Attacco price tag ad Aqraba, attaccata la casa di un contadino

2 luglio 2014 | International Solidarity Movement, Nablus team | Aqraba,  Palestina Occupata 

Fadi Bassem è un agricoltore che vive nel villaggio di Aqraba, 20 km a sud di Nablus, nella parte settentrionale della Cisgiordania. Vive con la sua famiglia allargata, 15 persone in una casa singola. 

Alle 03:30 nelle prime ore del mattino, Bassem è stato svegliato dal rumore di passi fuori dalla sua casa. Quando è andato a indagare, ha visto quattro uomini in fuga nel buio. Tornando indietro, ha sentito odore di fumo e si è reso conto che la sua stalla, adiacente alla casa, era in fiamme. Bassem e la sua famiglia hanno trascorso le successive quattro ore a buttare acqua sulle fiamme e portare via le pecore dalla stalla. Ci sono due grandi serbatoi d’acqua nelle vicinanze, e la famiglia è stata in grado di spegnere il fuoco. 

La mattina dopo ha visto che dei graffiti erano stati dipinti con lo spray su una delle sue pareti. “Price tag, la vendetta degli ebrei”, si leggeva in ebraico. 

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Questi eventi si sono verificati due giorni dopo la scoperta dei corpi dei tre giovani coloni israeliani, che erano stati presumibilmente rapiti da sostenitori di Hamas. L’indignazione nazionale per la morte dei coloni adolescenti ha precipitato richieste di vendetta da diversi elementi della società israeliana, e soprattutto da coloni. 

«Non so se fossero coloni o soldati che hanno fatto questo”, dice Bassem, “ma tutte le orme erano identiche, cosa che mi dice che probabilmente erano soldati.” 

La presenza di soldati israeliani nel villaggio è stata confermato dal fatto che due ragazzi sono stati arrestati ad Aqraba quella notte.

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Trad. di S.L.

 

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