Israele non rispetta gli Accordi di Oslo e non permette ai palestinesi di costruire abitazioni

Maher e il suo terreno (foto ISM)

Maher del villaggio di Huwwara, vicino Nablus, è uno dei tanti palestinesi ingannati perchè convinti di avere il permesso edilizio  nell’Area B (dopo Oslo) in Cisgiordania.

Maher è proprietario di un terreno designato come area B (nel quale l’Autorità Palestinese ha controllo civile, mentre ad Israele appartiene quello militare, ndt) e così ha inviato una richiesta di permesso edilizio all’Autorità Palestinese. Il permesso fu accettato e Maher ottenne tutti i documenti necessari per procedere alla costruzione e ovviamente pagò tutte le spese relative. Il terreno sul quale voleva costruire la sua casa veniva utilizzato come pattumiera a cielo aperto, quindi cominciò a pulire tutto affinchè potesse finalmente cominciare a costruire la sua casa. Per sei mesi pulì e cominciò a scavare il terreno per le fondamenta della casa fino a quando non arrivò l’avviso per fermare i lavori da parte di Israele a inizio Luglio. Maher fu sorpreso, soprattutto quando lesse che il motivo era dovuto al fatto che per Israele quel territorio era Area C (sotto controllo civile e militare israeliano, ndt). Le mappe ottenute mostrano che il suo terreno si trova ufficialmente nell’Area B, ma Maher per costruire la sua casa dovrà per forza portare il caso in tribunale.

Piano edilizio approvato dall’Autorità Palestinese (foto ISM)

Maher, scettico del risultato che darà la corte, da sfogo alla sua frustrazione e al fatto che dovrà pagare inevitabilmente spese eccessive: “Non ho molti soldi per costruire, poi viene Israele e mi blocca. Non ho neanche soldi da buttare nel caso Israele dovesse raggiungere il suo obiettivo”.

Il terreno è situato nella periferia di un centro urbano palestinese e non è chiaro il perchè Israele stia proibendo la costruzione di questa abitazione se non c’è nessun problema di “sicurezza” per l’occupante. “Ci sono solamente palestinesi. Nessun esercito, nessun colono, niente che proibisca noi di costruire” dice Maher.

Da quando Maher ha ricevuto lo “stop ai lavori”, anche il sito vicino al suo ha ricevuto lo stesso ordine; quest’altra proprietà è quasi del tutto finita. Israele, come potere occupante, deve fornire servizi, infrastrutture e dare la possibilità ai cittadini di costruire nuove abitazioni; ma ciò che fa è l’opposto, rifiutando ogni tipo di permesso edilizio in Area C. Il terreno di Maher è in Area B quindi, in teoria, basterebbe semplicemente il permesso dell’Autorità Palestinese per costruire abitazioni. Casi simili stanno accadendo anche il altre zone della Cisgiordania, ad esempio nel villaggio di Sarra.

Ordine di stop dei lavori (foto ISM)

Da quando Maher ha bloccato i lavori, il suo terreno è tornato ad essere quello di una volta: una pattumiera a cielo aperto. Ma Maher è determinato: “Se riuscirò a costruire, lo farò diventare un parco”.

A seguito del Trattato di Oslo, la Cisgiordania è divisa in tre diverse Aree: A, B e C. Una piccola porzione di territorio (Area A) è sotto totale controllo dell’Autorità Palestinese. L’Area C è sotto controllo civile e militare israeliano nel quale il potere occupante (Israele, ndt) deve fornire (per legge, ndt) sicurezza e servizi per tutti gli abitanti. L’Area B è invece sotto controllo civile palestinese ma militare israeliano.

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