Aggiornamenti sui prigionieri palestinesi

4 Dicembre 2013 / Fonti: Samidoun Palestinian Prisoners Solidarity Network e Palestine News Network

Secondo i dati  dell’Associazione per i diritti umani ed il supporto ai prigionieri Addameer,  il primo novembre 2013 nelle carceri israeliane erano presenti 4996 prigionieri politici palestinesi. Di questi, 145 erano in detenzione amministrativa, e 159 erano minorenni (di cui 15 sotto i 16 anni). Le prigioniere donne erano 14. Inoltre,  494 prigionieri stanno scontando una pena di carcere a vita,  mentre 446 una pena oltre i vent’anni. (http://www.addameer.org/etemplate.php?id=652).

prigioniere palestinesi

Di seguito alcuni aggiornamenti pubblicati nelle ultime settimane dalla Rete di solidarietà ai prigionieri palestinesi Samidoun e dall’agenzia Palestine News Network.

 

         Report: Israele pratica la tortura contro le prigioniere palestinesi

In un documento del 25 novembre, pubblicato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Palestinian Prisoners Center for Studies ha affermato che le autorità israeliane praticano ogni forma di violenza e tortura contro le prigioniere rinchiuse nelle carceri dell’occupazione. Il centro ha detto che le istituzioni internazionali, che emettono leggi che proibiscono la tortura e la violenza contro le donne, sono rimaste cieche di fronte agli abusi e pratiche dell’occupazione contro le prigioniere palestinesi. Un portavoce del Palestinian Priosners Center, il ricercatore Riad al-Ashqar, ha sottolineato che, dal 1967, Israele ha arrestato più di 10 mila donne, e dall’Intifada di al-Aqsa più di 1.100 donne, 14 delle quali sono ancora in carcere, incluse 6 malate.

Ha aggiunto che le donne palestinesi sono detenute in condizioni molto dure, visto che sono soggette ad umiliazioni e ripetuti attacchi da parte delle autorità carcerarie, oltre alla regola delle perquisizioni senza vestiti. L’amministrazione carceraria ha anche mantenuto le prigioniere palestinesi in condizioni di isolamento, negando loro lo studio, e imponendo pesanti sanzioni per futili motivi. La prigioniera rilasciata Muntaha Mahmoud al-Hih ha raccontato di essere stata pestata pesantemente dai soldati durante il suo interrogatorio, il che ha provocato un’emorragia nei reni. Inoltre, è stata messa in isolamento e ed è stata ammanettata per lunghe ore.

Un’altra prigioniera rilasciata di recente, Inam Qalambo, ha raccontato che quando dei soldati israeliani l’hanno arrestata l’hanno picchiata colpendola in faccia, trasferendola in seguito nel centro di interrogatorio di Moscobiya, dove durante l’interrogatorio è stata torturata con l’elettricità. 

Riad al-Ashqar ha anche messo l’accento sulla deliberata deprivazione delle cure mediche da parte delle autorità carcerarie israeliane e la conseguente sofferenza delle prigioniere.

Il Palestinian Prisoners Center for Studies ha fatto appello alle istituzioni internazionali e per i diritti umani, affinché intervengano per mettere fine al peggioramento delle condizioni delle prigioniere palestinesi e per far pressione per la loro liberazione, e perché obblighino l’occupazione a rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6252-report-israel-exercises-torture-against-palestinian-female-prisoners

 

         Israele emette un mandato d’arresto nei confronti di un ragazzino palestinese di 4 anni

 Il 28 novembre, The Electronic Intifada ha riportato che le autorità di occupazione israeliane hanno emesso un mandato d’arresto nei confronti di un bambino palestinese di 4 anni, Muhammad al-Majid, di Gerusalemme. EI ha riportato la notizia pubblicata in arabo dal Wadi Hilweh Information Center:

“Nell’ambito della frenetica campagna di arresti di bambini a Gerusalemme, la settimana scorsa le forze israeliane hanno fatto irruzione nella casa di Zine al-Majid, nella zona di Saadia nella Città Vecchia, per arrestare suo figlio Muhammad, che ha 4 anni. Il padre del bambino ha detto al Wadi Hilweh Information Center:

