13 aprile 2013 | International Solidarity Movement, Hebron, Palestina occupata by Team Khalil
Un ragazzo di tredici anni è stato arrestato presso la propria abitazione nel centro storico di Hebron. Il ragazzo è stato bendato e trattenuto all’interno delle cosiddette checkpoint-boxes e presso la base militare di Hebron a Shuhada Street. Gli attivisti internazionali che hanno tentato di documentare l’arresto sono stati fermati e minacciati sia dai soldati che dai coloni.
Il ragazzo è stato prelevato dalla sua abitazione ed è stato portato al Checkpoint 56, un piccolo container di metallo, posto al confine tra le zone israeliane e le zone palestinesi controllate. Il ragazzo è stato bendato e chiuso dentro il checkpoint per circa 20 minuti; In seguito, è stato preso da soldati che lo hanno portato ancora bendato a Shuhada Street, per essere introdotto all’interno di un altro piccolo container.
Dopo altri 15 minuti il ragazzo è stato di nuovo prelevato dal punto di controllo e portato verso una base dell’esercito israeliano. Gli attivisti internazionali che hanno tentato di documentare la situazione sono stati fermati dai militari che li hanno spinti ed apostrofati “porci nazisti” . I militari si sono inoltre rifiutati di accettare i loro passaporti come documento identificativo. Dopo alcuni minuti i militari sono stati raggiunti da un gruppo di circa quindici coloni che portavano con loro diverse armi automatiche. Anche stavolta gli attivisti sono stati oggetto degli spintoni e delle minacce dei coloni. – vedi video sotto.
Allo stesso tempo, il ragazzo veniva portato alla base militare israeliana di Shuhada Street. Gli attivisti potevano sentire distintamente le urla dei soldati che gridavano contro il ragazzo. Dopo circa altri 15 minuti, il ragazzo è stato portato con una jeep al punto di controllo 56, dal quale è stato rilasciato e dato in custodia alla polizia palestinese. I militari israeliani lo hanno accusato di aver lanciato dei sassi. Questo è un’accusa che viene mossa regolarmente contro i bambini e i giovani, i quali vengono spesso arrestati arbitrariamente.
All’inizio della giornata, anche una donna è stata arrestata presso un posto di blocco nella zona di Tel Rumeida ad Hebron. Quando è stato chiesto al soldato i motivi dell’arresto, la risposta non è tardata ad arrivare: “la donna era sospettata di portare con se un coltello”. Nonostante l’accusa, la donna non è stata perquisita ed stata rilasciata dopo dieci minuti.
Un altro uomo è stato arrestato nella zona di Shuhada Street prima di essere bendato e portato in fondo alla strada da un soldato israeliano. L’uomo bendato ha detto di non conoscere i motivi dell’arresto, ma i soldati hanno dichiarato che l’umo era entrato nella parte di Shuhada Street chiusa dalle autorità israeliane. I soldati hanno raccontato agli attivisti internazionali che l’uomo è stato rilasciato,tuttavia tale dichiarazione rimane priva di conferme. Un altro uomo palestinese,che lavora con un giornalista lettone è stato anche lui arrestato presso Shuhada Street durante il giorno. Il palestinese è stato tenuto in stato di fermo in un posto di blocco per circa 15 minuti per poi essere rilasciato.
L’arresto di un ragazzo di 13 anni,giorno 14 aprile segue una serie preoccupante di arresti e detenzioni di minori che includono addirittura bambini di sette anni, in questi ultimi mesi è stata stilata “Occupied Childhoods”, una relazione sugli arresti di bambini: La relazione scritta dal Hebron Christian Peacemaker team è qui disponibile.http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=0OEMcM-ewEI
traduzzione di Nuraddin