fonte: http://palsolidarity.org
27 marzo 2013 | International Solidarity Movement, Qusin, Palestina occupata, by IWPS
Mercoledì 27 marzo alle 15.00 il villaggio di Qusin ha organizzato un tour presso una cava vicina che viene regolarmente utilizzata come discarica. I residenti di Qusin hanno invitato il Ministro dell’Ambiente, l’IWPS e il Movimento di Solidarietà Internazionale per ispezionare la quantità di rifiuti israeliani che si sono accumulati nelle ultime settimane.
La cava era stata riempita parzialmente con della terra e della ghiaia coprendo la maggior parte della spazzatura ma lasciando esposti tre grandi mucchi di plastica, legno e metallo. L’effetto è quello di un ampia discarica in mezzo ad una zona d’estrazione mineraria. Gli organizzatori della visita hanno spiegato che le tossine filtrano il suolo inquinando le fonti d’acqua dei villaggi vicini, mettendo in pericolo i residenti. Il numero dei malati di tumore nella comunità di Qusin è anormalmente alto.
I residenti di Qusin hanno cominciato a protestare regolarmente contro la discarica. Circa 75 persone hanno partecipato alla protesta. Il gruppo è arrivato insieme in autobus. Presso il sito era parcheggiato un grande camion bianco occupato da due personaggi estranei alla comunità. Gli organizzatori della manifestazione hanno riferito che queste persone erano membri del servizio di sicurezza israeliano. Gli individui sono rimasti all’interno del loro veicolo per tutta la durante della manifestazione e sia l’ ISM e IWPS confermano che le persone all’interno del camion hanno fatto delle foto.
Dopo un breve tour e un piccolo dibattito, uno dei grandi mucchi di spazzatura è stato dato alle fiamme. La maggior parte dei residenti di Qusin ha abbandonato il sito quando jeep militari israeliane sono entrate nella zona. Non sono stati effettuati arresti.
Qusin è un piccolo paese al di fuori di Nablus con circa 1941 residenti. Confina con l’ insediamento illegale di Qedumim. Il villaggio è noto per la sua partecipazione a manifestazioni precedenti a causa degli ingiusti blocchi stradali che ostacolavano il diritto di circolazione dei residenti impedendogli di percorrere la strada per Nablus dal 2002 al 2009.