International Solidarity Movement, Qusra, Occupied Palestine
Verso le 14:00 del 6 gennaio sette coloni hanno attaccato una fattoria alla periferia di Qusra. L’azienda appartiene ad Abu Nasser e a sua moglie Nedda, che sono entrambi sulla sessantina.
Nedda ha affrontato i coloni dopo averli visti nella loro proprietà che tagliavano alberi di ulivo, cercando di allontanarli mentre con voce ferma li minacciava con il suo bastone. Ma verso le 16 ritornano i coloni, ora sono dodici, accompagnati da circa 12 jeep e 60 soldati delle forze di occupazione israeliane.
Un piccolo gruppo di abitanti del villaggio viene e affrontano i coloni e i soldati per difendere la fattoria: ne nasce uno scontro. Vengono sparati gas lacrimogeni a raffica sui terreni agricoli, mentre coloni e la gioventù locale (shabab) si fronteggiano. Durante la schermaglia due shabab vengono colpiti a distanza ravvicinata da proiettili di gomma: uno allo stinco e l’altro nella parte superiore della coscia. Tutti e due sono stati curati in ospedale e lo Shabab che è stato colpito alla coscia rimane in ospedale per un ulteriore trattamento, in quanto il proiettile rivestito di gomma è passato nella parte anteriore della coscia e uscito di lato. Una delle pietre lanciate da uno Shabab ha colpito un colono in testa. Oltre a questo l’esercito israeliano ha sparato diversi colpi di munizioni vere. Il sindaco del villaggio ha contattato il DCO per denunciare l’accaduto e il DCO lo ha avvertito che i coloni sarebbero tornati per “vendicarsi”. Quattro volontari dell’ISM, siamo arrivati al villaggio intorno alle 19 e siamo stati invitati a pernottare presso la piccola fattoria di Abu Nasser e Nedda. Il giorno seguente i coloni sono stati visti raccogliersi nella valle con i soldati israeliani. Ci hanno accompagnato in cima alla collina di fronte a loro e abbiamo
fatto in modo di farci vedere, così poco dopo se ne sono andati. Nella nostra permanenza nel villaggio abbiamo saputo di altri attacchi nel paese che si sono verificati con una frequenza di 3-4 volte a settimana. Ci hanno mostrato diversi campi di olivi dove gli alberi di ulivo erano stati rotti o tagliati. La gente del villaggio stima che nei 3 o 4 giorni precedenti circa 400 alberi di ulivo sono stati eliminati nei dintorni da coloni provenienti dagli insediamenti illegali di Esh Kodish e Kida.
Durante un simile attacco dei coloni al villaggio il 23/09/2011, gli abitanti del villaggi erano intervenuti per far smettere di tagliare gli alberi e l’esercito israeliano è arrivato e ha ucciso Islam Badram, di 32 anni e padre di un bambino di 5.