VIDEO: soldati e coloni israeliani attaccano palestinesi e volontari dell’ISM a Hebron

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2 luglio 2014 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Tel Rumeida, Palestina Occupata

Per gli ultimi due giorni ad al-Khalil (Hebron), i soldati israeliani hanno fermato e perquisito molti palestinesi a Tel Rumeida.

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Circa alle 22:00 di due notti fa, una colona  iniziò aggressivamente a fotografare i bambini palestinesi che stavano giocando a calcio in strada sulla collina di Tel Rumeida. Due attivisti dell’ISM hanno cominciato le riprese anche loro. Allora si avvicinò a un volontario ISM e spinse la macchina fotografica digitale molto vicino al suo volto.

Altri coloni arrivarono e cominciarono a molestare i bambini palestinesi e cercarono di rubare il loro pallone. I coloni cominciarono a spingere alcuni dei palestinesi. Un colono ha provato a forzare l’entrata in un negozio palestinese gridando: “Io vado a macellare voi”.

Un gruppo di soldati israeliani ha inizialmente cercato di bloccare i coloni e impedire loro di attaccare i palestinesi, ma quando questo non ha avuto successo, ha deciso invece di costringere i palestinesi a muoversi. Hanno attaccato i palestinesi usando granate stordenti e spintonato un certo numero di persone. I coloni e i soldati hanno poi iniziato ad attaccare gli attivisti dell’ISM che stavano filmando. I soldati puntarono i fucili diverse volte e li hanno usati per minacciare i volti dei volontari dell’ISM. Un soldato è saltato sul piede di uno degli attivisti.

Due ISMers, e un attivista di Christian Peacemaker Teams sono stati fisicamente colpiti dai coloni che cercavano di rubare le loro macchine fotografiche. Un attivista voltò le spalle a un soldato e cominciò a camminare lontano come indicatogli ed ha preso con forza un calcio da dietro nei testicoli da un soldato. I soldati poi si sono posizionati per impedire ai palestinesi di tornare alle loro case.

Poco dopo, circa 40 palestinesi hanno lasciato la moschea in cima alla collina Tel Rumeida e hano cominciato a camminare giù per la collina verso la loro casa. Sono stati fermati e minacciati dai soldati. I soldati si misero d’accordo per farli tornare a casa, ma hanno insistito che la gente fosse a piedi in fila uno per uno. Allo stesso tempo, i soldati hanno permesso a un folto gruppo di coloni di aggregarsi al bivio. I Palestinesi sono stati quindi costretti a camminare da soli davanti ai coloni e sono stati oggetto di intimidazioni e minacce.

Un attivista ISM presente, dice:  “I soldati e i coloni erano molto aggressivi  e minacciosi, così non accadeva da tempo, era difficile sapere cosa stava succedendo. Continuavano a gridare contro di noi in ebraico, e non vollero ascoltare quando abbiamo detto loro che non avevamo capito. A un certo punto una jeep militare è salita su una collina verso un gruppo di palestinesi (che erano in procinto di lasciare la moschea) e noi. Siamo rimasti intrappolati in un angolo e non potevamo muoverci. La jeep si fermò davanti a noi, hanno gettato una granata stordente, e poi alcuni soldati saltarono fuori dalla jeep, puntarono i loro fucili in faccia, e hanno urlato contro di noi in ebraico. Erano così arrabbiati, sembrava volevano spararci “.

Durante questo tempo, la famiglia Shamsiyeh è stata attaccata dai coloni (il 15enne Awne Shamsiyeh è stato recentemente intervistato da ISM). I coloni sono entrati nel loro giardino e le telecamere puntate nei loro volti. Un colono minacciava a  pugni una donna palestinese. Un altro colono femmina, che sembrava essere di circa 17 anni di età, ha colpito un bambino palestinese di 11 anni sulla mano con una pietra causando gonfiore e lividi.

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I soldati non hanno fatto nulla per prevenire l’attacco, ma invece hanno gridato alla famiglia palestinese e ordinarono loro di restare  nella loro casa.

Circa alle 22:00, coloni dell’insediamento illegale di Tel Rumeida hanno  eretto una recinzione per bloccare una casa palestinese, impedendo alla famiglia di raggiungere la loro casa.

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