2 novembre 2013 / International Solidarity Movement, Gaza Team / Gaza, Palestina Occupata

Foto di Charlie Andreasson e Joe Catron
Venerdì pomeriggio, le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione nella “buffer zone” a est di Gaza City, nei pressi del checkpoint di Nahal Oz.

La manifestazione, partita in città da piazza Shujaya dopo la preghiera del venerdì, era organizzata dall’Intifada Youth Coalition, per protestare contro l’anniversario della dichiarazione Balfour, che cade il 2 novembre. Nella lettera del 2 novembre 1917, Arthur James Balfour, segretario degli affari esteri del Regno Unito, che allora occupava la Palestina, disse a Walter Rothschild, un leader del movimento sionista britannico, che il governo britannico “vede(va) con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo”.

“Siamo andati alla buffer zone per far sapere all’occupazione che questa data, dopo 96 anni, per noi è indimenticabile”, ha detto Majed Abusalama, un portavoce della Coalizione. “Ogni nuova generazione la ricorderà, come ricorderà ogni crimine israeliano contro palestinesi disarmati. Ebbene sì, questa è la nostra terra, la buffer zone è per i palestinesi, e dovremmo coltivarla”.
I manifestanti intossicati dagli effetti dei gas lacrimogeni sono stati curati dalle ambulanze della Palestinian Red Crescent Society, che aspettavano fuori dalla “buffer zone”.


“La risposta israeliana alla nostra protesta disarmata è stata da subito chiara, quando eravamo ancora a circa 800 metri di distanza dalla barriera,” ha detto Abusalama, “ci hanno sparato addosso dei gas lacrimogeni”. I manifestanti hanno tentato di arrivare al checkpoint, che Israele ha chiuso nel 2010, ritirandosi solo dopo diverse ore di spari di gas lacrimogeni.
Questa manifestazione segue quella organizzata dalla Coalizione il 27 settembre per commemorare il tredicesimo anniversario della seconda Intifada e protestare contro le incursioni israeliane nella moschea di al-Aksa a Gerusalemme Est occupata.