2 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team |
Hebron, Palestina Occupata
Regolarmente, le forze israeliane si comportano in modo irrazionale e
brutale nell’area H2 di Khalil (Hebron), sotto controllo militare
israeliano.
Foto: soldati israeliani portano un palestinese alla base militare di
Tel Rumeida (Foto ISM)
Un esempio di questo tipo di trattamento riservato ai palestinesi si è
verificato sabato 30 novembre, quando sette soldati israeliani hanno
reagito a dei giovani palestinesi che tiravano delle pietre in direzione
di un insediamento illegale lanciando delle bombe sonore attraverso il
souk (mercato).
Degli attivisti internazionali hanno visto i soldati che correvano nel
mercato e lanciavano indiscriminatamente delle bombe sonore, causando
panico e paura tra la gente presente in strada.
Quando gli attivisti internazionali hanno chiesto ai soldati come mai si
fossero comportati in quel modo, i soldati hanno ammesso di aver
commesso “un errore” usando le loro armi in quel modo e hanno detto che
non si divertono a comportarsi così. Ma questo non cambia nulla per i
palestinesi e per la dura realtà a cui devono far fronte a Khalil, dove
regolarmente subiscono queste reazioni eccessive dei soldati israeliani.
Questo episodio non rappresenta certo un eccezione negli ultimi tempi,
come testimonia il trattamento a cui vengono sottoposti i palestinesi
che vengono arrestati. Venerdì 29 novembre, due palestinesi sono stati
arrestati, accusati di aver lanciato delle pietre. Sono stati trattenuti
ad un checkpoint con gli occhi bendati e ammanettati e poi sono stati
portati a piedi fino alla base militare di Tel Rumeida. A quanto pare i
due uomini non sono ancora stati rilasciati.
Invece, quando la Polizia di Frontiera Israeliana è testimone di atti di
violenza dei coloni, li ignora. Ad esempio, sabato 30 novembre, un
ufficiale di polizia è rimasto a guardare mentre un colono prendeva a
calci un attivista internazionale.
La regolarità di questi comportamenti nei confronti dei palestinesi
serve ad intensificare l’impatto quotidiano dell’Occupazione.