“Un numero ingente di forze israeliane ha fatto irruzione nella nostra casa giovedì all’alba, chiedendo i nomi dei miei bambini. Così glieli ho detti e loro hanno detto: “Abbiamo un ordine d’arresto per Muhammad”. Sono rimasto scioccato e gli ho chiesto se erano sicuri. Muhammad ha solo 4 anni! Ma l’ufficiale non era convinto e mi ha chiesto di svegliarlo, e dopo averlo visto ha fatto dietro front. Il padre ha aggiunto: “All’ufficiale ho detto: “volete arrestalo? Devo spedirgli latte e pannolini?”

Ha raccontato che l’ufficiale l’ha interrogato su suo figlio e i suoi amici, e se si trovava nel quartiere, sotto pretesto che un colono israeliano era stato ferito. Ha minacciato di convocare il bambino e di interrogarlo se le accusa fossero state confermate. Per i bambini come Muhammad al-Madji, non esiste sicurezza nemmeno nelle loro case, visto che le forze di occupazione israeliane possono fare irruzione ad ogni momento del giorno e della notte.” The Electronic Intifada ha riportato che da dati aggiornati il 30 settembre, 179 bambini palestinesi si trovano in carcere e sono sotto processo nei tribunali israeliani.

 Fonte: http://samidoun.ca/2013/11/4-year-old-palestinian-boy-issued-israeli-arrest-warrant/

 

         Tre prigionieri amministrativi in sciopero della fame ad oltranza nel carcere di Ofer

Il 16 novembre, tre prigionieri amministrativi nel carcere di Ofer hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza, si tratta dei fratelli Mohammed e Islam Badr e di Thaer Abdu. Secondo quanto riportato dall’avvocato palestinese e direttore della Prisoners Society Jawad Boulos, tutti e tre sono tenuti in celle singole nella sezione 14 del carcere di Ofer, e sono in sciopero della fame totale, bevendo solo acqua. La sezione 14 del carcere di Ofer è una sezione “criminale” invece che “politica” (“di sicurezza”).  Ciononostante, Boulos ha riportato che durante la sua visita al carcere non ha potuto incontrare Islam Badr perché era sotto interrogatorio.

Mohammed Badr è stato arrestato il 28 ottobre e la corte militare di Ofer ha emesso un’ordine di detenzione amministrativa di sei mesi contro di lui. E’ un ex-prigioniero che ha già trascorso quattro anni e mezzo in carcere a seguito del suo arresto avvenuto nel 2008. Islam Badr invece sta scontando una detenzione amministrativa di tre mesi; nel 2011 era stato in carcere per 50 giorni. Thaer Abdo è stato arrestato il 27 ottobre e ha ricevuto un ordine di detenzione amministrativa di 6 mesi. Pure lui è un ex-prigioniero che ha già passato due anni e mezzo in carcere, dopo essere arrestato nel 2006.

I tre prigionieri hanno intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro la detenzione amministrativa, durante un periodo di arresti di massa portata avanti dalle forze di occupazione con delle forze segrete speciali dopo l’uccisione da parte di soldati israeliani di Mohammed Assi, un leader delle Brigate di Al-Quds, l’ala militare della Jihad Islamica, il mese scorso. Mohammed e Islam Badr sono stati arrestati da forze di occupazione undercover in un negozio di proprietà della loro famiglia, dopo che i loro cellulari e computer portatili erano stati sequestrati.

