Aggiornamento sulla situazione di Murad Eshtewi, attivista del Comitato Popolare di Kafr Qaddum arrestato il 20 dicembre

24 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Kafr
Qaddum, Palestina Occupata

Aggiornamento del 24 dicembre: Murad Eshtewi è stato arrestato il 20
dicembre e da allora non è ancora stato interrogato. Murad non è accusato
di nessun crimine, ma è sospettato di “incitamento”. Quest’accusa sembra
sia basata su una foto di Murad con in mano un megafono. E’ anche
sospettato di essere entrato in una zona militare chiusa.

Ieri Murad è apparso davanti alla corte di Salem, vicino a Jenin, dove le
forze israeliane hanno richiesto che la sua detenzione venisse prolungata
di 8 giorni. La detenzione è stata prolungata di 4 giorni e una seconda
udienza è stata fissata per il 26 dicembre.

Oggi Murad ed il suo avvocato stanno tentando di fare ricorso contro
questa decisione al carcere di Ofer, vicino a Ramallah.

Negli ultimi anni a più riprese Israele ha arrestato dei leader dei
Comitati Popolari con l’accusa di “incitamento” e altre accuse simili. Un
esempio è il caso di Abdullah Abu Rahma, alla testa del Comitato Popolare
di Bil’in, che nel 2010 era stato condannato per “incitamento” e
imprigionato per 18 mesi. Inoltre era stato condannato a 6 mesi con la
condizionale, valevole per 5 anni, e una multa di 5000 shekel.

L’arresto di Murad Eshtewi fa parte del tentativo da parte di Israele di
criminalizzare le proteste popolari usando i tribunali militari. state rilasciate il
mattino seguente senza accuse.

La stessa notte, è stata perquisita anche la casa di Murad Eshtewi, alla
testa del Comitato Popolare di Kafr Qaddum, il quale è stato sottoposto ad
un interrogatorio aggressivo.

Più tardi, verso le 10:00 del mattino, due ore prima dell’inizio della
manifestazione, mentre Eshtewi stava passeggiando nella periferia del
villaggio è stato arrestato in un’imboscata tesa dai soldati. Nonostante
durante l’arresto non abbia opposto resistenza, le forze israeliane sono
state molto aggressive ed hanno usato bombe sonore e spray al peperoncino.
Non è ancora stato rilasciato.

Il suo avvocato, Lymor Goldstein, ha affermato che «contrariamente ai
principi fondamentali di un processo equo non ci sono state comunicate le
accuse rivolte contro Murad né è stato interrogato da quando è stato
arrestato”.

Nelle ultime settimane si è verificato un aumento delle incursioni
notturne, di una repressione sempre più violenta delle manifestazioni del
venerdì, dei checkpoint temporanei e degli arresti arbitrari. Solamente
nell’ultimo mese ci sono state oltre venti incursioni notturne nelle case
del villaggio.

Il mese scorso un nuovo comandante dell’esercito responsabile dell’area ha
avvertito gli abitanti del villaggio che se non avessero sospeso le
proteste del venerdì, avrebbe aumentato la repressione militare.
Un’incursione notturna di solito coinvolge fino a 50 soldati che
accerchiano ed entrano in una casa specifica. Spesso vengono usati gas
lacrimogeni e i soldati sparano colpi di arma da fuoco, con proiettili
veri, in aria per spaventare gli abitanti. I soldati per entrare nelle
case spesso distruggono porte e finestre.

Le persone arrestate vengono ammanettate e bendate prima di essere portate
in un altro luogo per essere interrogate. L’interrogatorio può svolgersi
sul retro di una jeep dell’esercito, a lato di una strada, o all’interno
di una stazione di polizia. Spesso le persone arrestate vengono sottoposte
ad abusi fisici e verbali. Quando vengono rilasciate, spesso si trovano su
una strada a chilometri di distanza dalle loro case.

Gli abitanti di Kafr Qaddum al momento non possono accedere alla maggior
parte delle loro terre, a causa della chiusura nel 2003 da parte
dell’esercito israeliano della strada principale del villaggio, l’unica,
che porta a Nablus. La strada fu chiusa in tre fasi, e l’accesso dei
contadini agli 11.000 dunam di terre che si trovano da una parte o l’altra
della strada è limitato a una o due volte all’anno.

Da quando la strada è stata chiusa, la gente di Kafr Qaddum è stata
costretta a fare affidamento sul trasporto animale per accedere all’area;
la strada è angusta e secondo gli abitanti percorribile unicamente dagli
animali. Nel 2004 e 2006, tre abitanti del villaggio sono morti perchè non
hanno potuto raggiungere in tempo l’ospedale. Alle ambulanze che li
trasportavano è stato vietato usare la strada principale e hanno dovuto
allungare il percorso di 13 km.

Queste morti hanno aumentato ulteriormente il malcontento degli abitanti
di Kafr Qaddum, che il primo luglio 2011 hanno deciso di organizzare una
protesta per la riapertura della strada e per proteggere le terre in
pericolo a causa dell’espansione degli insediamenti lungo di essa.

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