Manifestazione contro il Prawer Plan attaccata dalle forze di occupazione vicino a Ramallah

2 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Palestina Occupata

Sabato 30 novembre, oltre 100 palestinesi e attivisti internazionali hanno preso parte ad una manifestazione non violenta per protestare contro il Prawer Plan. La manifestazione è iniziata vicino all’edificio della municipalità di al-Bireh vicino a Ramallah e si è spostata verso l’insediamento di Bet El. I coloni hanno accolto i manifestanti con pietre e proiettili veri; in seguito è arrivata sul posto la polizia di frontiera israeliana che ha impiegato tattiche violente per disperdere la manifestazione, arrestando pure tre palestinesi.

Verso le 2 del pomeriggio,i manifestanti si sono riuniti davanti all’edificio della municipalità per protestare contro il Prawer Plan (il piano del governo israeliano che prevede lo sfollamento di oltre 70.000 membri della popolazione beduina che vive nel Negev), prima di spostarsi con un bus nei pressi dell’insediamento di Bet El. Appena arrivati, i manifestanti si sono incamminati salendo verso una delle entrate laterali dell’insediamento, bersagliati dalle pietre lanciate da giovani coloni. Le pietre dei coloni non hanno fermato i manifestanti che hanno urlato slogan e appeso degli striscioni sulla recinzione dell’insediamento. Questo ha richiamato l’attenzione di coloni armati. Dopo un momento di spinte contro la recinzione i coloni hanno sparato in aria dei proiettili veri, nel tentativo di intimorire i manifestanti. Poco dopo sono arrivate le forze israeliane.

A quel punto la protesta è continuata sulla strada principale adiacente all’insediamento. In un primo momento l’esercito e la polizia di frontiera israeliana sono rimaste passive a causa della presenza di molti giornalisti e fotografi, il che ha fatto credere ai presenti che avrebbero lasciato che la manifestazione non violenta si svolgesse senza intervenire violentemente. Ma presto la situazione è degenerata in un brutale attacco contro tutti i manifestanti presenti. Le forze di sicurezza in un primo momento hanno sparato dei candelotti di gas lacrimogeni mentre avanzavano di 30 metri. In seguito si sono divise in formazioni in antisommossa per bloccare la strada. A quel punto sono state lanciate molte bombe sonore ai piedi dei manifestanti, per tentare di disperderli. Ma la manifestazione si è sciolta solo dopo l’inizio degli arresti. Uno degli arrestati è stato buttato a terra e immobilizzato da 12 soldati e poliziotti di frontiera, prima di essere portavo in un luogo non specificato.

In seguito, quando grossa parte dei manifestanti si era dispersa, quelli rimasti si sono diretti verso il campo profughi di Jalzaun, creando blocchi stradali per tentare di interferire con l’avanzata dei soldati israeliani. Alcuni hanno iniziato a lanciare pietre in direzione delle linee di soldati e di poliziotti, e questi ultimi hanno reagito sparando grosse quantità di gas lacrimogeni. Alcuni manifestanti sono stati costretti a lasciare la zona a causa delle condizioni insopportabili create dalla grande concentrazione di gas lacrimogeno nell’aria. Ciononostante, quelli rimasti, e gli abitanti del campo profughi, sono stati presi di mira sia da pallottole d’acciaio ricoperte di gomma che da proiettili veri, anche dopo che la manifestazione era terminata. Nonostante ciò, non si è registrato nessun ferito grave, anche se molte persone hanno dovuto essere soccorse sul posto a causa dell’inalazione di gas.

Negli ultimi giorni si sono svolte diverse proteste contro il Prawer Plan in tutta la Palestina, e anche nel resto del mondo. Nel Negev, oltre1000 persone hanno preso parte alle proteste. Ma Benjamin Netanyahu ha definito le proteste contro il Prawer Plan delle “sommosse” e ha detto: “Dobbiamo andare avanti con il Prawer Bill”.

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