Serie preoccupazioni per le minacce di morte rivolte ad Issa Amro, attivista Palestinese per i diritti umani.

18 Aprile 2013 | International Solidarity Movement, Hebron, Palestina occupata
by Team Khalil

Sono aumentate le preoccupazioni per la sicurezza  dell’attivista e coordinatore Palestinese Issa Amro, a seguito di una recente lettera inviata alle forze di sicurezza israeliane dai parte del rappresentante dei coloni israeliani di Hebron, che accusa Amro di terrorismo e incitamento, e avvertono che un eventuale fallimento delle autorità israeliane di fermarlo definitivamente  ”potrebbe essere pagato a caro prezzo”, minacciando “spargimento di sangue”. Questa è l’ultima di una lunga serie di minacce e attacchi contro Amro.

Nella lettera, il sindaco del ”Consiglio Comunale di Hebron” (municipalità della comunità ebraica) e il direttore generale della “Comunità ebraica di Hebron”, insistono sul fatto che i comandanti dell’esercito devono “usare la detenzione amministrativa fino a quando non si sarà in grado di trovare una soluzione a lungo termine per porre completamente fine a questa ostile e pericolosa attività “, riferendosi al lavoro svolto da Amro con diversi gruppi per i diritti umani. (vedi documentario sui Giovani Contro gli Insediamenti )

Amro è stato violentemente attaccato da questa stessa comunità di coloni israeliani molte volte in passato – gli hanno rotto naso e polsi e ha ricevuto cinque punti di sutura alla testa. Lui e la sua famiglia ricevono regolarmente minacce di morte da coloni di Hebron al telefono, che continuano la loro campagna di minacce e violenze contro di lui.

Pur avendo ricevuto numerose minacce di morte e abusi dai coloni per molti anni, Amro è particolarmente preoccupato per una lettera ricevuta il 20 marzo 2013, a causa dello dell’influenza dei suoi autori. Vari siti web sionisti hanno nel frattempo fatto appelli per la sua esecuzione, pubblicando varie immagini del suo volto segnato da cerchi rossi, identificato come terrorista da questi siti web.

È possibile vedere qui esempi di questo :

1. http://rotter.net/forum/gil/26497.shtml
2.http :// www.rotter.net/forum/gil/18247.shtml
3.http :// www.youtube.com/watch?v=QerqKiWwUwM
4.http :// www.kr8.co.il/BRPortal/br/P102.jsp?arc=408240
5.http :// www.kr8.co.il/BRPortal/br/P102.jsp?arc=562306&order=down
6.https :/ / www.facebook.com/hebron.machpela/posts/385071061601175

Amro afferma: “Sono stato arrestato e detenuto in troppe occasioni per poterle contare, ma non sono mai stato accusato di nulla.” Dice che viene regolarmente rapito dai soldati nella sua casa, bendato e portato in giro per diverse ore prima di essere lasciato. In altre occasioni, è stato picchiato dai soldati che hanno minacciato di uccidere lui e la sua famiglia. Durante il suo ultimo arresto, nel Marzo 2013, Amro fu spogliato e costretto a stare in piedi all’aperto per tre ore.

Il 27 marzo 2013 ci fu un tentativo di incendio doloso contro la sede di Youth Against Settlements (Giovani Contro gli Insediamenti), a Tel Rumeida.
Amro è stato insultato e umiliato da agenti di polizia israeliana quando ha tentato di presentare una denuncia ed è stato espulso dal loro ufficio due volte prima che la denuncia fosse depositata. Non c’è ancora alcuna indagine da parte della polizia israeliana.

Breve background.
Issa Amro è stato coinvolto nella fondazione di molte organizzazioni a Hebron, lavorando contro l’occupazione. Ciò comprende la sezione dell’International Solidarity Movement – Hebron, l’Arab Non-Violence Network, lo Youth Against Settlements – Giovani Contro gli insediamenti (del quale sopra è stato proposto il documentario in italiano) e l’Hebron Defenders (Organizzazione dei Difensori di Hebron).
Ha vinto il premio One World Media nel 2009 per il suo coinvolgimento nel progetto di B’Tselem “Shooting Back”, che prevede un corso per futuri media-attivisti e la fornitura di telecamere ai Palestinesi per documentare gli abusi dei militari e dei coloni contro i Palestinesi stessi.
Il lavoro di Amro con queste organizzazioni, oltre a numerosi altri progetti finalizzati a documentare le violazioni dei diritti umani e l’espansione delle colonie israeliane illegali, ha portato al suo riconoscimento come “attivista dell’anno 2010, per i diritti umani” con il premio dell’OHCHR delle Nazioni Unite ‘Human Rights Defender of the Year in Palestine’.

traduzione di Angela Bernardini

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