AGGIORNAMENTO 13 APRILE 2013: L’attivista spagnola ferita è ritornata sabato mattina in ospedale, dopo aver avuto continui dolori, vertigini e stanchezza. Le hanno sparato tre volte con proiettili di gomma rivestiti d’acciaio durante la manifestazione di Nabi Saleh il giorno prima. Attualmente è in osservazione presso l’Ospedale Rafidia a Nablus, ed è sotto antibiotici.
12 aprile 2013 | International Solidarity Movement, Nabi Saleh, Palestina occupata
Circa 100 palestinesi, accompagnati da alcuni attivisti israeliani e internazionali, hanno partecipato alla manifestazione che si è tenuta oggi a Nabi Saleh. Dopo la preghiera di mezzogiorno, i manifestanti hanno marciato dal centro del paese, deviando dal loro percorso abituale, attraversando la strada principale su per la collina, cercando di raggiungere la sorgente d’acqua sottratta loro da coloni di Halamish più di tre anni fa.
Una volta arrivati in cima, i manifestanti hanno trovato molti agenti della polizia di frontiera già attesa che hanno subito lanciato su di loro lacrimogeni e sparato proiettili di acciaio rivestiti di gomma. Un’ attivista di nazionalità spagnola è stata colpita sulla gamba destra da un proiettile di gomma. Nonostante i manifestanti si fossero ritirati dalla collina di nuovo sulla strada principale, le forze israeliane hanno continuato il lancio di lacrimogeni.
Mentre la manifestazione procedeva con canti e battiti di mani un folto gruppo di militari israeliani e jeep bloccavano la strada preparando un’imboscata. Gli agenti di polizia di frontiera che avevano invaso il paese hanno cominciato a sparare dall’alto raffiche multiple di proiettili di acciaio ricoperti di gomma direttamente sui manifestanti che erano disarmati.
La stessa attivista internazionale che era stata precedentemente colpita è stata nuovamente ferita alla costola e al ventre da due proiettili. L’attivista internazionale è stata colpita in aperta violazione del regolamento interno alle forze israeliane che impone ai tiratori di mirare alle gambe. Nonostante il fatto che gli ufficiali avessero visto chiaramente che l’attivista era ferita, hanno continuato a sparare proiettili di acciaio rivestiti di gomma lungo la strada. L’attivista è stata subito assistita dal personale della Mezzaluna Rossa e portata in ospedale in ambulanza. Le sue condizioni sono buone, ed è stata dimessa.
Le forze israeliane hanno proseguito con il lancio di lacrimogeni e gli spari fino alle tre del pomeriggio, quando la manifestazione è terminata.
Il villaggio di Nabi Saleh ha manifestato contro il furto della sorgente naturale e l’occupazione da dicembre 2009. Le forze israeliane hanno violentemente represso le proteste settimanali del venerdì lanciando lacrimogeni, acqua maleodorante, bombe sonore, e sparando sia proiettili veri sia di gomma sui dimostranti. Due persone sono state uccise, e Mustafa Rushdi Tamimi, e molti altri sono stati gravemente feriti. Bassem Tamimi, di Nabi Saleh, ha trascorso 16 mesi nelle carceri israeliane, solo per essere aver ricoperto un ruolo di primo piano nelle proteste. Dopo più di tre anni e nonostante la repressione, Nabi Saleh continua a combattere contro le ingiustizie causate dalla brutale occupazione militare israeliana.
Traduzione: Nuraddin