Arrestato ragazzo malato di 16 anni

21 apr 2013 | International Solidarity Movement, Urif, Palestina occupata

Un ragazzo innocente di 16-anni è stato arrestato martedì 16 aprile a Urif, senza curarsi del fatto che, come dimostrato dal nonno e dallo zio del ragazzo, potrebbe avere un cancro. Il ragazzo è stato ingiustamente accusato di avere lanciato dei sassi dopo aver lasciato la casa dello zio.

Il villaggio ha ricevuto la visita di dodici soldati verso mezzogiorno. I militari sono entrati in alcune case e hanno sparato alcuni proiettili di gomma in due delle strade principali di Urif. Nella quinta casa dove sono entrati hanno cercato di portare via con loro un ragazzo nel suo ultimo anno di liceo. I soldati hanno desistito grazie alle proteste della famiglia.

Alcuni sassi sono stati lanciati in segno di protesta sulla jeep israeliana che portava i soldati. In rappresaglia i soldati hanno deciso di arrestare il ragazzo di 16 anni che era andato a trovare lo zio, la cui malattia lo costringe a camminare lentamente. Il ragazzo è stato bendato e legato mani e piedi. I soldati hanno ignorato il nonno e lo zio che sono corsi fuori a mostrare la diagnosi.

Il lancio di sassi ha ripreso in segno di protesta mentre la jeep si allontanava con il ragazzo malato. Il ragazzo ha poi raccontato che per ad ogni sasso lanciato riceveva un calcio dai soldati israeliani che gli urlavano contro in ebraico. In seguito il ragazzo è stato portato al compound militare di Huwwara, seguito dallo zio e dal nonno che con certificati medici alla mano hanno cercato di convincere l’esercito israeliano della salute cagionevole del ragazzo.

Il ragazzo ha comunque trascorso la notte nel compound militare e il giorno dopo è stato portato al carcere di Salem a nord di Jenin a quattro ore di distanza. Ha trascorso la giornata in una cella piena di ragazzi che andavano dai 12 ai 17 anni. E ‘stato rilasciato solo intorno alle 06:00 e restituito alla sua famiglia ad Urif.

Urif è un villaggio del governatorato di Nablus che deve affrontare regolarmente le aggressioni del vicino insediamento israeliano illegale di Yitzhar. Gli abitanti della colonia sono ampiamente considerati i più fondamentalisti. Quando gli attivisti dell’ISM sono andati a verificare la situazione dopo l’arresto del ragazzo era già possibile scorgere i coloni sulla cima alla montagna pronti ad infastidire una scuola locale. Anche sabato 13 aprile 6 jeep israeliane hanno interrotto il lavoro degli agricoltori palestinesi intenti a piantare nuovi alberi di ulivo.

Inoltre, secondo un rapporto dell’UNICEF del febbraio 2013,negli ultimi dieci anni, sono stati 7.000 i minori palestinesi di età compresa dai 12 ai17 anni arrestati dalle forze militari israeliane. Lo stesso rapporto afferma che la detenzione israeliana dei bambini viola sistematicamente la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Spesso i bambini non sono informati dei loro diritti e rimangono in isolamento per giorni. Durante la detenzione viene vietato loro di vedere le proprie famiglie, come richiesto dalla Convenzione di Ginevra. Un altro rapporto stilato nell’aprile 2012 da Defense for Children International afferma che il 75% dei detenuti palestinesi 12-17enni ha sofferto maltrattamenti durante le fasi di arresto, d’interrogatorio e durante la detenzione. Il rapporto è stato stilato sulla base di 311 testimonianze raccolte tra il 2008 e il 2012.

Traduzione: Nuraddin

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