da Maher Alaa
Haitam Tareq Bake (25 anni), i suoi due fratelli Awad (16 anni) e Amjad (22 anni), il loro cugino Thabet (17 anni) sono i quattro giovani pescatori arrestati alle 6 del mattino del 10 febbraio. Stavano navigando verso nord e sono arrivato a tre miglia dalla costa. Siccome non avevano trovato abbastanza pesce si sono diretti verso est. Quando sono arrivati a 2,5 miglia hanno avvistato la flotta d’occupazione israeliana che li stava intercettando, con il capitano che gli stava urlando che non dovevano essere in quella zona (anche se non è vietata) e gli ha ordinato di spegnere i motori. Loro si sono rifiutati così la flotta li ha accerchiati ed i soldati hanno sparato al loro motore. Il capitano gli ha intimato di spogliarsi e di buttarsi in acqua, loro hanno obbedito e sono stati recuperati dall’esercito che li ha incappucciati ed ammanettati. Sono stati portati al porto di Ashdod e tenuti segregati in una stanza sorvegliati a vista. QUesti soldati hanno violato la loro dignità insultandoli e solo dopo 4 ore li hanno portato da un dottore per un controllo medico. Solo dopo altre due ore gli è stato portato del cibo. In seguito sono stati portati in una stazione della sicurezza. L’investigatore ha mostrato ad Amjad delle riprese aeree del loro quartiere e gli ha chiesto informazioni sulla sua famiglia, i suoi amici e sui suoi vicini, proponendogli di fare la spia. Quando Amjad ha rifiutato l’investigatore ha minacciato di arrestarlo insieme a tutti gli altri, ed il giovane pescatore gli ha risposto di essere pronto ad andare in prigione ma non a collaborare con loro. Tutti i pescatori hanno subito l’interrogatorio e sono stati rilasciati verso le 10 senza però tornare in possesso della barca. La loro famiglia ne possedeva 4 e questa era l’ultima a loro disposizione. La terza è stata sequestrata quando il Mossad ha sparato allo zio di uno di loro il 17 dicembre 2012, mentre nel 2006 hanno distrutto la loro imbarcazione più grande, costata 60000 dollari. Ora la famiglia non ha mezzi di sostentamento.