I palestinesi festaggiano il riappropriamento di un pezzo della loro terra

4 ottobre 2013 | International Solidarity Movement , Nablus Team | Burqa , Palestina occupata

Giovedì 3 ottobre, un grande gruppo di circa un centinaio di persone, principalmente  palestinesi del villaggio di Burqa e delle aree circostanti, nonché un piccolo contingente di attivisti internazionali e addetti alla stampa, ha celebrato la riappropriazione di terra palestinese, piantando ulivi sul terreno del l’ex insediamento illegale di Homesh, situato su una collina vicino al villaggio .

un ulivo piantato sulla terra riappropriata

Al loro arrivo presso il sito, ci fu un primo briefing che comprendeva sia una breve storia della zona, delle dichiarazioni rese dai locali riguardanti le loro rimostranze nei confronti delle molestie che avevano subito nel corso degli anni, così come le loro speranze per  il futuro utilizzo del terreno. Questa è stata poi seguita dalla piantumazione di circa 40 alberi di ulivo nella zona, un atto simbolico che tutti i presenti sono stati invitati a condividere.

L’insediamento illegale di Homesh ha avuto ordine di essere evacuato da parte dello stato di Israele nel 2005. Nonostante l’evacuazione dell’insediamento illegale, la terra stessa non è stata restituita ai legittimi proprietari. Come parte del “piano di disimpegno”, è stato dichiarato zona militare chiusa. Questa sentenza è stata fortemente contestata dai palestinesi,  perché  significava che essi non potevano salire sulla collina, ma periodicamente si è platealmente ignorato che i coloni israeliani celebravano feste e altri eventi su questa terra palestinese. Inoltre, in aggiunta alle segnalazioni di continui soprusi contro i  palestinesi da parte dei coloni illegali, petizioni erano state fatte da israeliani per ricostruire l’insediamento dopo la sua evacuazione.

Nonostante l’ insediamento sia stato definito contrario al diritto internazionale, il ritorno pratico della terra era ancora dipendente da una petizione formale al sistema giudiziario israeliano. I procedimenti giudiziari sono stati quindi avviati nel 2010 e hanno raggiunto la Corte Suprema per la fine dell’anno, infine sono  terminati con l’annullamento della zona militare entro il 2013. Nel 2008, anticipando la petizione e il verdetto finale, i palestinesi insieme agli  Internazionali avevano cercato di raggiungere la cima della collina per piantare alberi di ulivo sulla terra, ma erano stati violentemente fermati dall’esercito israeliano, che ha sparato granate stordenti e gas lacrimogeni nel tentativo di reprimere la dimostrazione.

La messa a dimora degli ulivi è stato più di un atto simbolico, per commemorare e celebrare la loro vittoria finale contro l’insediamento illegale. La crescita degli alberi segna anche il ritorno a utilizzare il terreno per attività agricola palestinese.

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