Fonte: http://samidoun.ca/2013/11/three-administrative-detainees-in-ofer-prison-on-open-ended-hunger-strike/

 

         I prigionieri amministrativi lanciano uno sciopero della fame di massa di un giorno nelle carceri dell’occupazione

Il Palestinian Prisoners’ Center for Studies ha riportato che lunedì 25 novembre tutti i 170 prigionieri amministrativi palestinesi detenuti nelle carceri israeliane hanno svolto uno sciopero della fame di un giorno. I prigionieri amministrativi del Negev, di Ofer e Megiddo hanno iniziato il loro primo giorno di sciopero della fame intermittente contro la loro carcerazione senza accusa né processo. I prigionieri amministrativi nel Negev sono stati sottoposti a misure drastiche da parte dell’amministrazione penitenziaria in risposta alle loro proteste, tra cui il trasferimento di 4 prigionieri in celle di isolamento sabato 24 novembre. Ogni tipo di apparecchiatura elettrica è stata rimossa dalle celle, gli viene impedito qualsiasi momento ricreativo e le visite dei famigliari sono state sospese per un mese. Oltre a ciò, l’amministrazione penitenziaria del Negev ha minacciato di trasferire 50 prigionieri.

In precedenza, i prigionieri amministrativi avevano annunciato di voler boicottare i tribunali militari israeliani di Ofer, del Negev e la Corte Suprema di Gerusalemme. Inoltre hanno affermato che incrementeranno le proteste, incluso un possibile sciopero della fame ad oltranza e un boicottaggio delle cliniche carcerarie.

Fonte: http://samidoun.ca/2013/11/administrative-detainees-launch-one-day-mass-hunger-strike-in-occupation-prisons/

 

         Israele rifiuta di trasferire un prigioniero in ospedale per delle cure

Lunedì 2 dicembre la Palestinian Prisoner’s Society (PPS) ha riportato che l’Israel Prison Service (IPS) nel carcere di Eshel ha malmenato il prigioniero Thaer Halahleh, precedentemente in sciopero della fame, e l’ha trasferito nel carcere di Rimon. Secondo la famiglia del prigioniero, le sue condizioni di salute sono peggiorate da quando ha contratto l’epatite in carcere, dopo essere stato arrestato nel maggio del 2013. Le condizioni di salute di Halahleh sono peggiorate anche a causa della negligenza medica delle autorità carcerarie israeliane. Sempre suoi famigliari hanno aggiunto che la sera di domenica primo dicembre Halahleh si è sentito male e ha chiesto di essere portato in ospedale, ma l’IPS si è rifiutata e l’ha trasferito nel carcere di Rimon.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6291-ips-refuses-to-transfer-prisoner-to-hospital-for-treatment

 

         Il prigioniero Hussein Amr rifiuta le cure mediche in segno di protesta

Il Palestine Prisoners Center for Studies, in un comunicato stampa del 30 novembre, ha riferito che il prigioniero Hussein Amr, 61 anni, si è rifiutato di prendere delle medicine in protesta contro la mancanza di cure mediche adeguate da parte dell’Israel Prison Service. Amr, originario di Al-Khalil, è in detenzione amministrativa dallo scorso mese di giugno e in precedenza aveva già trascorso cinque anni nelle carceri israeliane.

Amr soffre di diverse malattie, tra cui diabete, pressione sanguigna instabile, reumatismi, gotta, e altro. Il centro ha affermato che le condizioni di salute di Amr sono molto critiche e che l’amministrazione carceraria israeliana si rifiuta di fornirgli delle cure adeguate.  Amr si è rifiutato di prendere le iniezioni di insulina a causa del ritardo dell’amministrazione del carcere del Negev nel curarlo e il rifiuto di permettergli di avere tutte le medicine necessarie alle sue condizioni di salute.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6284-palestinian-patient-prisoner-in-his-sixties-refuses-medication

 

         Israele ha arrestato otto donne palestinesi nel mese di novembre

Il centro per i prigionieri ed i diritti umani Ahrar lunedì 2 dicembre ha denunciato l’arresto della studentessa palestinese Maram Hassoneh ad un checkpoint militare israeliano in una delle entrate principali di Tulkarem, avvenuto domenica primo novembre. Il direttore del centro, Fouad Al-Khafsh, ha detto che i checkpoint militari vengono usati dalle IOF come trappole per arrestare ed uccidere giovani palestinesi. Nel mese di novembre, un’altra studentessa, We’am Aseda, è stata arrestata al checkpoint di Za’atara, e due giovani uomini sono stati uccisi.

