Hebron: quinta manifestazione annuale di Open Shuhada Street

21 Febbraio 2014 | International Solidarity Movement, Hebron Team |
Hebron, Palestina Occupata

La quinta manifestazione annuale di “Open Shuhada Street” si è svolta
venerdì 21 febbraio a Hebron. Durante una manifestazione pacifica per
aprire Shuhada Street ai palestinesi, sono state arrestate 5 persone e 13
hanno ricevuto cure mediche dopo essere state colpite da proiettili
d’acciaio ricoperti di gomma.

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Il 21 febbraio circa 2000 palestinesi e attivisti internazionali hanno
partecipato alla manifestazione di “Open Shuhada Street” a Hebron, nella
West Bank Occupata.

La manifestazione, organizzata dai gruppi di attivisti palestinesi Youth
Against Settlements e Hebron Defence Committee, è iniziata alla moschea
Ali Al-Baka e in seguito si è diretta verso Bab Al-Baladiya.
Bab Al-Baladiya è una piccola piazza che si trova davanti al cancello che
porta a Al-Shuhada Street e all’insediamnento illegale di Beit Romano.

Poco dopo essere arrivate a Bab Al-Baladiya le forze israeliane hanno
lanciato ingenti quantità di granate assordanti in mezzo alla folla di
manifestanti pacifici e hanno sparato gas lacrimogeni contro la parte di
manifestanti che non aveva ancora raggiunto Bab Al-Baladiya.

Diversi palestinesi sono stati arrestati durante la situazione di caos
provocata dal lancio di oltre dieci granate assordanti lanciate in
pochissimo tempo. Questo ha fatto sì che la manifestazione si disperdesse
in gruppi più piccoli.

A seguito della dispersione della manifestazione pacifica provocata dalle
forze israeliane, vicino a Bab Al-Zawiye sono scoppiati degli scontri.
Secondo dele fonti mediche tredici persone sono state curate per ferite
provocate da proiettili d’acciaio ricoperti di gomma ed un grosso numero
di persone hanno ricevuto cure all’ospedale a causa di inalazione
eccessiva di gas lacrimogeni. In totale, sono state arrestate cinque
persone.

Al-Shuhada Street era un tempo la strada principale del mercato di Hebron,
ma fu chiusa ai palestinesi dopo il massacro alla moschea Al-Ibrahimi nel
1994, quando l’israeliano nato in Stati Uniti Baruch Goldstein aprì il
fuoco contro i fedeli uccidendo 29 palestinesi e ferendone 125.

Nel 1997, la strada è stata parzialmente riaperta ai palestinesi a seguito
dei Protocolli di Hebron, ma dopo lo scoppio della Seconda Intifada è
stata chiusa nuovamente.

Il 25 febbraio 2014 è il giorno del ventesimo anniversario del massacro.

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