qui! Noi non vogliamo nemmeno essere qui, ma ci avete costretti così! “
La mia compagna tremava. Mi siedo accanto a lei e le dico che probabilmente sono intenzionati ad arrestarci, ma la cosa peggiore che ci succederà è che andremo ad Ashdod e là verremo deportati. Mi ha detto che tremava perché aveva freddo per la troppa acqua. Mi sono avvicinato e ho cercato di scaldarla abbracciandola.
“In piedi nella parte anteriore della barca, tutti voi!”, dice l’ufficiale Shut-Up
“E se non lo facciamo?” Ho chiesto
Nessuna risposta.
“Hai intenzione di arrestarci?” Ho chiesto
“Sì, stiamo venendo a prendervi”.
“Tutti noi o solo gli stranieri?”
“Sì, voi tutti, state nella parte anteriore della barca.”
Certo che no. Se tu mi vuoi, vieni a prendermi, baby.
Senza motore, io veramente non vedevo alcuna via d’uscita. Se ci vogliono, ci prendono.
Ho nascosto le cose che pensavo servisse che rimanevano fuori della prigione. Ho quasi buttato il mio costoso telefono cellulare in mare perché non volevo che trovassero i miei contatti e guardassero le fotografie della mia famiglia. Avevo la mia mano fuori del bordo della barca quando ho cambiato idea, avrei avuto certamente una frazione di secondo per farlo in seguito, se abbordavano la barca.
Il nostro capitano è palestinese. Se lui viene arrestato, avrebbe potuto finire a trascorrere anni in carcere. Così ho detto: “Potete arrestarci, ma non prendete il capitano.”
“No, tutti voi”.
Bene bene allora. Fate qualcosa, in modo da poter salire a bordo.
L’ufficiale Shut-Up comunicava avanti e indietro via radio con quello che sembrava un ufficiale superiore.
“State nella parte anteriore della barca”, ha comandato.
Abbiamo ignorato e ho cominciato a svuotare il lago di acqua nella nostra barca con il capitano. Qualcosa per tenermi impegnato, almeno.
La mia compagna era preoccupata di andare in prigione perchè voleva passare più tempo a Gaza.
Sembrava una situazione di stallo, ma sicuramente non avevamo più niente da perdere.
“Okay bene, verrò verso la parte anteriore della barca, se prendete solo me.”
Non fraintendete questo come eroismo. Io sono solo un ottimo commerciante. Se si desidera pagare $ 20 per un vaso, si comincia offrendo 7.
Fortunatamente per me (e la mia impulsività) non erano interessati all’offerta.
Insistevano che ci trovassimo nella parte anteriore della barca, e noi ci rifiutavamo.
Alla fine sono uscito con una frase che credo davvero ci ha salvato dall’arresto. Il problema è che non posso dirvela, senza sacrificare il mio anonimato, che mi è necessario in modo che io possa continuare a fare quello che faccio.
L’ufficiale Shut-Up ha girato la radio verso il basso per un minuto e prima che capissi cosa stava succedendo, la nostra barca, così come le mie narici, veniva riempito con acqua.
“Vedete?” grida l’ufficiale Shut-Up?
Non proprio: salato, chimicamente riempiti i miei occhi, ma poi tutto OK.
“Non voglio mai più vederti qui!”
Accidenti, ho pensato che poteva essere interessato a me. Passi metà del tuo tempo a caccia di me. Stavo per vedere se eri libero stasera. Camminare sulla spiaggia della zona cuscinetto, forse?
Con armi, pistole e cannoni ad acqua puntati su di noi, l’ufficiale Shut-Up grida,
“Questo è l’ultimo avvertimento, la prossima volta non sarai così fortunato, se sai cosa voglio dire. Hai capito? “
Io rispondo con “Vuol dire che,” ma mi hanno tagliato fuori
“CAPISCI?” Non c’era modo di farci navigare fuori di qui liberamente dopo aver trascorso così tanto tempo a molestarci. Io davvero non ho capito, ma non ci è stato permesso di dire nulla, altro che sì. “
“Ehm, sì. No. Che cosa-”
“Potete andarvene.”
Siamo partiti e, nonostante i tentativi dell’ufficiale Shut-Up per conquistare il mio cuore, ho rifiutato (sono io che ho tagliato i ponti, non lui).
Anche se siamo stati fortunati a non provare le pallottole e le ferite che i pescatori provano, è stata comunque una mattinata orribile. Sono stato anche troppo triste per fare una battuta su (acqua) cannone- -Canon – violenza.
Mi mancano molto gli scatti di fotografie e la mia nuova reflex Canon, per la quale ho trascorso tanto tempo a risparmiare. Ma ho cominciato a desiderare – non con tutto il cuore, però – che ci arrestassero, così almeno la mia perdita avrebbe generato una certa consapevolezza sugli effetti devastanti dell’assedio per i pescatori e sull’impunità della marina israeliana.
Le poco cerimoniose percosse a Cameron, la mia macchina fotografica, simboleggiano la irresponsabilità delle Forze di Difesa israeliane in generale.
Che si tratti di battere una macchina fotografica, un pescatore, o un intero popolo, nessuno chiede la prova che il comportamento della marina israeliana sia giusto. Nessun altro gruppo controlla anche dal vivo ciò che sta accadendo sui mari di Gaza, e ora, sarà una sfida per noi per continuare.
2 Responses to ‘State nella parte anteriore della barca … stiamo venendo a prendervi’: Attacco al largo delle coste di Gaza da parte della marina israeliana