Durante il mese di novembre sono state arrestate otto donne palestinesi dalle IOF, il che ha portato il numero di prigioniere donne a 17. Questi i loro nomi: Lina Jarboni, In’aam Hasanat, Intesar Siyad, Tahrir Qanni, Alaa Zeitoun, Nahil Abu Eisha, Ayat Mahfouz, Linan Abu Ghalma, Raniya Abu Gallous, Maram Hassouna, Filistin Najem, Rana Abu Kuweik, Lama Hadaida, Wi’aam Asidda, Nawal Saadi, Mona Ka’adan e Dunya Waked.

Fonti:  http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6285-ahrar-israel-arrests-eight-palestinian-women-during-november

 

         La rete UFree lancia un appello per la liberazione del prigioniero Saba’neh

Dei rappresentanti del Ufree Network e dello Yousef Al-Sedeeq Institute per la protezione dei prigionieri (YAIPP) hanno fatto visita alla famiglia del prigioniero palestinese Thamer Saba’neh, 35 anni, imprigionato da oltre 9 mesi nelle carceri israeliane. La visita si inserisce nel contesto di sforzi compiuti per supportare attivisti, giornalisti e scrittori palestinesi presi di mira dalle autorità di occupazione israeliane al fine di nascondere i propri crimini e violazioni. Thamer Saba’neh ha trascorso un totale di quattro anni nelle prigioni israeliane: 40 giorni nel 1998, un anno nel 2000 quando era studente alla al-Najah University, e ancora 2 anni quando fu arrestato nel 2006. L’ultimo arresto risale al 6 marzo 2013, senza accusa o processo.

Saba’neh è conosciuto per il suo lavoro svolto per il supporto ai prigionieri. Ha scritto diversi articoli e libri al fine di parlare della situazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, il che ha fatto sì che venisse arrestato a più riprese sia dalle autorità israeliane che da quelle palestinesi. Thamer ha tre figli, di 7 e 4 anni, e 3 mesi, l’ultima figlia è nata mentre lui era in carcere. La moglie di Saba’neh ha lanciato un appello a tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani affinché rivelino e mostrino al mondo la politica razzista di Israele nei confronti degli attivisti, dei giornalisti e degli scrittori palestinesi, che mira a indebolire il movimento e le iniziative a sostegno della causa dei prigionieri.

Fonte: http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6297-ufree-network-calls-for-the-release-of-political-prisoner-and-activist-saba-neh

 

         Prigioniero palestinese perde conoscenza a causa della mancanza di cure mediche

In una notizia del 4 dicembre, il Palestine News Network ha riportato che il prigioniero Ibrahim Ghussein, di Gaza, ha affermato che è collassato ed ha perso conoscenza quando i dottori israeliani gli hanno somministrato dei farmaci per i suoi dolori allo stomaco. La Palestinian Prisoners Society (PPS) ha riportato che Ghussein soffre di gonfiori alla base del collo, che gli causano pesanti dolori al viso, alla gola, al collo e alla mano sinistra, oltre a terribili dolori allo stomaco. La PPS ha detto che Ghussein, condannato a sei anni e mezzo di carcere nel 2008, deve essere aggiunto alla lista di prigionieri palestinesi che soffrono di malattie croniche. Ghussien, detenuto nel carcere di Raymond, ha raccontato al PPS di essere stato trasferito diverse volte per effettuare dei test medici, ma non è mai stato informato dei risultati. Ghussein ha raccontato di essere stato trasportato nella clinica carceraria di Ramle in un veicolo militare in un viaggio durato molte ore, senza cibo né acqua.

La PPS ha dichiarato che al momento nelle carceri israeliane ci sono oltre 100 prigionieri palestinesi che soffrono di malattie croniche.

Martedì 3 dicembre le famiglie dei prigionieri palestinesi malati hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al quartier generale della Croce Rossa a Tulkarem, per protestare contro il disinteresse locale e internazionale nei confronti della situazione dei propri famigliari incarcerati nelle prigioni israeliane.

Fonte:  http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6313-palestinian-prisoner-loses-consciousness-due-to-israeli-medical-negligence

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