5 feriti durante le proteste del venerdì nella West Bank

 17 Gennaio 2014 / Fonte: Ma’an News Agency

Venerdì 17 gennaio le forze israeliane hanno ferito cinque manifestanti palestinesi con proiettili d’acciaio ricoperti di gomma. Altre decine di persone sono state intossicate dai gas lacrimogeni sparati dalle IOF per disperdere le proteste del venerdì che si sono svolte nella West Bank.

Le proteste settimanali contro l’occupazione israeliana e il muro di separazione sono state disperse con violenza dalle forze di occupazione israeliane a Bilin, al-Masara, Kafr Qaddum e Tuqu.

– Bil’in

Nel villaggio di Bil’in, nel centro della West Bank, cinque manifestanti sono rimasti feriti e decine hanno sofferto di asfissia da gas lacrimogeni quando i soldati israeliani hanno disperso una manifestazione contro il muro di separazione e la costruzione di ulteriori insediamenti sulle terre palestinesi.

I manifestanti hanno anche protestato in solidarietà al campo profughi di Yarmouk a Damasco, che dallo scorso mese di luglio è sotto l’assedio del regime siriano.

Le forze israeliane hanno sparato proiettili d’acciaio ricoperti di gomma, gas lacrimogeni, granate assordanti e proiettili esplodenti contro i manifestanti che si avvicinavano alle terre adiacenti al muro, terre palestinesi che in passato sono state confiscate da Israele.

Il coordinatore del comitato della resistenza popolare Abdullah Abu Rahma, 43 anni, è stato ferito da un candelotto di gas lacrimogeno che lo ha colpito alla schiena, mentre Rashid Khatib, 20 anni, Eid al-Khatib, 20 anni, il fotografo Mohammad Yassin, 21 anni, e Ashraf Abu Rahma, 35 anni, sono stati colpiti da proiettili d’acciaio ricoperti di gomma alle gambe e ai piedi.

Dal 2005, gli abitanti di Bilin hanno manifestato settimanalmente contro il muro di separazione israeliano che scorre attraverso il villaggio su delle terre confiscate ai contadini locali.

In passato, le proteste degli attivisti di Bil’in hanno costretto le autorità israeliane a rivedere il tracciato del muro, ma larghe aree delle terre del villaggio rimangono inaccessibili agli abitanti.

– Al-Masara

Anche in questo villaggio a sud di Betlemme le forze di occupazione hanno disperso la manifestazione settimanale del venerdì.

La manifestazione è iniziata nel centro del villaggio in solidarietà con il campo profughi di Yarmouk e per commemorare il ventitreesimo anniversario dell’uccisione di tre membri dell’OLP in Tunisia nel 1991.

Il coordinatore del comitato popolare di Betlemme, Hassan Brejia, ha condannato l’assedio di Yarmouk e ha lanciato un appello affinché un intervento internazionale metta fine alla terribile situazione. Dal 2006, gli abitanti di al-Masara hanno protestato ogni settimana per la restituzione di terre del villaggio confiscate da Israele per costruire il muro di separazione, che attraversa il villaggio.

– Kafr Qaddum

Diversi manifestanti hanno sofferto di bruciature, lividi, e asfissia da gas lacrimogeni durante gli scontri con le forze di occupazione scoppiati venerdì a Kafr Qaddum, villaggio della West Bank vicino a Qalqiliya. L’esercito israeliano ha sparato candelotti di gas lacrimogeni e granate assordanti contro i manifestanti mentre si avvicinavano all’entrata est del villaggio, tenuta chiusa dalle forze israeliane.

Le proteste a Kafr Qaddum si svolgono ogni venerdì contro la chiusura da parte di Israele della strada principale che porta a Nablus. La strada è chiusa dal 2000.

– Tuqu

Durante degli scontri con le forze israeliane decine di manifestanti hanno sofferto di asfissia da gas lacrimogeni a Tuqu, ad est di Betlemme.

Fonti locali hanno affermato che le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni e granate assordanti durante gli scontri che sono scoppiati nella zona del villaggio chiamata Madares.

In novembre, dei coloni hanno posizionato un avamposto illegale vicino al villaggio, e da allora hanno abbattuto grosse quantità di ulivi e invaso delle terre appartenenti al villaggio.

Israele ha iniziato la costruzione del muro di separazione nel 2002, e il percorso è stato preso di mira da manifestazioni organizzate a scadenza regolare, organizzate dai villaggi le cui terre sono state confiscate.

Israele ha confiscato larghe porzioni di terre palestinesi per costruire il muro. L’85% del percorso completo della barriera, lunga 435 miglia, è situato nella West Bank occupata.

Nel 2004 la Corte Internazionale di Giustizia ha affermato che il muro di separazione è illegale ed è “equivalente ad un’annessione.”

Oltre 500.000 coloni israeliani vivono in insediamenti nella West Bank e a Gerusalemme Est, contravvenendo alle leggi internazionali.

I territori palestinesi della West Bank e di Gerusalemme Est sono occupati dall’esercito israeliano dal 1967.

Fonte: http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=665957

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