Continue depredazioni contro le terre del villaggio di Deir Istiya

28 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Deir
Istiya, Palestina Occupata

Dal 1990, il villaggio di Deir Istiya subisce gravi danneggiamenti alla
propria agricoltura e al proprio approvvigionamento di acqua da parte
delle autorità israeliane e dei vicini insediamenti. Il culmine è stato
raggiunto recentemente, quando l’esercito israeliano ha comunicato il
piano di sradicamento di circa 2500 ulivi nel futuro prossimo.

Il mandato dell’esercito per mettere in atto questa operazione proviene da
una sentenza emessa nel maggio 2013, la quale ha concesso alle forze di
occupazione il permesso di abbattere tutti gli ulivi sotto i due anni
della Wadi Kana (una valle in cui una vasta parte delle terre agricole del
villaggio è situata). Ciononostante, degli alberi piantati oltre cinque
anni fa sono stati inclusi nel processo di marcamento negli ultimi cinque
mesi. Un’azione di marcamento viene svolta prima del processo di
sradicamento vero e proprio.

Il 26 novembre, quattro uomini in borghese hanno marcato altri 157 alberi
sulle terre agricole del villaggio. Secondo la legge israeliana, prima che
l’esercito inizi praticamente l’operazione, deve comunicare la data di
inizio dei «lavori» agli avvocati che rappresentano gli abitanti del
villaggio. Anche se, da esperienze passate, in casi simili, abitanti di
villaggi di tutta la West Bank non hanno mai ricevuto questi avvisi. Se
l’esercito avrà successo nel suo piano, la distruzione di oltre 2500 ulivi
decimerà l’agricoltura del villaggio e la sua economia, distruggendo il
mezzo di sostentamento di molti degli oltre 4000 abitanti di Deir Istiya.

Questo è l’ultimo di una lunga serie di soprusi che il governo israeliano,
l’esercito, i tribunali e i coloni illegali hanno inflitto agli abitanti
di questo villaggio. Nel 1990 dei coloni hanno depositato delle acque di
scarico di tre colonie su 12 fonti che fornivano acqua al villaggio.
Quest’acqua era cruciale per l’irrigazione delle coltivazioni tradizionali
del villaggio, limoni e arance. Quando l’acqua è diventata scarsa per il
villaggio, i contadini hanno abbandonato la coltivazione di limoni ed
arance, sostituendoli con gli uliveti, perchè richiedono meno acqua.
Questo è un esempio tipico dell’operare dello stato israeliano, che riduce
al minimo le fonti di sostentamento dei palestinesi solo per in seguito
tentare di cancellare il debole spiraglio di speranza che sono riusciti a costruirsi nonostante le condizioni avverse in cui vivono.

Per finire, il 23 novembre, dei coloni di un insediamento vicino sono
entrati sulle terre palestinesi al fine di rubare 100 metri di materiale
da recinzione. Lo scopo della recinzione era di proteggere degli ulivi dai
maiali che hanno danneggiato l’area, da quando dei coloni israeliani li
hanno liberati con lo scopo di rovinare la raccolta delle olive.

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