8 Dicembre 2013 | Palestinian Centre for Human Rights| Palestina Occupata
Secondo delle indagini condotte dal Palestinian Center for Human Rights
(PCHR), sabato 7 dicembre 2013, verso le 16:30, decine di bambini
palestinesi di sono riuniti all’entrata sud del campo profughi di
al-Jalazoun, a nord di Ramallah, vicino alla scuola dell’UNRWA, a circa
300 metri dalla recinzione dell’insediamento di Beit Eil. Hanno dato fuoco
a dei copertoni e hanno lanciato pietre contro i soldati israeliani.
I soldati israeliani che sono usciti dall’insediamento e che erano
posizionati in una torre d’osservazione all’altezza della recinzione hanno
aperto il fuoco contro i bambini.
Wajeeh Wajdi Mustafa al-Ramahi, 15 anni, è stato ferito gravemente alla
parte destra della schiena. Il bambino è stato evacuato in un’auto privata
verso il Palestine Medical Compound di Ramallah, dove ha subito un
intervento chirurgico, ma poi è morto a causa della ferita. Delle fonti
mediche hanno annunciato la sua morte verso le 17:10.
Il PCHR è molto preoccupato per questo crimine, che prova ulteriormente
l’uso di forza eccessiva da parte delle forze israeliane contro i civili
palestinesi. Per questo motivo, lancia un appello alla comunità
internazionale affinché prenda delle misure immediate e efficaci per far
cessare questi crimini e ribadisca alle parti contraenti della Quarta
Convenzione di Ginevra del 1949 di adempiere alle proprie obbligazioni in
riferimento all’Articolo 1; di rispettare e assicurare il rispetto della
convenzione in ogni circostanza, e la loro obbligazione stipulata
dall’Articolo 146 di perseguire le persone sospettate di aver commesso
gravi violazioni della Quarta Convenzione. Queste gravi violazioni
costituiscono dei crimini di guerra secondo l’Articolo 147 della stessa
Convenzione e al Protocollo (I) Aggiunto alla Convenzione di Ginevra.
