20 apr 2013 | International Solidarity Movement, Hebron, Palestina occupata by Team Khalil
Hashem Al-Azzeh, attivista e residente a Tel Rumeida (un quartiere posto nella zona H2 cioè sotto controllo israeliano) è stato attaccato dai coloni israeliani che hanno fatto irruzione nella casa di suo fratello cercando di passare per il giardino.
Hashem ha sorpreso i coloni mentre stavano abbandonando l’abitazioneintorno alle 11:00; Quando ha chiesto loro le ragioni della loro presenza coloni hanno risposto che secondo la Bibbia Dio aveva dato loro questo paese e perciò era il loro. I coloni sono stati raggiunti da altri 20 persone accompagnati da altrettanti bambini che hanno occupato il portico di Hashem, così come il vialetto.
I coloni hanno cercato di spingersi fino al giardino ed il cortiledi di Hashem che però ha tenuto duro rispondendo che violare la proprietà privata dei palestinesi è illegale. Dopo circa 20 minuti circa 10 soldati sono arrivati sulla scena allertati dai figli di Hashem.
I soldati, che si erano appena svegliati, sono rimasti semplicemente a guardare smarriti sul da farsi. Essi non hanno affrontato i coloni che avevano sconfinato, non hanno detto loro di andarsene e di smettere di disturbare Hashem. Tuttavia hanno fermato due operai palestinesi che erano in casa per svolgere un lavoro di ristrutturazione confiscandone le carte d’identità. Ad un giornalista svizzero che è arrivato sul posto per documentare l’incidente è stato negato l’accesso ed è stato allontanato dall’esercito nonostante avesse presentato la tessera stampa. Anche un attivista tedesco è stato fatto allontanare dalla scena dopo essere stato ripetutamente insultato e spinto dai bambini dei coloni mentre i soldati stavano fermi a guardare.
Dopo circa 45 minuti, i coloni stanchi di discutere ed offendere Hashem e gli attivisti internazionali, sono tornati gradualmente alle loro case nell’ insediamento illegale che si trova giusto sopra la casa di Hashem e quella di suo fratello. Dopo pochi minuti dalla loro partenza, la polizia israeliana è arrivata sulla scena e ha posto ad Hashem alcune domande riguardo l’episodio. Tuttavia è altamente improbabile che ci siano della conseguenze giuridiche per i coloni che godono dell’ assoluta impunità. (vedi qui)
La polizia ha inoltre preso nota delle generalità degli operai diffidando gli operai stessi a continuare il lavoro in casa in assenza di un permesso. Nonostante tale permesso sia probabilmente impossibile da ottenere, gli operai rischieranno l’arresto se trovati a lavorare senza. L’abitazione in cui i coloni hanno fatto irruzione appartiene al fratello di Hashem, che attualmente vive in un’altra parte di Hebron. I lavori che Hashem era stato chiamato a supervisionare negli ultimi 10 giorni servivano a ristrutturare la casa che avrebbe nuovamente ospitato il fratello.
L’aggressione dei coloni è chiaramente una manovra per intimidire Hashem, il fratello e le loro famiglie e fa parte di una lunga serie di episodi di violenza di cui Hashem è stato vittima. Nel corso degli ultimi 15 anni, la casa di Hashem è stata invasa e devastata dai coloni e dai soldati più e più volte.I mobili e i suppellettili sono stati distrutti. Gli spari hanno raggiunto la sua abitazione mancando per poco lui e sua moglie. Hashem è già stato minacciato, intimidito e picchiato dai coloni,come testimoniano le cicatrici sul suo volto. Sua moglie ha subito due aborti a causa delle percosse dei coloni. I suoi figli sono aggrediti e picchiati sistematicamente e sono obiettivo delle sassate dei coloni. Gli alberi da frutto nel suo giardino sono stati avvelenati, e ultimamente gli è stato impedito di raccogliere le olive a causa dell’aggressione dei coloni .Ecco un esauriente rapporto sulla violenza dei coloni in tutta la Cisgiordania
traduzione: Nuraddin