Tagliati 80 ulivi vicino a Betlemme

fonte: un volontario ISM nella Palestina occupata

Naeim Abdel Rahman Fannoun è un anziano signore palestinese proprietario di un piccolo pezzo di terra nei dintorni di Nahalin, al confine con due colonie illegali, Gavaot e Rosh Zurim.

Due giorni fa, di notte, un gruppo di coloni ha tagliato 80 ulivi sul suo terreno. Questi alberi avevano tutti almeno quarant’anni di vita.

Il giorno prima la famiglia Fannoun era stata sulla terra a lavorare fino alle 3 di pomeriggio, come ogni giorno, in questo periodo di manutenzione degli ulivi. Il giorno seguente, però, un membro della famiglia è arrivato sul posto e ha trovato tutti gli ulivi tagliati, probabilmente con delle seghe a mano. Una violenza sicuramente frutto dell’azione di non una, ma molte persone.

La famiglia ha subito chiamato la polizia israeliana e si è recata alla colonia illegale di Gush Etzion per sporgere denuncia. La polizia, come spesso succede in casi di violenza da parte dei coloni, ha tergiversato, dicendo alla famiglia che avrebbero svolto delle indagini, senza però far sapere nulla nei giorni seguenti ai fatti.  Secondo Naeim la polizia non farà niente, dato che non è la prima volta che succede una cosa simile. Nel 1992, infatti, i coloni avevano già compiuto questi atti di vandalismo, rimanendo impuniti.

Gavaot prima non era una colonia ma un territorio palestinese. I soldati negli anni ’80 hanno occupato quest’area dichiarandola zona militare e solo nel 2007-2008 è stata costruita la colonia. Vicino al villaggio di Nahalin ci sono altre colonie: Rosh Zurim, Betar Illit e Beit Ain.

A Rosh Zurim, che si trova in cima alla collina che circonda Nahalin, è stato costruito un allevamento di bestiame, che si affaccia sul campo di ulivi di Naeim e sui terreni tutt’intorno. I liquami di scarto e gli escrementi animali di quest’allevamento, vengono sistematicamente riversati sulla collina, inquinando tutti i terreni sottostanti e di conseguenza provocando la lenta morte delle coltivazioni presenti. A Betar Illit, che si trova dal lato opposto, in maniera simile vengono riempite intere cisterne di liquidi fognari e di scarto. Una volta piene vengono anch’esse svuotate sui terreni circostanti Nahalin.

Il campo di ulivi di Naeim, inoltre, si trova esattamente in mezzo alla strada che collega l’area di Etzion con quella di Beit Shemesh in Israele e, secondo le mire israeliane, sul suo terreno verrebbe costruita la strada che collegherebbe quest’area con Tel Aviv. I coloni, quindi, con l’appoggio dell’esercito compiono queste azioni per intimidire e per costringere Naeim e gli altri proprietari delle terre circostanti, ad abbandonarle.

Questi però non sanno che questa terra appartiene alla famiglia Fannoun da molte generazioni – come ci ha spiegato Naeim – e che nonostante tutto lui continuerà a lavorarla, non lasciandola in pasto alle mire espansionistiche dell’occupazione sionista dell’area.

 

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