22 apr 2013 | International Solidarity Movement, Qusra, Palestina occupata
by Team Nablus
Helmi Abdul Azeez Hassan è stato colpito da uno sparo a corto raggio lo scorso 23 febbraio. Helmi si è trovato molto vicino alla morte. Ha perso conoscenza per nove giorni e al risveglio in ospedale è stato interrogato ed accusato di aver lanciato dei sassi.
Due mesi più tardi, eccolo seduto con la sua famiglia e con gli attivisti internazionali. Ci racconta della sua vita e di quanto sia felice che sua moglie sia in attesa di un bambino. La figlia di due anni, timida con gli estranei, sta fra le sue gambe per essere abbracciata mentre ci viene offerto del tè e del caffè.
La guarigione di Helmi è lenta, ma è fonte di grande sollievo per la sua famiglia. E’ ancora costretto a causa dell’infortunio, tuttavia deve andare spesso in ospedale in quanto dovrà subire un nuovo intervento. Il sessantasei per cento del suo fegato è stato rimosso a causa degli ingenti danni causati dallo sparo . I cateteri usati per riparare le arterie verranno sostituiti ogni tre mesi.
Operaio edile di mestiere, Helmi era arrivato a casa dal lavoro per scoprire che circa 15 coloni armati avevano invaso il paese. Lo sparo di uno dei coloni ha mancato il suo cuore ma sarebbe comunque morto se non avesse ricevuto cure immediate. Nonostante ciò, passeranno almeno sei o sette mesi prima che Helmi sia in grado di tornare al lavoro.
La madre ci offre del pane appena sfornato, zatar, formaggio, olive e biscotti. La proverbiale ospitalità palestinese della madre che ci invita a mangiare e a bere di più ci distoglie dall’intervista.
Helmi ci racconta con grande trasporto della sua esperienza, ci narra come è stato ferito come è stato vicino alla morte. Ci racconta inoltre che quando ha ripreso conoscenza in un letto di ospedale meno di due mesi fa si è subito trovato di fronte ad un inquisitore che affermavache aveva ‘avuto ciò chesi meritava’. Nessuno nel governo israeliano ha condannato questa azione, ‘essi non perseguono i responsabili, eppure’ arrestano i bambini palestinesi per aver lanciato delle pietre ‘.
Qusra è stata teatro di molti attacchi violenti dei coloni e dei soldati che li scortano. Per questo è stato organizzato un raduno a cui hanno partecipato tutti coloro che sono stati feriti, molti dei quali anche gravemente. Presente al raduno è un insegnante di scuola che ci aggiorna circa la situazione di Osama Rami Hassan. Osama è un ragazzo di 16 anni che è stato colpito in faccia da un proiettile di gomma dall’anima d’acciaio che fortunatamente ha mancato l’occhio. Il ragazzo è stato colpito il 23 Dicembre, due mesi esatti prima che Helmi fosse colpito. Da qualche tempo Osama indossava una benda sull’occhio ma l’ha tolta di recente – anche lui si rimetterà presto – ‘passo dopo passo’, dice la maestra. Mentre il suo recupero fisico sta andando bene ed è poco probabile che perda la vista, quello che ci preoccupa sono le ripercussioni psicologiche dell’aggressione. Osama pensa costantemente all’aggressione. Tuttavia, il suo insegnante ci assicura che lui è forte, va bene a scuola e ha recentemente preso parte a una gita scolastica a Qalqilya.
Un altro nella triste lista di abitanti feriti è Ammar, un ragazzo di 21 anni che è stato colpito alla gamba il 10 gennaio 2013. Ammar usa ancora le stampelle, ma pare che a breve sarà pienamente guarito.
Akram Taysir Daoud è stato aggredito e picchiato mentre aveva perso conoscenza dopo essere stato attirato in un agguato. Il 15 settembre 2012, alcuni coloni hanno richiamato la sua attenzione parlando in arabo. Daoud è stato picchiato con bastoni e pietre e lasciato per morto. Fortunatamente ha ripreso conoscenza dopo 15 minuti, in modo da poter telefonare al fratello per chiedere aiuto. Le sue ferite erano così gravi che ha perso il senso del gusto e dell’olfatto per sette mesi dopo l’aggressione. Daoud è però guarito e ora è in grado di tornare al lavoro.
I coloni principalmente quelli provenienti dagli insediamenti illegali di Esh Kodesh e Qida hanno sradicato più di 2.400 alberi di ulivo e negli ultimi tre anni hanno mosso ripetuti attacchi contro il territorio e gli abitanti di Qusra. Gli attacchi non sono altro che atti di terrorismo coordinati mossi contro la popolazione palestinese. Uno di questi è stato l’attacco congiunto su Urif e Qusra che ha ferito Ammar. I coloni si spostano dagli insediamenti illegali nel sud ed attaccano i villaggi del nord abitati dai palestinesi.
Chiediamo a Helmi quali siano le sue speranze per il futuro mentre il nostro incontro volge al termine. Subito lui ci risponde con tre punti: ‘I coloni dovrebbero finirla di aggredirci, dovrebbero restituire le nostre terre in modo tale da poter vivere in pace e tranquillità.’
Helmi è stata l’ultima vittima della furia dei coloni . Oggi diciamo arrivederci a lui e alla sua famiglia e siamo felici di sapere che ‘passo dopo passo’ il popolo di Qusra stia guarendo. Essi mostrano la loro forza con l’ amore che mostrano l’uno per l’altro e con l’ impegno di vivere in ‘pace e tranquillità.’
Troviamo speranza e sollievo nella graduale guarigione di coloro che sono stati feriti di recente. I residenti sanno bene quanto vicini sono stati alla morte e che tale pericolo sia valido ancora per il presente e per il futuro. La sciagura aveva già visitato i residenti Qusra quando Issam Kamel Odeh, di 33 anni, è morto sotto il fuoco israeliano quando i coloni hanno invaso il paese nel settembre del 2011.