Ebrei contro il genocidio tengono una cerimonia commemorativa ad Yad Vashem

http://palsolidarity.org/2014/07/jews-against-genocide-hold-memorial-for-palestinian-children-at-yad-vashem/

Ieri, Sabato 12 Luglio, ebrei contro il genocidio (JAG) hanno tenuto una
cerimonia commemorativa per i bambini palestinesi uccisi da Israele nel
suo attacco in corso a Gaza.

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I JAG hanno dato alle fiamme un mucchio di
bambole coperte di vernice rossa a Yad Vashem, il museo memoriale
dell’Olocausto di Israele. Lo JAG è un movimento di ebrei provenienti da
tutto il mondo, tra i quali sono presenti anche israeliani, che
protestano contro l’intenzione di Israele di commettere un genocidio
contro il popolo indigeno non-ebreo di Palestina.
La guardia di sicurezza di Yad Vashem ha tentato di interrompere la
commemorazione, ha confiscato un estintore dei JAG, ed ha chiamato la
polizia israeliana per far arrestare i partecipanti.

Noi, ebrei contro il genocidio, siamo venuti a Yad Vashem, museo
israeliano della memoria del genocidio commesso contro gli ebrei, per
onorare i bambini palestinesi che muoiono in un genocidio commesso dagli
ebrei.

Abbiamo portato delle bambole per simboleggiare i bambini di Gaza, ed
abbiamo cercato di mostrare un assaggio di orrore che i gazawi
affrontano a pochi passi dagli israeliani. Speriamo di dimostrare ad
Israele e al mondo, la realtà assurda di utilizzare la memoria di un
genocidio per giustificarne un altro.

Invitiamo le persone compassionevoli di tutto il mondo ad unirsi alla
protesta inscenando proteste simili davanti alle ambasciate ed ai
consolati israeliani di tutto il mondo Martedì 15 e Mercoledì 16 luglio,
2014.

Proprio come onoriamo le persone che sono state uccise sette decenni fa
in Europa perché erano ebrei, siamo qui per onorare le persone che
vengono uccise in questo momento, perché sono i popoli indigeni di
questa terra e non sono ebrei.

La Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la repressione
del crimine di genocidio definisce genocidio come “uno dei seguenti atti
commessi nell’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo
nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale:
(a) uccisione di membri del gruppo;

(b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;

(c) sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a
provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; […] ”

I bambini di Gaza, che vengono sistematicamente uccisi mentre scriviamo
questo articolo, costituiscono il 52% per cento della popolazione sotto
assedio nella Striscia. La stragrande maggioranza di questi bambini sono
discendenti di profughi della Palestina storica.

Nel ciclo di atrocità commesse dall’esercito di occupazione israeliano,
finora decine di bambini sono stati uccisi nelle loro case e la
leadership bellica israeliana giura “costi molto più elevati” da parte
palestinese continuando il bombardamento.
I crimini di guerra ed i crimini contro l’umanità commessi oggi a Gaza
sono l’ultima fase di una campagna in corso di pulizia etnica e
genocidio contro gli indigeni di questa terra.

Lo Stato ebraico è stato fondato sul principio sionista di “il maggior
numero di ebrei sulla maggioranza della terra, ed il minor numero di
arabi sulla minoranza della terra”, che è stato trasformato in realtà
attraverso 66 anni di continua aggressione contro i palestinesi, negando
loro il diritto di vivere liberamente e pacificamente nella loro patria
storica.

Il regime israeliano ha trasformato la bella Striscia di Gaza in un
ghetto densamente popolato, con acqua non potabile, acque reflue non
trattate, ed insufficienti risorse ed energia elettrica. Questo ghetto è
diventato un campo di concentramento, attraverso massacri israeliani
ripetuti in quello che il Rapporto Goldstone ha descritto come un
tentativo di “umiliare e terrorizzare una popolazione civile, diminuire
radicalmente la sua capacità economica locale”.

Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla chiamata
della società civile palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e
Sanzioni (BDS) contro Israele, fino a che lo stesso non rispetti le tre
richieste fondamentali di:

1. Terminare l’occupazione e la colonizzazione di tutte le terre arabe e
smantellare il Muro

2. Riconoscere la piena uguaglianza di diritti fondamentali dei
cittadini Arabo-Palestinesi di Israele; e

3. Rispettare, tutelare e promuovere i diritti dei profughi palestinesi
di tornare alle loro case e proprietà come stabilito nella risoluzione
194 dell’ONU.
Trad. di F.T.

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