Durante diversi giorni della scorsa settimana, l’esercito israeliano ha aggredito i palestinesi e condotto incursioni in zone residenziali palestinesi di Hebron. Le incursioni hanno avuto luogo sia nella zona controllata dai sionisti, H2 che in quella a controllo palestinese, H1.L’addestramento militare in H1
Nel pomeriggio del 23 luglio, più di 30 soldati israeliani hanno partecipato ad una operazione di mezz’ora di allenamento nel quartiere di Bab-Zawiya. Il quartiere si trova nel settore H1, l’area che si suppone essere a controllo palestinese di Hebron.
Circa una dozzina di soldati israeliani armati sono usciti correndo dal Checkpoint 56. Dopo avere percorso 300 metri lungo la strada, e bloccato il traffico, hanno incontrato oltre 20 altri soldati che avevano preso posizioni sui tetti delle case di residenza dei palestinesi.
Dopo essersi aperti la strada tra le case, i soldati hanno condotto alcune attività ignote prima di ritirarsi di nuovo nella zona H2. L’operazione è presumibilmente un’altro elemento di addestramento militare.
Più tardi quella sera, altri 20 soldati israeliani sono entrati nella zona H1, questa volta nel quartiere di Tel Rumeida. Portando con sé un cane, armi e altre attrezzature militari, i soldati hanno proceduto con un ora di intenso addestramento.
In diversi luoghi del quartiere i soldati hanno assunto posizioni da combattimento. Alcuni soldati hanno aperto una scala compatta e sono saliti su un tumulo di terra, nonostante ci fosse una strada parallela. Altri soldati hanno fermato un giovane palestinese nella sua auto con grida minacciose, lo hanno costretto fuori minacciandolo con le armi e lo hanno perquisito. Un secondo ragazzo palestinese è stato spinto contro un muro e perquisito.
Quando gli abitanti del quartiere hanno lasciato la moschea dopo Isha, la preghiera della sera, i soldati israeliani li hanno costretti a tornare nella moschea con urla aggressive. Diverse case sono state perquisite dai militari, per motivi inspiegabili.
Quando i volontari dell’International Solidarity Movement (ISM) hanno fatto foto e filmato il comportamento dei militari, i soldati in varie occasioni sono corsi contro di loro.
“Se si scattano foto la macchina fotografica diventa mia”, era una delle tante minacce fatte dai soldati.
Un altro soldato ha detto, “non scattare foto dei miei soldati, quando siamo in formazione – Voglio dire, quando stiamo facendo il nostro lavoro.”
Nella notte del 24 luglio, i volontari dell’ISM hanno assistito ad un secondo giorno di aggressioni e incursioni nel quartiere di Tel Rumeida di Hebron. Circa 50 soldati armati, alcuni dei quali indossavano passamontagna e altri avevano facce dipinte, hanno fatto irruzione nella casa di Khalid Abu Ainsheh. Il figlio di Khalid, Isaq Khattib, è stato arrestato prima delle 20 mentre stava per rompere il digiuno per il Ramadan.
6 soldati sono andati in una casa diversa e hanno tirato fuori Isaq Khattib. Isaq è stato perquisito contro un muro, ammanettato, bendato, poi portato in una base militare situata vicino ad una colonia a Tel Rumeida. Poco dopo Isaq è stato riportato al checkpoint situato vicino alla casa dei suoi genitori, e un coltello è stato posto accanto a lui.
la madre di Isaq è uscita dalla sua casa, chiedendo ai soldati israeliani di rilasciare il figlio che doveva ancora rompere il digiuno.
Nel frattempo, i bambini che stavano giocando nei pressi della scena hanno avuto bombe sonore lanciate contro di loro dai soldati israeliani.
Affermando che i genitori di Isaq nascondevano qualcuno in casa loro, i soldati hanno
proceduto a saccheggiare la casa di Abu Khalib Ainsheh. Bombe assordanti sono state gettate all’interno della casa, e uomini e donne all’interno sono stati arrestati separatamente in due stanze. Le porte sono state spaccate dai soldati, anche se i proprietari delle case offrivano di aprire con le chiavi, ma è stato impedito loro di farlo. Il risultato è stato di 4 palestinesi arrestati, anche se sono stati in seguito rilasciati.
Pestaggi e aggressioni
La sera del 25 luglio, un ragazzo palestinese di 17 anni è stato scaricato fuori da una jeep della polizia israeliana di fronte al Checkpoint 56. Il ragazzo era scosso e visibilmente ferito. Ha detto che era stato preso dai soldati israeliani e picchiato.
Il 17enne aveva il naso e gli occhi gonfi dopo aver ricevuto un bel pestaggio da parte dei soldati, e la sua camicia era strappata. Un video mostra chiaramente i soldati catturare e maltrattare il bambino. Nei video, il suo volto è già sanguinante prima di essere portato via.
I quartieri palestinesi vengono utilizzati come aree di prova per le future situazioni di combattimento, ma anche per dimostrare agli abitanti del posto che Israele è ha il controllo della loro vita. Questa escalation di molestie è arrivata con la prima settimana di Ramadan, quando le persone sono desiderose di trascorrere il tempo con le loro famiglie, lontano dai disturbi.
I palestinesi nella zona e gli attivisti legati al Youth Against Settlements vedono gli ultimi eventi come parte di una escalation deliberata da parte dell’esercito israeliano: ci sono molte ragioni per mantenere un occhio sulla città di Hebron occupata e colpita dall’apartheid, nel prossimo futuro.
By Selina Khalil and Hakim Maghrib
Photos by Jonas Ravn, Markus Fitzgerald, and Selina Khalil
27 July 2012 | International Solidarity Movement, West Bank
Selina Khalil, Hakim Maghribi, Jonas Ravn, e Markus Fitzgerald sono volontari con l’International Solidarity Movement (nomi sono stati cambiati).
