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Aggiornamento 2 Novembre 2012: Elyana e l’altro attivista internazionale sono stati rilasciati! Un ringraziamento a tutti quelli che hanno donato.
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Aggiornamento al 30/10: Un giudice ha sentenziato come illegale il trasferimento delle ragazze al ministero per la deportazione. Saranno rilasciate giovedì, se si raccolgono i 10.000 shekel per la causa
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Aggiornamento del 26 ottobre: l’attivista internazionale Elyana Belle, che al momento si oppone ad un ordine illegale di espulsione, racconta il suo arresto e la detenzione.
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Durante il suo arresto, Elyana è stata colpita alla testa ed è stata ferita al collo da quattro poliziotti israeliani, che l’hanno portata via con la forza dal luogo dove si stava svolgendo la manifestazione non violenta. Ha avuto le mani legate per molte ore, dal momento dell’arresto fino alla sera, e soffre ancora di una limitata circolazione sanguigna alle mani. È rimasta ammanettata mani e piedi anche durante il trasporto.
Un agente di polizia ha minacciato di spruzzarle negli occhi lo spray urticante al peperoncino, prima di afferrarla con violenza e spingerla in una macchina che l’avrebbe poi condotta verso il centro identificazione ed espulsione, dopo che un giudice aveva ordinato il suo rilascio e quello degli altri attivisti. Elyana è stata derisa e ignorata dalle autorità israeliane davanti alla sua richiesta insistente di esercitare il diritto a contattare per telefono il proprio avvocato. Fortunatamente, ora ha ottenuto l’assistenza legale.
Durante la prima ora di detenzione, Elyana si trovava in custodia assieme a Bassem Tamimi, organizzatore della manifestazione che si tiene regolarmente a Nabi Saleh. Elyana ha raccontato che Bassem ha riportato gravi lesioni alla cassa toracica e riusciva a respirare e parlare solo con grande fatica e dolore. Elyana ha chiesto che venisse portato in ospedale così che potesse ricevere cure mediche adeguate; successivamente Bassem è stato curato e bendato.
Elyana ha scelto di opporsi all’espulsione ingiusta ed illegale che Israele ha decretato, e quindi rimarrà in detenzione fino al momento dell’udienza in tribunale. Saeed Yakeen, uno degli uomini palestinesi arrestati alla manifestazione pacifica, è stato rilasciato. Bassem Tamimi resta invece in prigione, così come un attivista polacco che rischia l’espulsione.
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Le autorità israeliane stanno minacciando di espellere due attivisti internazionali, arrestati il 25 ottobre durante una protesta pacifica presso il supermercato di un insediamento, nonostante un giudice abbia già stabilito il loro rilascio. Al momento, essi sono detenuti al centro di identificazione ed espulsione.
Oggi, gli avvocati della difesa sono stati informati che un giudice ha decretato il loro rilascio senza che sia mossa alcuna accusa nei loro confronti, ma tale sentenza è stata ignorata dalla polizia israeliana, che ha consegnato i due attivisti al Ministero degli Interni, per iniziare il processo di espulsione. Potrebbero essere rimandati nei loro paesi in aereo tra poche ore, nonostante non abbiano ricevuto alcuna accusa a loro carico, né siano mai stati arrestati per avere commesso alcun crimine. È stato anche ripetutamente negato loro di contattare i propri legali.
Sono già stati sostenuti costi elevati per le spese legali. Se essi scelgono di combattere questa espulsione ingiusta, i costi saranno ancora più pesanti. Abbiamo urgente bisogno di donazioni per contrapporre questa tattica israeliana di espellere gli attivisti per ostacolare il nostro lavoro nella West Bank.
La libertà degli attivisti internazionali è fondamentale anche perché influenza i processi legali per i palestinesi arrestati nello stesso momento. Nelle scorse settimane, quattro attivisti ISM e due palestinesi erano stati arrestati. Uno dei palestinesi è stato rilasciato solo giovedì scorso, a seguito della decisione del giudice che ha stabilito che trattenerlo in detenzione dopo che gli attivisti internazionali erano stati rilasciati costituiva un atto ingiusto e discriminatorio.
Per favore, fate una donazione per farci continuare il nostro lavoro e consentirci di sostenere la causa palestinese.
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In Solidarity, International Solidarity Movement
(trad. Maria Francesca Calò)
