West Bank: negli ultimi anni forte aumento delle violenze dei coloni

17 Gennaio 2014 / Fonte: Al Jazeera English

Secondo uno studio delle Nazioni Unite, nella West Bank gli attacchi dei
coloni ai danni dei palestinesi  negli ultimi otto anni sono aumentati
ogni anno.
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Dal 2006 si sono verificati circa 2.100 attacchi. Secondo l’Onu, che ha
iniziato a registrare queste aggressioni nel 2006, dalle 115 verificatisi
quell’anno si è passati alle 399 del 2013.

Oltre 17.000 palestinesi, 342 coloni e 37 soldati israeliani sono rimasti
feriti e 10 palestinesi e 29 coloni sono stati uccisi durante gli attacchi
nella West Bank.

L’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha
comunicato i risultati dello studio all’agenzia di stampa Associated
Press.

Recentemente, dei coloni ebrei sono stati sospettati di aver dato fuoco
all’entrata di una moschea lasciando le scritte “fuori gli arabi” e
“vendetta per il sangue versato a Qusra” in ebraico sui muri esterni
dell’edificio.

Si pensa che questo atto di vandalismo avvenuto mercoledì 15 gennaio sia
stato provocato da quanto avvenuto settimana scorsa nel villaggio di
Qusra, vicino a Nablus, dove dei palestinesi avevano detenuto e picchiato
una dozzina di coloni.

Secondo il sindaco di Qusra Abdel Azim Wadi, negli ultimi anni i coloni
hanno danneggiato centinaia di alberi, ucciso 18 pecore, e incendiato sei
automobili in dozzine di attacchi a Qusra in quelle che vengono chiamate
campagne di “price tag”. Inoltre, il villaggio ha perso la metà delle sue
terre a causa degli insediamenti.

Gli insediamenti ebraici nella West Bank secondo la legge internazionale
sarebbero illegali e si stima che nei territori occupati da Israele nel
1967 vivano circa 500.000 coloni.
I palestinesi affermano che la “price tag”, una campagna di azioni
violente iniziata dai coloni israeliani, fa parte della politica di
Israele di controllo della West Bank, con i soldati che fanno molto poco
per fermare questi attacchi.

Ma il Ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon settimana scorsa ha
definito questi atti di violenza “terrorismo”. E i leader israeliani, che
per la maggior parte sono favorevoli agli insediamenti, hanno denunciato
ripetutamente le violenze tra coloni e palestinesi.
Secondo un comandante di una divisione dell’esercito israeliano nella West
Bank, Eran Makov, i soldati hanno l’ordine di fermare qualsiasi violenza
tra i civili nei territori.

“Non c’è abbastanza pressione dal Primo Ministro, dal Ministro della
Difesa,  e dal Ministro dell’Interno per prevenire queste azioni”, ha
affermato Gado Zohar, un ex comandante dell’esercito israeliano nella West
Bank.

“La politica dell’IDF è di interrompere e fermare qualsiasi attacco di una
persona ai danni di un’altra persona”, ha detto Makov.

Il corrispondente dell’esercito israeliano Amos Harel, ha ammesso sul
quotidiano israeliano Haaretz che i giovani soldati credono che la loro
missione principale sia quella di proteggere i coloni ebrei.

Le trattative tra Israele e Palestina, monitorate dagli Stati Uniti, sono
state rilanciate nell’agosto del 2013 dopo cinque anni di arresto, ma
hanno compiuto pochi progressi visto che Israele alza la tensione
continuando ad annunciare la costruzione di nuovi insediamenti nella West
Bank.

Fonte:
http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2014/01/un-attacks-west-bank-palestinians-rise-20141177423535834.html

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