Dure minacce di violenza da parte israeliana interrompono la manifestazione settimanale nella Strisc…

5 Marzo 2014 – Charlie Andreasson – Gaza, Palestina occupata   http://palsolidarity.org
La consueta manifestazione del venerdì alla cosiddetta “zona cuscinetto” ad est di Jabalia è stata fermata dalla polizia palestinese e dalle forze di sicurezza. Israele aveva inviato il messaggio attraverso l’Egitto alle autorità palestinesi a Gaza, che non sarebbe più stata tollerata alcuna manifestazione e che avrebbero sparato alla parte superiore del corpo a chiunque si fosse avvicinato alla barriera di separazione.

 

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Le forze israeliane sparano gas lacrimogeni contro i manifestanti palestinesi durante la protesta a Jabaliya del 21 febbraio (foto di Charlie Andreasson)

Lungo la cresta della collina fino in fondo al pendio, fino alla recinzione con i suoi rotoli di filo spinato, si vedevano veicoli militari israeliani.

La polizia palestinee e le forze di sicurezza hanno avuto il duro compito di tenere lontani i dimostranti.

Dietro di loro si trovavano le ambulanze, pronte in caso di emergenza, ma fortunatamente l’esercito israeliano non ha messo in atto le sue minacce.

 

Islam Shahwan, portavoce del ministero palestinese degli Interni e della Sicurezza nazionale a Gaza, più tardi, in un comunicato pubblicato su Facebook e rilasciato attraverso il ministero, ha dichiarato: “Ci siamo impegnati perchè non venisse sparato ai nostri giovani dall’esercito israeliano, impedendo loro l’accesso alla recinzione al fine di preservare le loro vite “.

“Siamo appassionati alla vita dei nostri giovani e dei nostri bambini ed apprezziamo il loro entusiasmo” – ha aggiunto Shahwan – “Grazie a Dio non ci sono stati feriti quel giorno, noi teniamo alla vita dei nostri giovani fratelli.”

 

La manifestazione era stata organizzata per commemorare Muatazz Washaha, 24 anni, che era stato ucciso dai militari israeliani il giorno prima nel villaggio di Birzeit in Cisgiordania .

Le forze militari della potenza occupante avevano circondado la casa dove viveva, avevano evacuato gli altri residenti e poi bombardato la casa, ben consapevoli del fatto che Muattazz si trovasse all’interno.

Come per altre precedenti uccisioni mirate nei Territori Occupati, l’esercito israeliano è molto restrittivo riguardo alle proteste ed ha già in precedenza usato violenza contro ogni forma di contestazione.

 

L’avviso a Gaza che l’esercito israeliano intendesse sparare alla parte superiore del corpo di civili che si fossero avvicinati alla recinzione, deve essere inteso alla luce dell’incidente nel villaggio di Birzeit.

Secondo un ufficiale sul luogo previsto per la manifestazione, non saranno più ammesse proteste contro la potenza occupante e i suoi abusi nella “zona cuscinetto”.

In ogni occasione, l’esercito israeliano ha provocato una decina di feriti da proiettili vivi nonché da colpi diretti di candelotti di gas lacrimogeno. Mohammed Helles è ancora in coma all’ospedale al-Shifa di Gaza, dopo essere stato colpito alla testa con un candelotto alla precedente manifestazione.

Le forze israeliane sparano gas lacrimogeni contro i manifestanti palestinesi durante la protesta a Jabaliya del 21 febbraio (foto di Charlie Andreasson)

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