La Giornata della Rabbia contro il Prawer Plan si svolgerà questo sabato,30 novembre, nel Naqab.

29 Novembre 2013 | Prawer Won’t Pass Campaign | Palestina Occupata

Dopo un mese pieno di manifestazioni e dibattiti nel Comitato degli Affari
Interni della Knesset, questo sabato si svolgerà l’iniziativa più grossa
fin ora svoltasi nel Naqab (Negev), con l’attesa partecipazione di
migliaia di persone che arriveranno da tutto il paese. Proteste parallele
si svolgeranno a Gaza, Ramallah, Haifa, Berlino, L’Aia, Il Cairo e altre
25 città in tutto il mondo. Questo è un momento critico: il destino di
70.000 beduini palestinesi indigeni del Naqab (Negev) verrà deciso presto.

Riportando le loro parole: «Siamo esseri umani e cittadini, ma il Prawer
Plan ci tratta come oggetti che possono essere spostati da un luogo
all’altro senza essere consultati o senza preoccuparsi dei nostri
desideri. Questo sabato, lotteremo a fianco di chi ci supporta, da vicino
e da lontano, e rivendichiamo il riconoscimento dei villaggi a cui viene
negato il riconoscimento e la fine di questo piano crudele”.

Il Piano Prawer-Begin permetterà alla polizia israeliana di usare la forza
nell’espulsione dei beduini palestinesi. Permetterà inoltre alla polizia
di arrestare e imprigionare fino a due anni qualsiasi beduino palestinese
per essersi opposto alla legge.
Il piano nega i diritti di proprietà dei beduini palestinesi sulle loro
terre ancestrali, concede poteri senza precedenti al primo ministro
israeliano per l’applicazione del piano, e legittima l’uso della violenza
e della coercizione nell’esecuzione del piano stesso. Inoltre, al centro
del piano sta la trasformazione demografica dell’area del Naqab (Negev),
espandendo la presenza ebraico-israeliana a spese dei beduini palestinesi
indigeni. In breve, il piano Prawer-Begin rappresenta un crimine contro
l’umanità, secondo la definizione dello statuto di Roma, Articolo 7.1 (d)
e 7.2 (d).

«Lo stato ci tratta come oggetti di cui sbarazzarsi,» ha affermato Huda
Abu-Obeid, studente di legge e attivista contro il Prawer Plan. «Ci viene
negato il diritto di decidere del nostro futuro, di decidere dove vivere e
come disporre della nostra proprietà, il nostro diritto fondamentale alla
casa. Ma non ci arrenderemo e continueremo a resistere contro il piano in
modo non violento.»

Abu-Obeid ha aggiunto: «Provate ad immaginare che lo stato di Israele
emani una legge che vieta ai cittadini il cui nome inizia per A di vivere
ad ovest della Route 4, nel centro di Israele. Il Prawer Plan dice
qualcosa di simile ai beduini palestinesi del Naqab, vieta loro di vivere
e avere delle proprietà ad ovest della Route 40. Il governo sta tentando
di presentare questo piano come se fosse «negli interessi dei beduini»,
mentre con una mano, attraverso il Prawer Plan, sta distruggendo i
villaggi beduini e con l’altra sta costruendo delle nuove localit�
ebraiche nel Negev, alcune delle quali nei luoghi dove oggigiorno sono
presenti i villaggi.»

«Il piano è intitolato «Il piano per regolarizzare gli insediamenti
beduini nel Negev», ma non fa nulla per regolarizzare i nostri
insediamenti, stipula solo distruzione,» ha detto Fadi El-Obra, un
ventinovenne di Rahat, attivo contro il Prawer Plan. «E la gente a cui il
governo progetta di togliere la casa? Noi beduini palestinesi viviamo nei
villaggi perchè la nostra sussistenza ne dipende; non si può sradicare
un’intera popolazione e urbanizzarla senza nessuna consultazione; e questo
è precisamente quello che sta facendo il governo».

Le dichiarazioni del governo israeliano secondo cui l’obbiettivo del piano
sarebbe quello di «modernizzare” ed «alleviare” le condizioni
socio-economiche dei beduini palestinesi è smentito da diversi fatti
storici, ed è in se stesso razzista. Prima di tutto, il governo israeliano
non si è rivolto alle comunità beduine palestinesi chiedendo loro dei loro
bisogni, e neppure ha consultato la leadership politica palestinese
all’interno di Israele. Questo è un piano del governo senza nessuna
partecipazione delle persone coinvolte direttamente e immediatamente. In
secondo luogo, a dispetto delle dichiarazioni del governo israeliano,
secondo cui i beduini palestinesi sarebbero «nomadi», essi si sono
insediati in villaggi oltre cento anni fa e da decenni ormai vivono una
vita sedentaria basata sull’agricoltura, sulle loro terre ancestrali.

La manifestazione centrale si svolgerà alle 15:30 alla Hura Junction sulla
Route 31 nel Naqab.

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