La manifestazione settimanale a Nabi Saleh ha dovuto far fronte alla repressione brutale da parte dell’esercito israeliano, venerdì 13 luglio.
A partire dall’una e trenta, attivisti palestinesi e internazionalisti hanno camminato lungo la strada del villaggio per trovarlo chiuso dalla polizia di frontiera israeliana e da un camion di ‘skunk water’, che lancia getti di un maleodorante liquido. La folla si è diretta verso la sorgente d’acqua che è stata rubata agli abitanti di Nabi Saleh, annettendola al vicino insediamento illegale israeliano di Halamish. I manifestanti sono stati raggiunti ai piedi della collina dai soldati israeliani con conseguenti arresti: 3 attivisti israeliani e un palestinese.
Un giovane ragazzo palestinese è stato curato dopo essere stato colpito da un proiettile in acciaio rivestito di gomma.
La manifestazione è poi continuata all’ingresso del villaggio, dove la polizia di frontiera israeliana ha sparato una serie di proiettili di gomma /acciaio tra la folla. Un manifestante è stato colpito al braccio e un ragazzo palestinese è stato ferito anche ad una gamba e ha avuto bisogno di cure mediche dalla Mezzaluna Rossa Palestinese.
‘Skunk water’ è stata sparato sia sulla manifestazione, sia direttamente nelle case dei palestinesi come forma di punizione collettiva. Bombe assordanti sono state sparate in varie direzioni. Altri 7 internazionali sono stati arrestati, sia per aver partecipato alla protesta che semplicemente per essere nel villaggio di Nabi Saleh di venerdì.
Dopo un tour finale con 2 jeep militari e il camion della skunk water, le forze israeliane hanno lasciato Nabi Saleh alle 5 del pomeriggio. Degli 11 arrestati, il palestinese è stato rilasciato nel giro di un’ora, gli attivisti israeliani alcune ore più tardi, e gli attivisti internazionali sono rimasti in prigione per tutta la notte. Hanno affrontato discussioni in tribunale e non sono stati rilasciati fino all’1:00 nella notte di domenica. Gli è stato fatto divieto di partecipare ad ulteriori manifestazioni e devono lasciare il paese entro il 19 luglio.
Il villaggio di Nabi Saleh è stato dichiarata zona militare chiusa (CMZ) ogni venerdì e qualsiasi attivista internazionale o palestinese, non della zona, può essere arrestato con l’accusa di entrare in una CMZ. L’incremento delle misure repressive e le deportazioni successive sono un ulteriore attacco da parte di Israele all’attivismo di solidarietà internazionale e alla possibilità di diffondere le notizie liberamente
Hakim M.
è un volontario con l’International Solidarity Movement (il nome è stato cambiato).
fonte: palsolidarity.org
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