Famiglia di Idna vede demolita la casa per la seconda volta

fonte: http://palsolidarity.org

Le forze di occupazione israeliane hanno demolito una casa vicino al villaggio di Idna, senza preavviso, e senza avere emesso un ordine di demolizione. La famiglia ha già avuto la casa distrutta un anno fa.

Alle ore 10 di lunedì 11 febbraio 2013 i bulldozer israeliani sono arrivati a Dir Baluda, vicino Idna e hanno demolito la casa prefabbricata in cui Mohammad Badoei Tomazi e la sua famiglia avevano vissuto per un anno. Mohammad e la sua famiglia di 8 persone tra cui 5 bambini, 3 ragazze e 2 ragazzi, vivevano in un prefabbricato donato loro dalle Nazioni Unite perché l’esercito israeliano aveva demolito la loro casa lo scorso anno.

In quell’occasione l’esercito ha distrutto 2 pozzi appartenenti alla famiglia che afferma avessero 2000 anni. Non c’era ordine di demolizione della casa e non è stato dato preavviso alla famiglia.

Mohammed è un agricoltore che vive qui da 19 anni, la sua famiglia coltiva grano, orzo, zucchine, cetrioli e limoni nella valle. Le colline sono coperte di ulivi. Vi è terra eccellente nella valle per l’agricoltura. Un parente, avvocato, il dottor Raid Tomazi ha dichiarato: “Non c’è più molta terra qui in Idna. Essi non vogliono che nessuno possa costruire nella zona, in modo che nessuno possa prendersi cura della sua terra.”

A proposito dei soldati Raid Tomazi ha dichiarato: “I soldati non hanno alcun rispetto per le organizzazioni internazionali.” Ha continuato a dire che i soldati affermano: “Sappiamo che questo è supportato da gente simpatica, ma noi non ce ne preoccupiamo per niente. Loro o tu, a noi non importa.” Mohammed ha detto che la sua casa e i suoi mezzi di sussistenza non incidono sulla sicurezza degli israeliani.

Tra le macerie di due case, accanto a lei un frigo in piedi all’aria aperta, con il cibo ancora dentro, Abdel Fatah Ahmad Tomazi, moglie di Mohammad, sedeva stordita. Alla domanda su cosa la famiglia farà ora, Mohammad ha dato una risata esasperata, Raid ha spiegato: “La famiglia resterà qui, a dormire qui, non hanno un posto dove andare. E’ troppo freddo. Essi sperano di ricevere una tenda o qualcosa dalla croce rossa. Due delle ragazze sono andato all’università questa mattina, ancora non sanno niente. “Due delle figlie di Mohammad vanno alla Hebron University, una studia per essere un’insegnante, l’altra studia geografia.

Alle cinque i volontari provenienti da PRCS (Mezzaluna Rossa Palestinese Society) hanno portato una tenda di emergenza, ancora una volta donata dalle Nazioni Unite. Mohammad ha contribuito con entusiasmo a mettere in piedi la tenda nella penombra fredda della sera di febbraio. Rimarrà sulla sua terra e penserà ai raccolti, ma la valle diventerà sempre più fredda d’ora in poi, con solo una tenda di emergenza senza riscaldamento, per il riparo, al posto della casa della famiglia.

Team Khalil è un gruppo di volontari del Movimento di Solidarietà Internazionale con sede a Hebron (al Khalil)

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